C'era una volta il centro-destra pugliese

(Pinuccio Tatarella)
di Nicola Zuccaro - Due candidati ma con un denominatore comune e minoritario in termini di quella che sarà la percentuale che emergerà dalle urne aperte per l'intera giornata di domenica 31 maggio 2015. Da un lato Francesco Schittulli, sostenuto dalle liste Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, fittiani e Nuovo Centro Destra.

Dall'altro, con molta probabilità, Adriana Poli Bortone, sostenuta da Forza Italia e Lega. Insieme avrebbero potuto costituire e costruire un ticket competitivo per affrontare la larga coalizione di centro-sinistra che sosterrà Michele Emiliano. Salvo ripensamenti (da non escludere per il mai dire mai, imperativo categorico della politica) prima della definitiva chiusura delle liste - prevista per venerdì 24 aprile - questa sarà la fotografia da mostrare ad un elettorato pugliese, al momento, piuttosto indifferente se non completamente lontano dalle vicende preelettorali che nel riempire le pagine di politica non solo locale ma anche nazionale, consegnano agli (e)lettori la brutta copia del centro-destra che fu.

Di quel centro-destra che, creato 20 anni fa da Pinuccio Tatarella e pensato per guardare oltre il proprio perimetro, governò la Puglia per due legislature: prima con Salvatore Di Staso dal 1995 al 2000 per proseguire fino al 2005 con Raffaele Fitto. E fu così che poi - complice il decesso di Tatarella nel febbraio 1999 - iniziò il declino di una coalizione che non seppe guardare oltre quel polo divenuto, nel tempo, un semplice esemplare di archeologia della politica anziché la prosecuzione di quel percorso culturale prima ancora che politico.