“Generare culture non razziste”: 70 motivi per dire no al razzismo

di LUIGI LAGUARAGNELLA - A partire dal 21 marzo Bari vivrà il mese contro il razzismo. In questo mese, infatti, si celebra la settimana d’azione contro il razzismo, ma l’assessorato al Welfare del Comune pugliese ha realizzato, grazie alla sua rete Essere Comunità che raggruppa oltre 50 realtà associative impegnate sui temi dell’accoglienza, “Generare culture non razziste”.

Fino al 9 aprile circa 70 iniziative tra laboratori interculturali, spazi narrativi e fotografici, giochi, momenti interculturali e workshop si alterneranno ogni giorno dalle 16.30 fino a sera. Molti degli eventi in programma si terranno presso il parco don Tonino Bello.

“Generare culture non razziste” è l’ennesimo risultato della rete cittadina della solidarietà e non intende essere esclusivamente l’occasione per fare festa e condividere le diversità culturali presenti nel territorio, ma punta ad essere una rete stabile di educazione all’accoglienza e la valorizzazione delle differenze. Come ricorda l’assessora Bottalico l’idea di avviare questa manifestazione serve anche perché in un clima di pregiudizio in cui emerge una realtà distorta e intollerante, esiste una serie di persone, che dal basso opera quotidianamente per il bene comune, per costruire ponti. Proprio questi cittadini che operano nel silenzio, tra le tante voci e informazioni fuorvianti dovrebbero alzare la voce. E non c’è strumento migliore per farlo coinvolgendo, informando, collaborando.

L’assessora, infatti, ribadisce che ogni giorno ci saranno workshop tutti ad ingresso libero. E’ necessario che venga rafforzato un percorso politico con i cittadini perché nel prossimo futuro Bari è chiamata ulteriormente ad accogliere considerati i problemi europei legati all’immigrazione. Il capoluogo pugliese rischia di essere luogo di transito di numerose persone, maggiore dell’attuale. Bari si è sempre rivelata città accogliente ed inevitabilmente dovrà continuare ad esserlo. Dotarsi di questa rete della solidarietà, che anche per l’impegno dell’assessorato al Welfare sta diventando più fitta, facilita e previene le difficoltà legate all’immigrazione.

“Generare culture non razziste”, inoltre è una novità che mette Bari sotto i riflettori del panorama nazionale perché al suo interno sarà avviato il progetto europeo “Kitchen on the run”: dal capoluogo pugliese partirà un container, un’originale cucina mobile che unirà popolazione locale e migranti, per molte città europee. Il progetto, nato da alcuni ragazzi tedeschi, permetterà la conoscenza, la condivisione e lo scambio interculturale attraverso la cucina. Ogni giorno la cucina mobile ospiterà una ventina di persone tra migranti e cittadini locali con la forte convinzione che a tavola molte barriera cadono.

E’ possibile vedere i dettagli di Kitchen on the run sul sito o sui canali social, intanto “Generare culture non violente” partirà lunedì 21 marzo al parco don Tonino Bello dalle 17 con mostre fotografiche, un torneo di calcio, un flashmob sugli abbracci e altri appuntamenti.
Le iniziative che hanno anche il supporto del II Municipio sono la sintesi di un percorso di collaborazione attiva, di impegno dal basso e di cambiamento culturale che si sta diffondendo nel territorio urbano.