La Roma spreca, il Real no: Cristiano Ronaldo e Rodriguez puniscono i giallorossi

(ANSA/EPA)
di STELLA DIBENEDETTO - Una Roma bella e coraggiosa quanto imprecisa regala la qualificazione ai quarti di finale di Champions League al Real Madrid. I giallorossi sprecano tutto al Santiago Bernabeu permettendo al Real di prendersi tutto, vittoria e qualificazione, facendo il minimo indispensabile. Almeno cinque nitide occasioni capitate sui piedi di Dzeko e di un ispiratissimo ma impreciso Salah che rovinano il compleanno di Spalletti che avrebbe sperato in una prestazione diversa da parte dei suoi attaccanti. Il Real vince così 2-0, esattamente come all'andata, andando a segno con il solito Cristiano Ronaldo e James Rodriguez. Di buono per la Roma resta la prestazione e il gioco offerto. Per gran parte della gara i giallorossi hanno messo paura alle Merengues non riuscendo, però, mai a concretizzare le grandissime occasioni capitate sui piedi dei propri attaccanti.

Senza Rudiger e Nainggolan, ai box per infortunio, Spalletti schiera Zukanovic accanto a Manolas in difesa mandando in campo sin dal primo minuto Perotti, El Shaarawy, Salah e Dzeko. In mediana agiscono Pjanic e Keita. Dopo i primi minuti in cui è il Real a fare la partita, la Roma comincia a prendere coraggio e sui piedi di Dzeko arriva la prima, clamorosa palla gol che avrebbe cambiato la storia del match. A tu per tu con Navas, però, il bosniaco spreca tutto. I giallorossi non si arrendono e nonostante lascino spesso liberi gli spagnoli, costruiscono gioco e azioni. Subito dopo è Salah ad avere tra i piedi il pallone per l'1-0 giallorosso: il tiro dell'egiziano fa urlare i tifosi giallorossi ma il pallone finisce fuori. La Roma c'è e il Real se ne accorge. Gli Spagnoli spingono con il solito Ronaldo ma Szczesny, è decisivo nell’ipnotizzare Ronaldo che va vicinissimo due volte al gol dell’1-0.

La ripresa di apre con una tegola per Spalletti: fuori Pjanic per infortunio e dentro Vainqueur. I giallorossi in tredici minuti collezionano tre palle gol prima con Salah, poi con Florenzi e, infine, con Manolas. Ad andare in vantaggio, però, è il solito Cristiano Ronaldo che punisce i giallorossi alla prima occasione. Passano pochi minuti e gli spagnoli raddoppiano con James Rodriguez. La Roma perde così le speranze di poter ribaltare il gol. Spalletti prova a portare a casa l'orgoglio e inserisce Totti, applaudito dal Santiago Bernabeu. Finisce 2-0 esattamente come all'andata. Un risultato troppo pesante per quanto ha fatto vedere la Roma nei due match contro gli uomini di Zidane.

A fine gara, Spalletti non cerca scuse: "All’andata ero convinto di poter lottare per questo passaggio del turno e se vogliamo fare un’analisi profonda probabilmente siamo anche stati bravi. Possiamo anche farli i complimenti, se vogliamo: ma la realtà è che dobbiamo crescere come cattiveria, come convinzione. Siamo deboli: alla prima difficoltà non riusciamo a essere la squadra del livello che dovremmo avere", ha dichiarato ai microfoni di Premium.

"Stasera secondo me c'è andata bene - conclude Spalletti - dopo il primo e il secondo gol temevo uno di quei risultati che si ricordano, e io li ho già vissuti (riferimento al 7-1 di Manchester, ndr): non siamo migliorati come forza mentale, non siamo migliorati per niente. Non ci rendiamo conto dell'occasione che abbiamo avuto questa sera: queste partite sono scorciatoie per importi all'attenzione mondiale, occasioni che ti danno più di 38 partite in campionato, e dovevamo giocarcele diversamente. Ora zitti, e torniamocene a casa".