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Fioretta Mari: vi svelo in anteprima con orgoglio il debutto di mia figlia Ida Elena in “F.F.Femmine Fortissime”

di Adam Rizzi - Un’intervista a quella che a buon diritto può essere considerata la Signora del Teatro: Fioretta Mari. Lei ha lavorato con i migliori interpreti dell’arte scenica: da Nino Manfredi a Massimo Troisi,  da  Vittorio Gassman a Ugo Tognazzi. La sua passione per il teatro l’ha portata ad esibirsi in oltre 160 spettacoli teatrali nelle più importanti città del mondo: da New York a Londra, da Parigi a Mosca, passando per Berlino, Rio de Janeiro e Budapest. Ha acquisito molta fama, soprattutto fra i giovani, grazie al talent “Amici”, condotto da Maria De Filippi, in cui ha svolto il ruolo di Insegnante di dizione e recitazione. Dal 2009 insegna presso lo “Strasberg Institute” di New York city, dove ha portato il metodo d'insegnamento della Commedia dell'arte, lasciando entusiasti gli allievi. Il suo ultimo progetto è targato "F. F. Femmine Fortissime", curato e diretto da Fioretta Mari, nella quale fa il suo debutto la figlia della stessa: Ida Elena, cantautrice di successo affermatasi in Francia e a Parigi.


Quando ha avuto origine la sua passione per il teatro? Ci racconti le sue esperienze in teatro, in televisione e al cinema
L’arte teatrale, se si vuole, è in un certo qual modo connaturata in me da sempre: io appartengo alla 12° generazione di attori. Mia madre era un’attrice: basti pensare che mi è stato dato il nome Fioretta proprio perché la mia mamma, incinta di me di otto mesi, stava recitando il ruolo di Fioretta nel “Beffardo”. Io ho avuto la possibilità di lavorare con i più grandi come ad esempio, tra gli altri, Nino Manfredi a Massimo Troisi, o ancora Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Oreste Lionello e Mario Scaccia. Ho recitato in più di 160 spettacoli teatrali in giro per il mondo. Tantissimi i miei ruoli in qualità di protagonista femminile in teatro: “Anatra all’arancia” con A. Lionello; “L’avaro” di Molière (nel ruolo di “Frosina” per tre volte con tre primi attori diversi: M. Scaccia, U. Tognazzi, T. Ferro); “La figlia di Iorio” G. Albertazzi per Taormina arte, regia di Freni; “Tovarich” con I. Monti e A. Giordana, regia di M.Parodi; “Il malato immaginario” con e regia di T. Ferro; “Parole d’amore parole” con e regia di N. Manfredi (al Teatro Sistina di Roma). Nel 2006, in ricorrenza della festa delle donne,ho recitato nel divertente musical ”Menopause”di J.Linders (regia di M.Metri) con M.Laurito, Fiordaliso e C.White. Ho fatto Cabaret con Nando Fiorini; sono stata in Televisione a “Canzonissima” nel 1977 ( quella che l’anno successivo, 1978, prenderà il nome di “Fantastico”) con la regia di A.Moretti: miei compagni di viaggio per ben tredici puntate furono Baudo,Grillo e Solenghi. Nel 1979 sono stata la protagonista femminile del Programma “Luna Park” dove ho conosciuto Lello Arena, Troisi e Decaro; il tutto si sviluppò in otto puntate alle quali prese parte come ospite fissa Tina Turner. Dal 2002 sono stata presente all’interno del talent show “ Saranno Famosi” ( che poi prenderà il titolo di “Amici), condottto da Maria de Filippi, per ben otto edizioni consecutive in qualità di Insegnante di dizione e recitazione. Per quanto riguarda il cinema, invece, ho recitato, tra gli altri, in “Sharm el Sheikh- Un’estate indimenticabile” (per la regia di F.Giordana) con Panariello, Brignani, Laura Torrisi e Michela Quattrociocche; in “Alice” ( regia di O.Crisostomi) e in “ Vuoti a perdere”, diretto da Poggiani, con F.Valeri.

Quali ricordi porti dentro di te della tua esperienza di Insegnante di recitazione e dizione all’interno del talent “Amici” (già “Saranno Famosi”)?
Sicuramente ne ho un ricordo bellissimo: io ero una delle persone vitali al suo interno poiché ho fatto capire cos’è la dizione e siamo riusciti ad avvicinare la televisione al magico mondo del teatro. L’unica considerazione che mi piacerebbe fare è che, a mio avviso, non andava assolutamente eliminata la cattedra di “Dizione e Recitazione” all’interno del programma. Tra i tanti giovani che si sono susseguiti nelle varie edizioni emerge senz’altro la figura della talentuosa Giulia Ottonello. Sono molto fiera di lei: siamo riusciti a fare di lei un’attrice molto brava ed in gamba (come d’altronde, vorrei precisare, abbiamo fatto con Alice Bellagamba). Giulia è strepitosa, è seria, ha una voce incredibile. È grandiosa.


Lei afferma che è importante dare tanta fiducia ai giovani e a tal proposito è stata l’ideatrice del concorso “Act Italy”: ci racconti di questo progetto
Sì è vero: io credo molto nella potenza espressiva, comunicativa ed emotiva dei giovani. “Act Italy” è un concorso itinerante per attori recante il motto di Calderon de la Barca: “ La vita è sogno… e il tuo talenti ti aiuterà a realizzarlo”. È un progetto pensato per i giovani affinchè ognuno di loro possa mettere in gioco il proprio talento. Durante la finale verranno assegnati vari premi tra cui il "Dream Act": un mese di corso intensivo presso la Lee Strasberg Theatre and Film Institute di New York o di Hollywood, a scelta del vincitore. Io ci tengo molto a precisare che “Act Italy” non promette lavoro, non è una scuola, non è un casting, ma è un vero e proprio Festival del Talento: stiamo infatti cercando di mettere insieme un tipo di struttura che dia ai partecipanti non solo una grande visibilità ma anche la possibilità di acquisire strumenti fondamentali per la vita di un artista sia a livello commerciale che come arricchimento artistico.


Lei è una donna di elevata cultura: qual è il suo rapporto con essa?
Io sono fermamente convinta che bisogna stare attenti quando si tratta di una materia delicata quale è la Cultura: a mio avviso deve essere quel tanto che non deve servire ad ottenebrare la mente ma ha il compito di arricchire sempre più il cervello. Se si fa troppa cultura si finisce con l’imporla: il grande uomo di cultura è colui il quale sciorina nel modo più semplice possibile. Guai se mancasse Cultura: un artista ignorante non lo si giustifica; l’attore bravo è intelligente, l’attore non bravo non è intelligente perché altrimenti sentirebbe di non essere bravo.

“F.F. Femmine Fortissime” è il suo ultimo lavoro teatrale: novità assoluta è il debutto di sua figlia Ida Elena DeRazza…
Sono orgogliosissima e davvero molto contenta di intraprendere questo percorso teatrale con mia figlia Ida Elena: è una novità assoluta; non era mai capitato prima. Lei vive in Germania ed è una nota cantautrice metal-rock in Francia e a Parigi. Questo progetto teatrale, scritto e diretto da me medesima, nasce come carrellata in prosa e in canto attraverso la quale  ripercorrere la mia lunga carriera. Ci tengo tantissimo a questo lavoro soprattutto perché per la prima volta lavorerà con me mia figlia e gireremo l’Italia in lungo e in largo. Per rodare lo spettacolo debuttiamo ad Apricena (Foggia) 13 Marzo sera. Sarà uno spettacolo molto divertente da non perdere!


Lei afferma di essere molto legata a Marily Streep e a Mary Calvi…
Sono, a mio avviso, due donne eccezionali: Mary Calvi è una donna seria, il suo lavoro è meraviglioso e straordinario; Marily Streep per me, all’interno del panorama internazionale, rappresenta un paradigma assoluto di estrema bravura.

Quali sono a suo avviso le qualità adatte per poter intraprendere la strada del Teatro?
Personalità e carisma. Il talento è sacro e va rispettato. Io insegno a non essere gelosi del lavoro altrui: basta serre se stessi, semplici, veri ed onesti. Le basi di tutto sono l’umiltà e  la dedizione al proprio lavoro: la passione deve saziare ognuno di noi.

Un sogno che le piacerebbe realizzare?
Io credo molto nei giovani; credo anche che abbiano bisogno di aiuto e non di essere sfruttati. Io ho il sogno di aprire un’Accademia ma c’è bisogno dell’intervento statale perché ci sono tanti ragazzi talentuosi che purtroppo non possono pagare la retta. Lo Stato deve riconoscere il talento. Io anelo ad in un’Italia migliore per i ragazzi: spero in un loro bel futuro senza guerre o terrorismo ma fatto solo di pace. Il mio pensiero va anche a tutte quelle donne italiane che sono ancora vittime di violenze da parte di una società ancora maschilista.