“Acceleratore lineare al Fazzi, sembrava solo una speranza e ora è realtà”
LECCE - Il consigliere regionale di Oltre con Fitto e presidente della VII Commissione consiliare della Regione Erio Congedo ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Anche il Salento avrà l’acceleratore lineare di nuova generazione, strumento in grado di intervenire con successo su diverse forme di patologie tumorali. La drammatica diffusione di patologie tumorali nel Salento da tempo imponeva che il Fazzi di Lecce si dotasse di questo strumento di comprovata efficacia terapeutica per la salute di migliaia di malati oncologici che consentirà anche di ridurre drasticamente il costo economico e sociale dei tanti viaggi della speranza verso strutture ospedaliere più attrezzate. Il fatto poi che la sala che lo ospiterà sarà intitolata ad Alessandro Malatesta che ha combattuto sino all’ultimo momento della sua vita per questa battaglia, rende ancora più significativo e importante il raggiungimento di questo traguardo della sanità salentina e pugliese.
Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone commenta così la notizia dell'arrivo del nuovo acceleratore lineare all'ospedale Vito Fazzi. Come si ricorderà, il primo cittadino leccese fu tra i primi a prendere a cuore questa vicenda sollecitato da alcuni pazienti malati di cancro. "Il mio pensiero in questo momento va ad Alessandro Malatesta, il giovane al quale verrà intitolata la sala che ospiterà questo macchinario altamente tecnologico in grado di salvare molte vite umane".
Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone commenta così la notizia dell'arrivo del nuovo acceleratore lineare all'ospedale Vito Fazzi. Come si ricorderà, il primo cittadino leccese fu tra i primi a prendere a cuore questa vicenda sollecitato da alcuni pazienti malati di cancro. "Il mio pensiero in questo momento va ad Alessandro Malatesta, il giovane al quale verrà intitolata la sala che ospiterà questo macchinario altamente tecnologico in grado di salvare molte vite umane".
“Ora mi piace immaginare – sottolinea il sindaco Perrone - che in fondo Alessandro ha vinto. Perché la sua non era una sfida personale. Tutt’altro. Lo sanno bene tanti altri uomini e donne della nostra terra segnati da questa maledetta malattia che guardano con speranza al futuro: grazie alla battaglia vinta da Alessandro ora potranno curarsi nelle strutture sanitarie evitando costosi a avventurosi viaggi nel Settentrione. La scienza è capace di offrire nuovi orizzonti alimentando i nostri sogni. Con gli occhi e la forza di ragazzi come Alessandro”, conclude Perrone.
