Agricoltura, accolte positivamente le misure del dl Enti locali sul comparto lattiero-caseario

BARI - Il decreto legge Enti locali approda in Commissione Agricoltura e raccoglie, grazie ai suoi provvedimenti per il comparto primario, il parere favorevole del Movimento 5 Stelle. A beneficiare della normativa sarà pressoché il settore lattiero-caseario che, come noto, anche a seguito della cessazione del regime delle quote, attraversa un momento particolarmente difficile. Tra le misure proposte: l’applicazione del regolamento 2016/559 nella parte relativa alla possibilità di sostenere i produttori di latte tramite una pianificazione dell’offerta volta alla riduzione dei livelli di produttività con una spesa di 10 milioni di euro, il rifinanziamento nel biennio 2016-2017 del Fondo per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti con 10 milioni di euro e, infine, la proroga di SIN (Sistema Informativo Agricolo) sino all’espletamento della gara Consip così da garantire razionalizzazione ed ordine.

“Pur apprezzando molte queste misure, soprattutto l’accoglimento della proposta che presentammo già nella scorsa Legge di Stabilità sul Fondo per gli indigenti – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – ci preme cogliere l’occasione per chiedere al Governo un impegno preciso presso le istituzioni europee sulla questione latte. Occorre pensare ad un intervento strutturale a livello comunitario poiché, dopo la fine del contingentamento, l’aumento della produzione ed il calo dei consumi hanno finito per colpire il settore in modo profondo e, se non si interviene con urgenza, ancora molte aziende continueranno a chiudere. Purtroppo – prosegue L’Abbate (M5S) – anche l’aggregazione di filiera manca e i rapporti di forza all’interno della stessa sono ancora molto squilibrati a favore dell’industria di lavorazione ed a scapito dei produttori. Se da un lato, poi, sono da accogliere positivamente le misure in favore della restituzione della parte di prelievo supplementare restante dopo il saldo di quanto dovuto alla Commissione europea, dall’altro desta stupore il mancato inserimento di altre importanti questioni come gli interventi a favore del settore cerealicolo, le cui difficoltà sono note ormai da tempo. Come del resto chiediamo con la nostra risoluzione, le numerose criticità che caratterizzano questo comparto richiedono misure strutturali urgenti a partire da un piano cerealicolo nazionale che sia in grado di intervenire su quelle che sono le debolezze più rilevanti come la frammentazione della superficie colturale con elevati costi di produzione e la relativa perdita di competitività delle imprese, la differenziazione qualitativa e quantitativa delle produzioni e la scarsa concentrazione dell’offerta. È importante poi – continua il deputato pugliese 5 Stelle – favorire anche in questo settore l’aggregazione di filiera e consentire una collocazione del prodotto che non sia unicamente a vantaggio dell’industria di trasformazione, attraverso l’attivazione di una Commissione Unica Nazionale (Cun) per i cereali che garantisca trasparenza nelle relazioni contrattuali e nella formazione dei prezzi. Si era aperta la possibilità di utilizzare il famoso ‘tesoretto’ del ministero dell’Agricoltura per favorire la competitività delle filiere, attraverso la valorizzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari sui mercati nazionali ed internazionali ma, anche in questo caso – conclude L’Abbate (M5S) – il Governo non sembra aver dato il suo assenso. Ci auguriamo, invece, che risponda presto alle esigenze di questi comparti sempre più in crisi”.

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