"Il limonio di Punta Rossa": romanzo breve fra i panorami di Puglia


di PIERPAOLO DE NATALE - Spiagge pugliesi, scenari baresi, baie inventate e rotte inesplorate. Tutti ingredienti che, combinati fra loro, danno vita all'imperdibile romanzo di Rocco Carella, intitolato "Il limonio di Punta Rossa". Edito da Edizioni Creative e pubblicato pochissimi mesi fa, narra di un luogo interamente ispirato ai panorami della nostra regione, raccontando una storia che scandaglia diversi aspetti dell'animo umano. Un romanzo breve ottimo per trascorrere serenamente la stagione estiva, dedicandosi alla cura del proprio io.
Per conoscere meglio i contenuti di questo libro, ne abbiamo incontrato l'autore: Rocco Carella, classe '73, che ci ha concesso questa interessante intervista.

Caro Rocco, come riassumere in due aggettivi la trama del suo romanzo?Emozionante, per il semplice fatto che racconta di emozioni. Avventurosa, perché parla della vita come metafora di un viaggio, non solo inteso come distanza chilometrica percorsa, ma del viaggio forse più affascinante che un uomo può fare, quello che conduce alla scoperta di sé.

Il limonio di Punta Rossa trova numerose affinità con la città di Bari. Quali sono questi riferimenti e perché scegliere il capoluogo?
In alcuni passaggi del testo per chi è barese, o per chi comunque conosce, vive, ama Bari, è facile riconoscere luoghi del capoluogo. In particolare nei capitoli Lina, Blue Ferry, Nebbia parlo della città vecchia, del lungomare, dell'area portuale, invece nel capitolo Mia Moglie alludo a Torre a Mare. Sono i luoghi della prima parte della vita del narratore protagonista, e soprattutto i luoghi dove ha vita l'incontro con Lina, che per sempre cambierà la sua esistenza. In questi stessi posti si consumò molti anni fa un incontro che poi ha ispirato questo mio scritto, ho scelto di descriverli, senza però volutamente nominarli, per far in modo che un lettore possa immergersi nella storia, anche con dei luoghi propri, simili, magari di un'altra città del Mediterraneo.

A riscuotere particolare successo è stata proprio Punta Rossa. Vuole spiegare ai nostri lettori di cosa si tratta?Punta Rossa è la baia sperduta e nascosta dove il narratore protagonista inizia la seconda fase della sua esistenza, il suo tempo di seconda mano, per citare il libro Nobel per la letteratura di Svetlana Aleksievič. È un luogo inventato, di una bellezza e di una purezza disarmante, dove la gente è autentica, burbera, ma ospitale, e la cultura contaminata, un po' balcanica, un po' mediterranea.

E cosa ha a che fare questa baia con la nostra regione?In realtà Punta Rossa ha davvero molto che a fare con la Puglia. L'incontro che molti anni fa ha ispirato il testo, ha avuto infatti come scenario oltre ai luoghi di Bari di cui ho già riferito, anche il Gargano, e in particolare alcuni degli splendidi arenili incastonati nelle sue falesie. Per quanto detto Punta Rossa potrebbe essere a Vieste, o a Peschici, o a Rodi. Una delle cose che più mi ha sorpreso ed emozionato è stata che, pur non avendo mai fatto nel testo, esplicito riferimento al Gargano, alcuni lettori mi hanno detto o scritto di essersi sentiti catapultati proprio in quegli arenili del promontorio, a mio parere uno dei luoghi più affascinanti di questa nostra bellissima, magica terra di Puglia.

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