Migranti: accordo in extremis a Bruxelles. Nuovo naufragio in Grecia (video)

ATENE - Primo significativo passo avanti nel tentativo di rallentare e gestire l'esodo dei migranti verso l'Europa lungo la rotta balcanica: accordo raggiunto in extremis a Bruxelles. Punti chiave sono la registrazione dei migranti che altrimenti non avranno diritti e la creazione di 100mila nuovi posti d'accoglienza: 50mila in Grecia e 50mila lungo i Balcani. "Abbiamo posto la prima pietra, ora dobbiamo fare ulteriori passi in avanti", ha commentato la Merkel.

Nuovo dramma dell'immigrazione nei mari greci. Una donna e due bambini di 2 e 7 anni sono annegati nelle acque davanti all'isola di Lesbo, in Grecia, dopo il naufragio del barcone su cui erano a bordo. A riferirlo la Guardia costiera: altri sette migranti risultano dispersi. Il barcone trasportava 63 migranti ed è finito sugli scogli a causa delle cattive condizioni del mare. Sono complessivamente 53 i salvati.

Intanto in Croazia sono entrati 11.500 migranti in un giorno, un numero record secondo quanto reso noto dal portavoce del ministero dell'Interno Domagoj Dzigulovic spiegando che il numero di persone arrivate ieri è il più alto mai registrato in un solo giorno da metà settembre, da quando è iniziato lo straordinario afflusso di migranti.

BORDO: "ACCORDO MIGRANTI RISPOSTA 'SPIRITO' UE A VITTORIA DESTRA DI PIS" - Più integrazione contro il 'contagio' euroscettico. "L'accordo sui migranti della cosiddetta 'Rotta balcanica' raggiunto nella notte a Bruxelles - che prevede 100 mila nuovi posti di accoglienza e la registrazione obbligatoria per chi vuole veder riconosciuti i propri diritti - è l'immediata risposta dello spirito europeo contro la destra euroscettica e anti-migranti di 'Diritto e Giustizia' che ha conquistato la Polonia". Lo scrive, su Facebook, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd.

"Resto convinto che l'unica strada da percorrere per contrastare questa ondata di populismo disgregatore, che dall'Ungheria, alla Bulgaria alla Polonia rischia di estendersi altrove, sia quella che prevede il rilancio del progetto di integrazione europea. L'esperimento europeo non ha eguali nella Storia, ha garantito pace, democrazia e libertà di movimento ai cittadini europei e va assolutamente preservato per evitare il contagio xenofobo, populista ed euroscettico" conclude Bordo.

ORBAN: "IN GRECIA A DIFENDERE CONFINI" - "Non rientra nel mio stipendio dare consigli agli altri" leader, ma "il primo dei miei suggerimenti è, se la Grecia non è in grado di difendere le sue frontiere, di andare là a difenderle noi. L'ho già detto molte volte, ma nessuno ci ha ascoltato".
Così il premier ungherese Viktor Orban al minisummit sulla rotta balcanica.