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Alessio Lapice: la giovane promessa del cinema italiano e nuovo sex symbol d’Italia si racconta al “Giornale di Puglia”

di Adam Rizzi - È una strada tutta in salita quella percorsa dal giovane ventitreenne Alessio Lapice ben presto divenuto l’idolo di molte teenagers e il nuovo sex symbol d’Italia, impostosi con tenacia e gran senso di sacrificio sul grande schermo recitando nel ruolo di Fabrizzietto ne “Il peccato e la Vergogna2”, accanto a Gabriel Garko, Manuela Arcuri, Eva Grimaldi e Francesco Testi. Nato in Campania e approdato a Roma e Milano per lavoro e per seguire con intensa passione gli studi di recitazione, Alessio Lapice in un’intervista grintosa e al contempo piena di commozione nel ricordo della sua così tanto amata Castellammare di Stabia, sua terra natale, racconta i suoi sviluppi professionali e i suoi progetti futuri, primo fra i quali una nuova fiction in onda sul grande schermo in Primavera.


Come nasce Alessio Lapice?
Io sono nato nel 1991 a Napoli, più precisamente a Castellammare di Stabia, città che porto sempre con orgoglio nel mio cuore ovunque io vada. Tutta la mia attività prende inizio all’età di diciannove anni quando da Napoli parto per trasferirmi a Milano per lavorare come modello e studiare recitazione presso il “Centro teatro attivo” (CTA); da lì, in seguito, mi trasferisco a Roma per affinare la mia formazione attoriale presso l’Accademia “Duse International” di Francesca de Sapio, noto per lo studio del metodo Strasberg e Stanislavskij. Dopo molti studi e sacrifici la mia voglia di affrontare nuove sfide mi spinse a prendere parte ai provini con l’ARES: devo ammettere che inizialmente sono stato molto scettico e titubante a riguardo finchè un bel giorno mi si comunicò di essere stato scelto per il ruolo di co-protagonista,Fabrizzietto, che avrei interpretato nella mia prima serie de “ Il Peccato e la Vergogna 2” (2012), in onda su Canale 5 per la regia di Alessio Inturri, Luigi Parisi e Mariano Lamberti, al fianco di Gabriel Garko, Manuela Arcuri, Eva Grimaldi e Francesco Testi. È stato un ruolo per me molto importante quello di Fabrizzietto perché quello che prima per me era stato solo studio adesso diveniva realtà concretamente tangibile sul set. Dopo “ Il Peccato e la Vergogna 2” si sono susseguiti altri successi: da “Furore” (2013), in onda su Canale 5 con la regia di Alessio Inturri, nel quale interpreto il ruolo di Operaio Capo cantiere a “ Onore e rispetto 4” (2014), in onda su Canale 5 con la regia di Alessio inturri e Luigi Parisi, nel quale interpreto il ruolo de “ U’ Polizziottu”. Recentemente ho terminato di girare una nuova serie dal titolo “Sotto Copertura” , che andrà in onda in Primavera su Rai 1 per la regia di Giulio Manfredonia, nel quale interpreto il ruolo di Rudy. Quest’ultimo ruolo da me interpretato mi piace molto: sono co-protagonista e rivesto i panni di un giovane camorrista,braccio destro del boss . È una fiction incentrata sulla camorra ed io da napoletano doc mi sono immedesimato tanto nel personaggio; è stata una serie che ho sentito molto grazie alla quale ho avuto la possibilità di arricchire molto il mio bagaglio professionale: sono senz’altro cresciuto sotto l’aspetto umano e di uomo, si è creata una bella atmosfera; tutti ci siamo impegnati affinchè ne uscisse fuori un bel lavoro. Il personaggio di Rudy è un ruolo duro, dall’indole cattiva, un uomo freddo che non sbaglia mai un colpo. La cosa davvero interessante di questa serie è che oltre a mostrare la realtà casalese mette anche a nudo la persona del boss scandagliato nel suo aspetto umano e sentimentale, nel suo attaccamento alla propria donna e alla propria famiglia. Non solo azioni e pistole, dunque, ma ci sono in gioco anche sentimenti.

Quanto il primo ruolo da te interpretato, Fabrizzietto, rispecchia la vita reale di Alessio Lapice?
Devo ammettere che è stato bello interpretare il ruolo di Fabrizzietto: mi ci rivedo abbastanza nei valori in cui crede e per i quali lotta con tutte le sue forze. Egli è un ragazzo al quale hanno ammazzato l’intera famiglia durante il periodo nazista e delle persecuzioni razziali. È un personaggio che vuole riscattare i suoi famigliari e cerca di poter riuscire a contrastare i nazisti. Fabrizzietto é un ribelle che rischia, proprio come me. È stato molto emozionante rivestire i panni di questo giovane: un ragazzo che alla fine arriva ad ammazzarsi pur di salvare il ricordo della propria famiglia e del la propria patria; lo fa affinchè se ne conservi il ricordo nelle generazioni future.

Cosa ha significato per un giovane della tua età, 23 anni, recitare sul set accanto a personaggi del calibro di Gabriel Garko, Manuela Arcuri ed Eva Grimaldi?
Io mi sono trovato molto bene recitando al loro fianco: mi hanno sempre messo a mio agio sul set, mi hanno dato consigli; certo non sono mancati anche i momenti ludici e divertenti. È stata davvero una bella esperienza.

C’è un personaggio che ti piacerebbe interpretare?
Finora ho interpretato più che altro esclusivamente ruoli d’azione e dinamici. Mi piacerebbe adesso interpretare un personaggio più drammatico,meno dinamico come quelli interpretati sinora, per poter attingere nuove cose e cambiare ed immedesimarmi in storie del tutto nuove.

Tu affermi: “ Sono single, ma se mi volete non dovete corrermi dietro”…
Sì, è del tutto vero (risata). A me piace molto la donna vera, che si fa desiderare, che ti fa soffrire e penare prima che si faccia breccia nel suo cuore e che venga conquistata. Mi piacciono le conquiste anche in amore. Oggi vedo che tutto intorno a noi è così consumistico e veloce: tutto cambia come se niente fosse. La donna che piace a me è una donna dal carattere forte e che si fa rispettare, è una donna degna del nome che porta e che mi sappia tener testa perché, lo ammetto, io sono un ragazzo dal carattere difficile e complicato!

C’è un regista con il quale ti piacerebbe lavorare?
C’è ne sono due: il primo è Giuseppe Tornatore, regista che io stimo molto,con i suoi film “Cinema Paradiso” e “La migliore offerta”; mentre il secondo è Paolo Sorrentino. Possono essere considerati a mio avviso i pilastri del cinema italiano non solo per i tanti premi ricevuti e gli Oscar vinti ma soprattutto per ciò che mi hanno trasmesso nei loro film. Sono sicuro che lavorando con loro potrei scoprire nuovi aspetti di questo mestiere.

Tu hai partecipato in qualità di ospite al “Galà Cinema Fiction” presso il Castello medievale di Castellammare di Stabia: quali sono i tuoi ricordi in merito a questa serata?
È stata una serata molto bella. Io sono originario di Castellammare di Stabia ed il Castello si trova a 4/5 km da casa mia. Devo ammettere che è sempre stato un posto che io ho ammirato dal di fuori; non mi sarei mai immaginato di entravici in qualità di ospite in una serata così importante. Ricordo che ero molto emozionato perché ero nella mia città: al di là di tutto era il contesto che rendeva magica e speciale quella serata. Ciò che più di ogni altra cosa mi inorgogliva era il fatto di sentirmi apprezzato dalla mia terra che io amo tantissimo. Per ogni essere umano le proprie radici sono importanti e sebbene molto spesso le cronache dipingano Napoli come una città non del tutto apprezzabile io continuo sempre ad amarla con orgoglio; d’altronde anche se Roma e Milano mi hanno ben accolto si è sempre ospiti mentre nella mia città io mi sento a casa e tocco con mano il calore che i cittadini infondono dentro di me. Posso confidarti anche che una regione che mi sta molto a cuore è la Puglia: mi accolgono sempre a braccia aperte dovunque io vada; mi stimano e mi apprezzano e ciò mi rende davvero tanto felice.

Quali sono i consigli che potresti trasmettere ai giovani talenti per intraprendere il tuo stesso percorso?
Il primo consiglio in assoluto che io mi sento di dare è senz’altro quello di essere sempre e comunque se stessi: oggigiorno a molti risulta difficile esserlo e indossano maschere credendo, in tal modo, di essere accettati. Io, dal canto mio,cerco sempre di essere me stesso perché è solo così che si riesce a trasmettere emozioni vere. Io credo che essere se stessi sia la specialità che contraddistingue ognuno di noi: la verità, alla fine, vince sempre su tutto. Il secondo consiglio è quello di agire sempre con umiltà e semplicità considerando questo mestiere alla stregua di tutti gli altri comuni lavori. Inoltre posso consigliare di credere sempre nei sogni lavorando duramente e studiando tanto, senza mollare mai, e di non pensare che la vita in Italia vada tutta a rotoli e che servano solo raccomandazioni per andare avanti perché se siamo realmente bravi e talentuosi qualcuno se ne accorgerà e ci premierà: l’Italia è bella ed io sono orgoglioso di essere italiano!

Progetti in cantiere?
Ad Aprile una nuova serie piena di suspense intitolata “Task Force”. Sono stato molto felice di prenderne parte sia per il calibro della serie e sia per il personaggio che interpreto: vestirò i panni di un giovane militare dal carattere molto forte e ricco di aspetti interessanti. Nel cast figurano Raoul Bova, Romina Mondello, Giorgia Siniconi, Andrea Sartoretti, e Pilar Fogliati. Mi è piaciuto tantissimo sin da subito il progetto presentatomi dal regista Beniamino Catena ( il quale ha diretto anche “Squadra Antimafia”). Un solo aneddoto interessante che posso svelare è il fatto che neanche a noi attori è dato sapere il finale della serie: sarà una fiction da non perdere!






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