Renzi: 'No a palude per diktat minoranza Pd'

Alla fine non si è consumata la tanto temuta resa dei conti nel Partito Democratico. Tutto si è risolta (per ora) con un duro botta e risposta tra il premier e Stefano Fassina. "Non ha senso tornare a votare a ogni intoppo. Serve il coraggio e la voglia di andare avanti sul serio". Così Matteo Renzi in assemblea Pd. "Pensate che" andare al voto "sia l'obiettivo di una forza politica che ha detto in tutte le lingue che vuole cambiare il Paese senza cambiare i parlamentari? Ha senso, Fassina? Per me no", afferma il premier Matteo Renzi all'assemblea del Pd.

"Non sono affezionato a un principio di obbedienza, in un partito sta insieme sulla base del principio di lealtà. Si può discutere di tutto ma se ci sono elementi di coscienza non siano organizzati per correnti, non siano usati per dare un segnale e mandare sotto il governo utilizzando una questione costituzionale".

"Io contesto - prosegue il presidente del Consiglio - che ci sia un racconto mitologico e nostalgico dell'Ulivo quando quell'esperienza politica è stata sostanzialmente mandata a casa da nostri errori e nostre divisioni. Contesto l'idea di fare un santino senza riconoscere la responsabilità di quanto accadde nell'ottobre del 1998".

"Il Pd non è un partito che va avanti a colpi di maggioranza ma sia chiaro che non starà fermo per i diktat della minoranza. Abbiamo il dovere di corrispondere all'impegno preso con gli italiani e non staremo fermi nella palude per guardare il nostro ombelico", ha aggiunto Renzi.