Servo per Due: Pierfrancesco Favino conquista il Petruzzelli
di Sabrina Lanzillotti - Rimini, anni ’30. Pippo è un pover'uomo affamato, poco intelligente e piuttosto goffo che si aggira per la città in cerca di qualcuno per cui lavorare. Improvvisamente si imbatte in Rocco, uno sconosciuto giunto in città per concludere un affare con Bartolo, il quale gli ha offerto la mano di sua figlia in cambio di una cospicua rendita annuale. Ma la giovane donna è innamorata, ricambiata, dello spavaldo Fulmineo, un aspirante attore deciso a sposare la sua bella.
Pippo inizia subito a lavorare per il misterioso Rocco ma non è sufficiente per soddisfare la sua fame e, per questo motivo, inizia ad offrire i suoi servigi anche ad un secondo padrone, Ludovico.
Il garzone si trova così a lavorare per due uomini contemporaneamente, scoprendo che essere servo di due padroni è davvero difficile! Soddisfatta la sua fame, Pippo si innamora di Zaira, la provocante contabile di Bartolo. Tra cibo rubato, missive scambiate e camicie bruciate, riusciranno tutti i protagonisti a coronare il loro sogno d’amore?
Quella andata in scena ieri sera al Teatro Petruzzelli (in replica stasera alle ore 21:00) è una rivisitazione dell’opera di Goldoni Il servitore di due padroni, un interpretazione originale di un classico del teatro, in cui gli attori cadono dalle scale, sbattono le porte, fanno battute a doppio senso e interagiscono con il pubblico.
L’idea di realizzare quest’opera nasce a seguito di un’esperienza londinese. Tre anni fa, infatti, Richard Bean, per il National Theatre di Londra, scrive un adattamento dell’opera di Carlo Goldoni ambientandolo a Brighton negli anni '60 e lo intitola One Man, TwoGuvnors. Lo spettacolo è così divertente che è ancora oggi in scena nel West End registrando il tutto esaurito da tre anni.
Dopo una serie d’incontri, Paolo Sassanelli e Pierfrancesco Favino decidono di creare un progetto teatrale in sintonia con quello britannico: nasce così la loro collaborazione con la Compagnia Gli Ipocriti e con il Danny Rose Group, di cui 21 attori si 40 si alternano in due cast.
Servo per Dueè una commedia esilarante ed imprevedibile, una storia che si ispira al Rex di Fellini e alle maschere più classiche. Come dice lo stesso Favino, infatti, Pippo è una rivisitazione di Arlecchino, "E’ un uomo che ha fame di cibo e sesso, è uno schiavo degli istinti. Un poveraccio che, visto con occhio borghese, può risultare fastidioso perché capace di fregarli e diventare protagonista".
Elemento essenziale dello spettacolo è la musica.
Le divertenti gag si alternato a brani eseguiti dall’orchestra Musica da Ripostiglio, un quartetto che si è esibito negli arrangiamenti delle più note canzoni dell’epoca. Favino si rivela essere un grande mattatore che rompe senza indugio la quarta parete e coinvolge apertamente il pubblico che, divertito e sbalordito, continua a chiedersi dove finisca l’interpretazione ed inizi l’improvvisazione.
Pippo inizia subito a lavorare per il misterioso Rocco ma non è sufficiente per soddisfare la sua fame e, per questo motivo, inizia ad offrire i suoi servigi anche ad un secondo padrone, Ludovico.
Il garzone si trova così a lavorare per due uomini contemporaneamente, scoprendo che essere servo di due padroni è davvero difficile! Soddisfatta la sua fame, Pippo si innamora di Zaira, la provocante contabile di Bartolo. Tra cibo rubato, missive scambiate e camicie bruciate, riusciranno tutti i protagonisti a coronare il loro sogno d’amore?
Quella andata in scena ieri sera al Teatro Petruzzelli (in replica stasera alle ore 21:00) è una rivisitazione dell’opera di Goldoni Il servitore di due padroni, un interpretazione originale di un classico del teatro, in cui gli attori cadono dalle scale, sbattono le porte, fanno battute a doppio senso e interagiscono con il pubblico.
L’idea di realizzare quest’opera nasce a seguito di un’esperienza londinese. Tre anni fa, infatti, Richard Bean, per il National Theatre di Londra, scrive un adattamento dell’opera di Carlo Goldoni ambientandolo a Brighton negli anni '60 e lo intitola One Man, TwoGuvnors. Lo spettacolo è così divertente che è ancora oggi in scena nel West End registrando il tutto esaurito da tre anni.
Dopo una serie d’incontri, Paolo Sassanelli e Pierfrancesco Favino decidono di creare un progetto teatrale in sintonia con quello britannico: nasce così la loro collaborazione con la Compagnia Gli Ipocriti e con il Danny Rose Group, di cui 21 attori si 40 si alternano in due cast.
Servo per Dueè una commedia esilarante ed imprevedibile, una storia che si ispira al Rex di Fellini e alle maschere più classiche. Come dice lo stesso Favino, infatti, Pippo è una rivisitazione di Arlecchino, "E’ un uomo che ha fame di cibo e sesso, è uno schiavo degli istinti. Un poveraccio che, visto con occhio borghese, può risultare fastidioso perché capace di fregarli e diventare protagonista".
Elemento essenziale dello spettacolo è la musica.
Le divertenti gag si alternato a brani eseguiti dall’orchestra Musica da Ripostiglio, un quartetto che si è esibito negli arrangiamenti delle più note canzoni dell’epoca. Favino si rivela essere un grande mattatore che rompe senza indugio la quarta parete e coinvolge apertamente il pubblico che, divertito e sbalordito, continua a chiedersi dove finisca l’interpretazione ed inizi l’improvvisazione.


