Bari, al via al Margherita il PugliArch

BARI - Ha preso ufficialmente il via quest’oggi, martedì 20 novembre 2014, la 2^ edizione del PugliArch, il Festival dell’Architettura organizzato dal GAB_Associazione Giovani Architetti della Provincia di Bari d’intesa con la Federazione Regionale degli Ordini degli Architetti PPC della Puglia. A partire dalle ore 18.30, nell’incantevole scenario offerto dal Teatro Margherita a Bari, ha avuto luogo la cerimonia d’inaugurazione della ricca tre giorni di lectures, mostre e workshop dedicati al tema “Crossing Architecture”. Tanti gli ospiti d’eccezione, grandi nomi dell’architettura, provenienti da diverse parti d’Europa, che offriranno il proprio contributo in ordine di idee, innovazione e confronto sul tema dell’incrocio (cross) tra città e campagna: Oriol Capdevila Arus (Spagna), Arriola & Fiol (Spagna), Joao Morgado (Portogallo), AWP (Francia), CZ Studio (Italia), Eduardo Costa Pinto (Portogallo), Uwe Schröder (Germania), Joäo Gomes da Silva (Portogallo), Valeria Maria Mininni (Italia) e Giuseppe Scaglione (Italia), Antonio Monestiroli (Italia), Carlo Garzia (Italia) e molti altri.

“Il Pugliarch nasce da un’idea di un gruppo di giovani – ha esordito l’arch. Palma Librato, coordinatore del Festival PugliArch – che nel 2008 fonda l’Associazione GAB_Giovani Architetti della Provincia di Bari. Nel 2012 abbiamo partecipato ad un bando di finanziamento della Regione Puglia_Assessorato al Mediterraneo, Cultura, Turismo. L’idea, così, prende corpo divenendo FESTIVAL PUGLIARCH, un marchio oggi registrato. Avevamo in animo di dare una cadenza biennale, così dopo due anni abbiamo riproposto il Festival, focalizzando l’attenzione sul tema “Crossing Architecture. Un titolo che si riferisce all’incontro-incrocio qui a Bari, città che rappresenta la Puglia, di esperienze europee in architettura, progetti e idee che vedremo espresse e raccontate durante i nostri tre giorni di lavori sul tema ancora poco indagato in aree periferiche di frangia tra la città e la campagna che non sono semplicemente le periferie urbane, ma sono quelle aree ancora più esposte verso il paesaggio, l’ultima corona, quelle aree senza autore che non sono città e non sono campagna. Per la prima volta in assoluto nel sud-Italia – ha sottolineato – noi architetti sponsorizziamo altri architetti viventi contemporanei locali ed europei, perché vogliamo formarci vedendo progetti dei nostri illustrissimi colleghi, vogliamo dire alla società che l’Architettura è lo spazio in cui vivono tutti, non è distante da nessuno di noi e che fare una bella città, un buon progetto è interesse di tutti”.

Alla cerimonia di inaugurazione del Festival hanno preso parte l’arch. Massimo Crusi, Presidente Federazione Regionale degli Ordini degli Arch. PPC della Puglia, ll’arch. Paolo Pisciotta, Consigliere CNAPPC, ed il sindaco della città di Bari Antonio Decaro. Spazio, poi alla lecture in inglese di Arriola & Fiol Arquitectes, direttamente da Barcellona, dal titolo “Linkedln cities”. Tra gli ambienti del Teatro Margherita, inoltre, sono state allestite due mostre fotografiche: la prima, intitolata “Indicativo Presente, l’area 22 restituita”, costituisce il punto di arrivo del workshop di fotografia svoltosi dal 28 al 31 ottobre, a cura del prof. Carlo Garzia; la seconda mostra, invece, è stata allestita a coronamento del bando “CALL for YOUNG PHOTOGRAPHERS”, riservato a giovani fotografi under 40 sul tema della progettazione delle aree tra città e campagna. Tema affrontato anche da numerosi architetti Under 40 che hanno risposto al bando “CALL for YOUNG ARCHITECT TALENT”, tra i quali 15 vedranno i propri progetti in mostra. Fotografia ed Architettura, infatti, si misurano con i luoghi secondo il principio del Festival che è quello di guardare in contemporanea qui e altrove, incrociando dati, esperienze, idee. In parallelo alle attività in corso all’interno dello storico teatro in stile Liberty, per di più, grande spazio è riservato al workshop di progettazione urbanistica, “M_Argini” destinato ad una ventina di professionisti e dedicato alla rigenerazione del quartiere di Sant’Anna attraverso architetture temporanee e a basso costo e a basso impatto ambientale. Questa mattina l’inaugurazione, cui hanno preso parte, oltre all’arch. Palma Librato ed all’architetto spagnolo Oriol Capdevila Arus (MBM Arquitectes) che coordinerà il gruppo di lavoro, anche Carta Tedesco e Giuseppe Galasso, assessori comunali, rispettivamente, all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici.

“Le idee progettuali che saranno elaborate da questi architetti – ha dichiarato l’assessore Tedesco – saranno valutate attentamente dall’Amministrazione Comunale per poter integrare eventualmente il Programma Triennale delle Opere Pubbliche. L’area di Sant’Anna – ha proseguito – presenta alcune gravi criticità che testimoniano l’assenza di un disegno organico di città e l’inefficacia dell’azione di controllo da parte del pubblico sull’operato dei privati. Ora toccherà all’Amministrazione gestire e superare queste discrepanze”.

“Una delle più evidenti carenze infrastrutturali – ha sostenuto l’assessore Galasso – è nell’assenza di raccordi tra le strade esterne e l’unico vero asse viario interno che certifica la gravità della condizione di inaccessibilità nell’area di Sant’Anna. Nonostante le prescrizioni dei precedenti Piani Regolatori Generali, ci sono vicoli che non portano da nessuna parte e stradine che vanno dal nulla al nulla. Questa privazione di collegamenti, come denunciano i cittadini, si manifesta anche nell’impossibilità di fruire direttamente e facilmente del mare e, in aggiunta alla privazione di adeguati spazi pubblici, comporta una poca dignitosa vivibilità del quartiere. Bisogna, pertanto – ha concluso l’assessore ai lavori pubblici – lavorare per costruire una diversa visione di città che accolga questo territorio e non lo faccia essere più un irrilevante satellite di Japigia”. “Per svolgere al meglio il mio ruolo di tutor di questi professionisti – ha ammesso l’architetto spagnolo Oriol Capdevila – ho fatto un approfondito sopralluogo di questo quartiere un paio di settimane fa. E pensando soprattutto a coloro che ci vivono, essenzialmente giovani coppie, è impensabile che nel XXI secolo ci siano periferie progettate e costruite senza alcun pensiero sociale e senza una visione unitaria rispetto al resto della città. Non ci sono spazi pubblici. Non ci sono i servizi. Non ci sono veri assi viari. Con il paradosso, anzi, che sembra ci sia stata la privatizzazione di potenziali spazi pubblici. Occorre superare, culturalmente, l’idea che le periferie possano essere costruite malamente perché vengono a viverci persone poco o nulla abbienti: è necessaria un’assunzione di responsabilità da parte dei progettisti e degli amministratori pubblici”. Il Festival, che ha ricevuto il Premio di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, del Ministero per gli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché della Regione Puglia, si articolerà sino a sabato 22 novembre con una serie di eventi che vedranno protagonisti grandi nomi dell’architettura.