Antonello Garribba e il “Regno di Libuse”
di VITTORIO POLITO — È stato presentato magistralmente da Donatella Azzone, giornalista di Telenorba, nella Sala Convegni del Castello “Caracciolo” di Cellamare (Bari), il volume di Antonello Garribba “Nel regno di Libuse” (Garribba Editore).
Del Castello, situato nel borgo antico di Cellamare, non è dato sapere il nome del feudatario che ne commissionò i lavori, ma pare già presente nel XIII secolo. Durante il XVI secolo il Castello fu in larga misura trasformato, perdendo così le caratteristiche di fortezza militare per essere adibito a residenza signorile. Il grande locale attiguo alla torre, a pian terreno e voltato a botte, dovrebbe appartenere al nucleo più antico del palazzo, per la presenza delle stesse finestre della torre, strette e lunghe. Oggi ulteriormente ristrutturato è dedicato alle manifestazioni culturali.
Sono intervenuti: Michele Desantis, sindaco di Cellamare, Rosanna Garribba, presidentessa dell’Associazione “Fuori dall’ombra”, in collaborazione con l’Associazione “Giocatori senza frontiere” e l’Editore Alfredo Garribba che, per l’occasione, ha presentato la nascita della neonata casa editrice. L’editore, con questa prima pubblicazione, si propone di accogliere scrittori giovani e meno giovani alla ricerca di visibilità.
Il protagonista del racconto si reca a Praga, la città che ha sempre amato, alla ricerca di qualcosa, di risposte forse. Le risposte indispensabili per guarire dall’insoddisfazione di una vita realizzata solo a metà.
Perché Praga? Non solo per amore della città, per un uomo che attraverso il viaggio fisico ed interiore cerca quell’identità a lui stesso sconosciuta, il Regno di Libuse (Praga per l’appunto), che rappresenta essa stessa il simbolo dell’assenza di identità. Una città colma di contraddizioni, crocevia e contenitore di etnie, religioni, culture e stili architettonici; urbanisticamente intatta e variegata, violentata e sottomessa più volte dalle prepotenze della storia, la capitale boema, oscura e mistica, cerca se stessa in ogni istante e ingoia la curiosità di chi la vive, quasi come un’entità famelica e ingorda. Ecco allora nascere un contatto tra l’uomo tormentato (di cui non si saprà il nome e che non verrà mai descritto se non emotivamente e moralmente) e la città; due identità, due instabilità che comunicano l’una all’altra il malessere e l’angoscia del passato e del presente. Solo un sognatore può perdersi nei misteri di Praga, misteri che non tarderanno a presentarsi; solo un sognatore può iniziare un dialogo surreale con la città della profetica Libuse. Questo è il nostro protagonista. Un uomo alla ricerca di una collocazione temporale, speranzoso di un salto nel passato, insoddisfatto del suo presente.
Antonello Garribba, responsabile di una comunità per minori, è alla sua prima opera letteraria, dopo aver svolto anche attività di musicista, e sembra aver azzeccato bene il nuovo ruolo di scrittore, al quale facciamo, insieme all’editore, gli auguri per ulteriori prestigiosi successi.
Immagine di copertina “La Panchina” è di Jaqueline Pinto, grafica e impaginazione di Cosino Ventrella, prefazione di Donatella Azzone e introduzione di Alfredo Garribba.
Del Castello, situato nel borgo antico di Cellamare, non è dato sapere il nome del feudatario che ne commissionò i lavori, ma pare già presente nel XIII secolo. Durante il XVI secolo il Castello fu in larga misura trasformato, perdendo così le caratteristiche di fortezza militare per essere adibito a residenza signorile. Il grande locale attiguo alla torre, a pian terreno e voltato a botte, dovrebbe appartenere al nucleo più antico del palazzo, per la presenza delle stesse finestre della torre, strette e lunghe. Oggi ulteriormente ristrutturato è dedicato alle manifestazioni culturali.
Sono intervenuti: Michele Desantis, sindaco di Cellamare, Rosanna Garribba, presidentessa dell’Associazione “Fuori dall’ombra”, in collaborazione con l’Associazione “Giocatori senza frontiere” e l’Editore Alfredo Garribba che, per l’occasione, ha presentato la nascita della neonata casa editrice. L’editore, con questa prima pubblicazione, si propone di accogliere scrittori giovani e meno giovani alla ricerca di visibilità.
Il protagonista del racconto si reca a Praga, la città che ha sempre amato, alla ricerca di qualcosa, di risposte forse. Le risposte indispensabili per guarire dall’insoddisfazione di una vita realizzata solo a metà.
Perché Praga? Non solo per amore della città, per un uomo che attraverso il viaggio fisico ed interiore cerca quell’identità a lui stesso sconosciuta, il Regno di Libuse (Praga per l’appunto), che rappresenta essa stessa il simbolo dell’assenza di identità. Una città colma di contraddizioni, crocevia e contenitore di etnie, religioni, culture e stili architettonici; urbanisticamente intatta e variegata, violentata e sottomessa più volte dalle prepotenze della storia, la capitale boema, oscura e mistica, cerca se stessa in ogni istante e ingoia la curiosità di chi la vive, quasi come un’entità famelica e ingorda. Ecco allora nascere un contatto tra l’uomo tormentato (di cui non si saprà il nome e che non verrà mai descritto se non emotivamente e moralmente) e la città; due identità, due instabilità che comunicano l’una all’altra il malessere e l’angoscia del passato e del presente. Solo un sognatore può perdersi nei misteri di Praga, misteri che non tarderanno a presentarsi; solo un sognatore può iniziare un dialogo surreale con la città della profetica Libuse. Questo è il nostro protagonista. Un uomo alla ricerca di una collocazione temporale, speranzoso di un salto nel passato, insoddisfatto del suo presente.
Antonello Garribba, responsabile di una comunità per minori, è alla sua prima opera letteraria, dopo aver svolto anche attività di musicista, e sembra aver azzeccato bene il nuovo ruolo di scrittore, al quale facciamo, insieme all’editore, gli auguri per ulteriori prestigiosi successi.
Immagine di copertina “La Panchina” è di Jaqueline Pinto, grafica e impaginazione di Cosino Ventrella, prefazione di Donatella Azzone e introduzione di Alfredo Garribba.