La morte di Fidel Castro divisa tra lutto e festa

di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - La morte di Fidel Castro ha creato due stati d'animo. Da una parte i suoi sostenitori, la sua famiglia e tutta L'Avana si sono chiusi in un lutto anche cittadino di 9 giorni con i media a Cuba, che si impegnano a difendere 'La Rivolucion' portata da Castro.

Dall'altra parte, per le strade di Little Havana a Miami, i dissidenti hanno festeggiato e si sono registrati slogan contro il 'dittatore'. Per loro 'è la fine di un capitolo orribile'.

CASTRO DIVIDE ANCHE DOPO LA MORTE - Per gli oppositori, a partire dalle migliaia di cubani in esilio negli Usa, è stato un tiranno comunista crudele. Raul Castro, fratello minore e suo successore alla presidenza, ha annunciato alla televisione nazionale poco dopo la mezzanotte di venerdì (6 in Italia) il decesso di Fidel. "Il comandante in capo della rivoluzione cubana è morto alle 22.29 questa sera", ha detto con voce solenne. Non ha fornito notizie sulle cause della morte e ha annunciato che sarà cremato sabato mattina. Il governo ha decretato nove giorni di lutto. Fino al 4 dicembre "le attività pubbliche e gli spettacoli si fermeranno, la bandiera nazionale sarà messa a mezz'asta sugli edifici pubblici e sulle istallazioni militari", si legge in un comunicato dell'esecutivo. Le ceneri di Fidel Castro saranno seppellite nella città sudorientale di Santiago de Cuba il 4 dicembre, dopo una processione che durerà 4 giorni attraverso il paese, per dare modo ai cubani di salutare per l'ultima volta il Lider Maximo.

Il presidente cinese Xi Jinping ha detto che "il compagno Castro vivrà per sempre" in un messaggio alla televisione. Castro, ha continuato , è stato "un grande uomo del nostro tempo. La storia e il popolo lo ricorderanno". Il numero uno francese François Hollande ha detto che Castro "ha rappresentato, per i cubani, l'orgoglio nel respingere la dominazione esterna". Il leader venezuelano Nicolar Maduro, considerato il principale alleato di Cuba nell'America latina, ha twittato: "Sta a noi raccogliere la sua eredità e portare la bandiera dell'indipendenza". Visibilmente commosso il campione di calcio Diego Armando Maradona che ha parlato di Fidel come "un secondo padre" e ha annunciato che si recherà a Cuba per i salutare l'uomo che lo incoraggiò a disintossicarsi e del quale ha tatuato il volto su un braccio, assieme a quello di Che Guevara. Ambivalenti le reazioni provenienti dagli Stati uniti. Mentre il presidente uscente Barack Obama, protagonista del disgelo con Cuba, ha espresso "amicizia" al popolo cubano e, di Fidel, ha detto che il suo enorme apporto verrà giudicato dalla storia, il presidente eletto Donald Trump ha definito Fidel un "dittatore brutale che ha oppresso il suo popolo" e ha auspicato che la sua morte aiuti i cubani a ottenere la "libertà".