Uno sguardo sul Salento: torna “Annu novu Salve vecchiu”

di Francesco Greco - “Annu novu, Salve vecchiu”, periodico dell’Associazione “Cultura & Turismo” di Salve, nel Leccese (Serafino Arti Grafiche, Tricase 2014, pp. 224, s.i.p.), bella la cover di Antonio Pellico (con Torre Veneri e Palazzo Ramirez).

Diciamolo subito, ché non è cosa di poco conto: il sottotitolo, “numero unico di storia e cultura salvese”, tradisce i contenuti del libro che a cadenza annuale propone al Salento (ma allargando la visuale a tutto il Sud) un’istantanea, una riflessione a 360° sospesa fra ieri, oggi, domani. Forse l’intento di scannerizzare una terra ricca di testimonianze passate e di bellezza (dai tumuli funerari sulle macchie “Don Cesare”, III millennio a. C., all’Olgiati-Mauro, 1628, sino alla bandiera blu del suo mare dei giorni nostri) era nelle intenzioni originarie dei fondatori, Antonio Vantaggio e Giuseppina Marzo.

Perché, anno dopo anno, a partire dalla fondazione, nel 1986 (da un’idea dello stesso Vantaggio, l’imprenditore Americo Pepe e l’artista Vito Russo, mente su prepara un numero speciale per il trentennale, 2016), lo sguardo s’è allargato, arricchito di mille contaminazioni. E grazie anche al prestigio delle “firme” (dal critico letterario Donato Valli alla musicologa Elsa Martinelli, lo scultore fiammingo Norman Mommens, la scrittrice britannica Patience Gray, gli storici Francesco Accogli, Salvatore Coppola, Gino Meuli, Alessandro Laporta, Vittorio Zacchino, Francesco Fersini, per citarne alcuni), il periodico ha finito col diventare una sorta di “zibaldone” che assembla di quel che bolle nelle viscere oscure del Mezzogiorno d’Italia sotto l’aspetto storico, economico, imprenditoriale, sociale, artistico, ecc.

Uno “specchio” utile dunque per capire il tempo che fa, e che probabilmente farà in un universo ricco di archetipi culturali unici, sospeso fra Europa e Mediterraneo, Balcani e Nordafrica, ansioso di dialogo, confronto, arricchimento, futuro. E ogni numero si rivela intenso, capace di offrire infiniti spunti analitici, password per decodificare il pianeta-Sud, di così difficile approccio e lettura.

E’ l’atout del periodico: può essere visto come una metafora del Mezzogiorno. Non sfugge la 18ma edizione, presentata a Salve (fra gli ospiti, S. E. Monsignor Vito Angiuli, Vescovo della diocesi di Ugento-S.M. di Leuca), che - preceduti dalla sapida presentazione del sindaco della città, Vincenzo Passaseo, “una narrazione che ha rinsaldato legami forti e solidi tra di noi e la nostra terra” - propone una gallery di saggi pregnanti, in punta di penna, arricchiti da un corredo fotografico adeguato (con “firme” di rango: da Michele Rizzo - sue anche le foto delle Frecce Tricolori 2012 – a Giovanni Spano, Rosanna Schina, Stefano Cortese, Stefano Tanisi, la Famiglia Bennardi di Alessano, incluso il dipinto “Via Persico” del pittore Biagio Raone).

Il riposo è servito a ricalibrare le visuali, nutrire lo sguardo, alimentare la prospettiva analitica. Ciò è rintracciabile, in modo oggettivo, nella qualità, anche letteraria, dei testi, in cui si rintracciano carsicamente anche delle notizie. Per dire: Nicolas Gray svela che alla masseria Spigolizzi è “conservata una vasta collezione di piccoli reperti archeologici” (le illustrazioni incuriosiscono). Delicato sin dall’incipit il “tribute” di Paolo Cosi a Patience Gray: “Ho sempre pensato che alcuni degli incontri della mia vita siano stati molto più grandi di quanto non mi sia apparso al momento”. Condiviso!

Delizioso il saggio di Stefano Cortese “Su alcune pitture bizantine semisconosciute nel Salento meridionale” in cui si ripercorre, attraverso i cicli pittorici delle cripte di Presicce, Salve e Patù, i 5 secoli di dominazione bizantina con il loro “forte ascendente cultuale e culturale”. Sublime poi “Movimenti reazionari filo borbonici nella diocesi di Ugento dopo l’unità” (1861-1863), in cui Coppola, con la pregnanza dello storico navigato (ha insegnato anche in Spagna), ci spiega cosa si intendeva, all’indomani dell’unità d’Italia, col termine “reazionario” (“tutte le forme di opposizione al processo politico che aveva portato all’annessione del Mezzogiorno al Piemonte… incorporazione dell’ex regno borbonico nel regno sabaudo”) e il ruolo della Chiesa nell’opporsi a un passaggio storico forse necessario, inevitabile, ma imposto ex abrupto col terrore e il sangue.

Di Vincenzo Cazzato (“Fra passato e presente: momenti di incontro alla Masseria Santu Lasi”), Carlo Finocchietti (“Affreschi nella Cappella di S. Antonio”, dal peccato orginale al giudizio universale), Stefano Tanisi (“Nel Seicento salentino”, opere inedite dello scultore Placido Buffelli), Piergiuseppe De Matteis (“La voce Salve” nei dizionari e nei testi corografici. Addenda), Vittorio Zacchino (“Un miracolo a Salve nel 1789” del beato milanese Alessandro Sauli), Antonio Mario Marzo (“La bestia al guinzaglio” l’anima del drago di Marina), Stefano Conti “La storia ritrovata”), Rocco Martella (“Acqua, neviere e toponomastica”), don Francesco Cazzato (“Barbarano del Capo”, frazione di Salve per 88 anni), Antonio Piccinno (“Racale, rinvenuto un nuovo Menhir”) e “Titani. Olivi Monumentali del Salento” di Roberto Gennaio), Michele Mainardi (“1936 spigolature sulle malridotte vie vicinali di Salve”), Gilberto Spagnolo (“Allegazioni forensi su Salve e Ruggiano”, tavole nuziali, nozze di “tanto lustro” e… “perpetue, inestinguibili liti”), Edoardo Winspeare (Appunti stilistici per il film “In grazia di Dio”), Paolo Vincenti (“Salve, Finibusterrae”), Anna Bennardi (“Antonio De Vittorio farmacista salvese nel 1905”), Laura Lupo (“Estate… sapore di mare… sapore di sale”), Giovanni Spano (“I Romano di Salve e don Liborio”), Francesco Fersini (“La grande guerra e i soldati salvesi”, dal fronte al “Santovario di S. Maria di Leoga”), gli altri contributi.

Altri collaboratori: Teresa Bennardi, Marco Macculi, Nicola Passaseo, Antonio Piscopello, don Lorenzo Profico, Nicola Romano, Fabiana Russo, Donatella Trono. Il libro (si può chiedere a antonio.vantaggio@outlook.it ), scava l’anima antica di una terra nobilissima per guardare al futuro con meno ansia, più coscienza e responsabilità.