Telefonata tra Trump e Putin avvicina Stati Uniti e Russia
di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - L'agenzia Tass ha riferito di un colloquio telefonico tra il neo presidente Trump e il presidente russo Putin. La telefonata ha avuto per oggetto temi principali come la lotta al terrorismo e la questione in Siria, con la promessa di aggiornarsi periodicamente. Putin, a fine della telefonata, è apparso soddisfatto e pronto a migliorare i rapporti tra la Russia e gli Usa, che oggi appaiono tesi e definiti 'insoddisfacenti'.
Il Presidente uscente Barack Obama, nel suo ultimo viaggio ufficiale in Europa, ha dichiarato di collaborare col magnate nella transazione amministrativa per il suo mandato. Ha inoltre rassicurato i leader europei sull'impegno del neo presidente verso la Nato.
Obama ha parlato anche dell'importanza che hanno le alleanze per il paese, che deve restare unito.
Nel frattempo negli USA a protestare sono le comunità ebraiche e mussulmane, per la nomina di Steve Bannon a chief strategist, reo di propagande considerate razziste.
Le decisioni del tycoon continuano ad animare il Paese. Dopo Bannon, Trump è pronto a nominare giudici contrari all'aborto e presentare un emendamento sul diritto all'autodifesa.
JUNCKER: PREOCCUPATO DA TRUMP - Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker si dice "preoccupato" da Donald Trump. Ma "non credo - afferma - che metterà fine alle relazioni transatlantiche, necessarie per la stabilità del mondo". Juncker ha parlato alla radio belga Bel Rtl. "Non riesco a immaginare - aggiunge - che metterà in pratica ciò che ha detto in campagna elettorale, campagna che peraltro ho trovato disgustosa".
TRUMP: RINUNCIO A 400MILA DOLLARI - Il neo presidente Donald Trump dichiara alla Cbs di non sapere a quanto ammonta lo stipendio di chi siede alla Casa Bianca. Venuto a conoscenza dalla giornalista che il compenso presidenziale ammonta a circa 400 mila dollari, il magnate ha annunciato che percepirà solo un dollaro all'anno, che corrisponde alla paga minima prevista per legge. Infine il tycoon ha ribadito la sua intenzione, già espressa in campagna elettorale di non rendere pubblica, al momento, la sua dichiarazione dei redditi.
"VIA 3 MLN DI CLANDESTINI" - Continua la guerra di Trump contro gli immigrati clandestini. In un'intervista alla Cbs il neo presidente americano ha ribadito la costruzione del muro al confine col Messico e che circa 2-3 milioni di irregolari con precedenti penali saranno espulsi dal Paese o li farà incarcerare.
Il Presidente uscente Barack Obama, nel suo ultimo viaggio ufficiale in Europa, ha dichiarato di collaborare col magnate nella transazione amministrativa per il suo mandato. Ha inoltre rassicurato i leader europei sull'impegno del neo presidente verso la Nato.
Obama ha parlato anche dell'importanza che hanno le alleanze per il paese, che deve restare unito.
Le decisioni del tycoon continuano ad animare il Paese. Dopo Bannon, Trump è pronto a nominare giudici contrari all'aborto e presentare un emendamento sul diritto all'autodifesa.
JUNCKER: PREOCCUPATO DA TRUMP - Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker si dice "preoccupato" da Donald Trump. Ma "non credo - afferma - che metterà fine alle relazioni transatlantiche, necessarie per la stabilità del mondo". Juncker ha parlato alla radio belga Bel Rtl. "Non riesco a immaginare - aggiunge - che metterà in pratica ciò che ha detto in campagna elettorale, campagna che peraltro ho trovato disgustosa".
TRUMP: RINUNCIO A 400MILA DOLLARI - Il neo presidente Donald Trump dichiara alla Cbs di non sapere a quanto ammonta lo stipendio di chi siede alla Casa Bianca. Venuto a conoscenza dalla giornalista che il compenso presidenziale ammonta a circa 400 mila dollari, il magnate ha annunciato che percepirà solo un dollaro all'anno, che corrisponde alla paga minima prevista per legge. Infine il tycoon ha ribadito la sua intenzione, già espressa in campagna elettorale di non rendere pubblica, al momento, la sua dichiarazione dei redditi.
Per quelli con la fedina penale pulita, una decisione verrà presa in seguito. Trump ha confermato che intende costruire il muro al confine col Messico, precisando che una parte potrebbe essere muro e una parte una "recinzione", in accordo con quanto proposto dai repubblicani al Congresso.
