Crolla il pil: Giappone torna in recessione
Il Pil giapponese, contrariamente alle attese, è crollato nei mesi di luglio-settembre cedendo lo 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e l'1,6% su base annualizzata. A renderlo noto l'Ufficio di gabinetto. La Abenomics si blocca e il Giappone torna in recessione con la seconda contrazione di fila del Pil: a luglio-settembre, sfumato il rimbalzo, il calo è dello 0,4% congiunturale (dopo il -1,9% dei tre mesi precedenti) e dell'1,6% su base annualizzata (-7,1%). Per il premier Shinzo Abe è un duro colpo, visto che dovrebbe annunciare lo scioglimento della Camera Bassa e indire elezioni politiche generali anticipate, oltre a promuovere il rinvio del rialzo dell'Iva al 10% che, senza interventi, sarà operativo da ottobre 2015. La Borsa di Tokyo ha chiuso gli scambi con un tonfo del 2,96% in scia al deludente dato del Pil di luglio-settembre che ha sancito il ritorno del Giappone in una fase di "recessione tecnica". L'indice Nikkei brucia 517,03 punti, attestandosi a quota 16.973,80, vicino ai minimi intraday. Con la deludente performance del Pil di luglio-settembre, il Giappone ritorna in "recessione tecnica" a seguito della contrazione di due trimestri consecutivi, ma in condizioni peggiori delle più negative stime della vigilia che davano una economia in crescia congiunturale dello 0,2-3% e annualizzata del 2,4-5%. Invece, al -0,4% su aprile-giugno si somma il ribasso dei tre mesi precedenti (da -1,8% a -1,9%), mentre il -1,6% annualizzato segue il -7,3% del secondo trimestre (rivisto da -7,1%). Il ministro delle Politiche economiche e fiscali Akira Amari ha ammesso che l'impatto dell'Iva, portata dal 5% all'8% ad aprile, "è stato più grande delle attese".
