Tombini difettosi: un paese avvolto dai miasmi
di FRANCESCO GRECO — Tre volte Montesardo visse il dramma della peste. Almeno, quelle di cui è rimasta traccia nella sua storia millenaria. L'epidemia, superfluo sottolinearlo, ogni volta ridusse drasticamente i “fuochi” (il numero dei nuclei famigliari).
La prima volta al confine temporale tra la fine del Medioevo e l'inizio dell'età moderna: 1429. Lo storicizza Giacomo Arditi: “...dopo aver resistito bravamente all'invasione dei Goti in guerra coi Greci, dei Greci contro i Saraceni, dei Normanni contro gli uni e contro gli altri, nel 1429 soffrì la peste...”.
Nel 1523 ci fu un'ondata di peste a Taranto, e si presume che si sia sparsa sino al Capo di Leuca. Nel 1800 l'epicentro fu la vicina Gagliano del Capo (appena 5 km.) e quindi toccò anche Montesardo.
Se la Storia è fatta di cicli, corsi e ricorsi vichiani, nel XXI secolo siamo vicini al replay: tutto si ripresenta, ovviamente sotto altre forme. Nella fattispecie, i tombini della rete della fognatura nera. Lavori che, a detta di alcuni tecnici, non sembrerebbero fatti a regola d'arte. Tutto pare dipenda dal cattivo funzionamento dell'impianto di sollevamento delle acque nere: ciò consente la stagnazione.
Col caldo e particolarmente nelle giornate di scirocco, dal centro alla periferia, il paese si riempie di miasmi insopportabili. Se ne allarmano gli operatori commerciali e i cittadini, che un anno fa hanno raccolto 250 firme in calce a una petizione inviata al Comune di Alessano, i Carabinieri, l'Asl Lecce, l'Acquedotto Pugliese, l'Arpa Puglia, ma senza ottenere nulla.
Nacque anche una querelle: chi doveva intervenire, l'Acquedotto Pugliese o la ditta esecutrice dei lavori? Tempo fa, un cittadino che abita in via Ruggiano, ha interpellato l'Acquedotto Pugliese: hanno ascoltato e preso appunti, ma non è successo nulla.
Anche i “forestieri” denunciano il disagio. A Montesardo hanno comprato (e ristrutturato) le vecchie case del centro antico, dando un impulso all'economia del territorio, portando un notevole valore aggiunto. E che ora sono tentati di vendere tutto e andarsene altrove. Già hanno diradato i loro soggiorni, mostrando disaffezione: l'incanto è finito e tutto ciò porterà ulteriore deflazione e miseria.
Dice una funzionaria della Campania si occupa di reati ambientali a Salerno: “Ho preso casa nel centro storico e periodicamente passo dei periodi di vacanza con marito e figlie. Uno dei tombini incriminati si trova proprio dinanzi all'uscio della mia abitazione e siamo costretti a subire i miasmi insopportabili provenienti dalla fogna”. Aggiunge: “Ciò deve essere risolto, perché costituisce una violazione dell'art. 674 del codice penale, oltre che violare le norme di regolarità di esecuzione di opere pubbliche”.
L'estate, come già detto, tutto si aggrava: i cittadini non possono nemmeno prendere il fresco davanti a casa la sera senza essere avvolti da insopportabili cattivi odori e sciami di zanzare. L'impianto è sempre difettoso. Riuscirà il paese a fermare gli untori del XXI secolo?
Fra Montesardo e Alessano c'è una vera e propria emergenza ambientale. Da mesi le vie sono invase dalle erbacce (persino dinanzi all'ex Pretura). In questi ultimi anni si è assistito allibiti e impotenti alla devastazione della suggestiva Serra dei Cianci per far passare la rete del gas: ci si chiede se c'erano altre soluzioni. Insediamenti di pannelli fotovoltaici nelle campagne senza un criterio né ricadute sull'economia del territorio, mini-discariche sparse ovunque, con vecchi elettrodomestici, spesso inerti di eternit e altra monnezza. Insomma, paesaggio e rurale urbano degradato.
“Spetta all'amministrazione comunale di Alessano il censimento della presenza di eternit – riprende la funzionaria - e di imporre ai proprietari il monitoraggio dei rischi derivanti dalla dispersione delle particelle di eternit che costituiscono un grave pericolo per la salute pubblica, essendo cause di tumori”. Conclude: “Chiedo di porre i cittadini e la loro salute al centro delle politiche e del governo di questo paese e il rispetto delle norme”. Alla Totò: “Ogni limite ha una pazienza...”.
La prima volta al confine temporale tra la fine del Medioevo e l'inizio dell'età moderna: 1429. Lo storicizza Giacomo Arditi: “...dopo aver resistito bravamente all'invasione dei Goti in guerra coi Greci, dei Greci contro i Saraceni, dei Normanni contro gli uni e contro gli altri, nel 1429 soffrì la peste...”.
Nel 1523 ci fu un'ondata di peste a Taranto, e si presume che si sia sparsa sino al Capo di Leuca. Nel 1800 l'epicentro fu la vicina Gagliano del Capo (appena 5 km.) e quindi toccò anche Montesardo.
Se la Storia è fatta di cicli, corsi e ricorsi vichiani, nel XXI secolo siamo vicini al replay: tutto si ripresenta, ovviamente sotto altre forme. Nella fattispecie, i tombini della rete della fognatura nera. Lavori che, a detta di alcuni tecnici, non sembrerebbero fatti a regola d'arte. Tutto pare dipenda dal cattivo funzionamento dell'impianto di sollevamento delle acque nere: ciò consente la stagnazione.
Col caldo e particolarmente nelle giornate di scirocco, dal centro alla periferia, il paese si riempie di miasmi insopportabili. Se ne allarmano gli operatori commerciali e i cittadini, che un anno fa hanno raccolto 250 firme in calce a una petizione inviata al Comune di Alessano, i Carabinieri, l'Asl Lecce, l'Acquedotto Pugliese, l'Arpa Puglia, ma senza ottenere nulla.
Nacque anche una querelle: chi doveva intervenire, l'Acquedotto Pugliese o la ditta esecutrice dei lavori? Tempo fa, un cittadino che abita in via Ruggiano, ha interpellato l'Acquedotto Pugliese: hanno ascoltato e preso appunti, ma non è successo nulla.
Anche i “forestieri” denunciano il disagio. A Montesardo hanno comprato (e ristrutturato) le vecchie case del centro antico, dando un impulso all'economia del territorio, portando un notevole valore aggiunto. E che ora sono tentati di vendere tutto e andarsene altrove. Già hanno diradato i loro soggiorni, mostrando disaffezione: l'incanto è finito e tutto ciò porterà ulteriore deflazione e miseria.
Dice una funzionaria della Campania si occupa di reati ambientali a Salerno: “Ho preso casa nel centro storico e periodicamente passo dei periodi di vacanza con marito e figlie. Uno dei tombini incriminati si trova proprio dinanzi all'uscio della mia abitazione e siamo costretti a subire i miasmi insopportabili provenienti dalla fogna”. Aggiunge: “Ciò deve essere risolto, perché costituisce una violazione dell'art. 674 del codice penale, oltre che violare le norme di regolarità di esecuzione di opere pubbliche”.
L'estate, come già detto, tutto si aggrava: i cittadini non possono nemmeno prendere il fresco davanti a casa la sera senza essere avvolti da insopportabili cattivi odori e sciami di zanzare. L'impianto è sempre difettoso. Riuscirà il paese a fermare gli untori del XXI secolo?
Fra Montesardo e Alessano c'è una vera e propria emergenza ambientale. Da mesi le vie sono invase dalle erbacce (persino dinanzi all'ex Pretura). In questi ultimi anni si è assistito allibiti e impotenti alla devastazione della suggestiva Serra dei Cianci per far passare la rete del gas: ci si chiede se c'erano altre soluzioni. Insediamenti di pannelli fotovoltaici nelle campagne senza un criterio né ricadute sull'economia del territorio, mini-discariche sparse ovunque, con vecchi elettrodomestici, spesso inerti di eternit e altra monnezza. Insomma, paesaggio e rurale urbano degradato.
“Spetta all'amministrazione comunale di Alessano il censimento della presenza di eternit – riprende la funzionaria - e di imporre ai proprietari il monitoraggio dei rischi derivanti dalla dispersione delle particelle di eternit che costituiscono un grave pericolo per la salute pubblica, essendo cause di tumori”. Conclude: “Chiedo di porre i cittadini e la loro salute al centro delle politiche e del governo di questo paese e il rispetto delle norme”. Alla Totò: “Ogni limite ha una pazienza...”.
