Corte Costituzionale boccia ballottaggio, resta premio. M5s, "ora subito al voto"

Resta il premio di maggioranza, no al ballottaggio, i capilista eletti in più collegi non potranno più optare ma si vedranno assegnato il collegio con il sorteggio. E' la decisione della Consulta sull'Italicum. Una decisione che porta a una legge immediatamente applicabile.

Ecco i punti sui quali si è pronunciata la Consulta:

Non opzione ma sorteggio per capolista eletto in più collegi - La Consulta ha dichiarato illegittima la disposizione dell'Italicum che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d'elezione. Bocciata la possibilità di opzione per il capolista eletto in più collegi, residua il criterio del sorteggio. E' quanto ha deciso la Corte Costituzionale sull'Italicum. "A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall'ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione".

Stop al ballottaggio, ok a premio di maggioranza - La Consulta ha dichiarato legittimo invece il premio di maggioranza che la legge attribuisce al partito che supera il 40% dei voti.

I rilievi su questi aspetti erano contenuti in cinque ordinanze giunte dai tribunali di Messina, Torino, Perugia, Genova e Trieste.

"Un buon risultato anche se si poteva fare di più". Questo, da Torino, il commento 'a caldo' di Roberto Lamacchia, uno degli avvocati del comitato che ha convinto il tribunale del capoluogo piemontese a rivolgersi alla Corte Costituzionale per un vaglio dell'Italicum. "Ha prevalso - spiega Lamacchia - il concetto del valore della rappresentanza dei cittadini e l'importanza del loro voto. Forse si è persa l'occasione per affossare definitivamente una legge che a nostro avviso era antidemocratica. Ma tutto sommato è un risultato positivo".

Legge immediatamente applicabile -  "All'esito della sentenza, la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione". E' quanto emerge dalla decisione della Consulta sull'Italicum.

Stefàno, "Decisione ortodossa ma resta nodo uniformità. Rischio ingovernabilità" - "Una decisione che dà piena continuità, come del resto ci si aspettava, rispetto alle pronunce precedenti". E' il primo commento del senatore Dario Stefàno, Presidente della Giunta Elezioni e Immunità, alla sentenza della Corte Costituzionale sull'Italicum.

"Sebbene la sentenza della Consulta ci consegni una legge suscettibile di immediata applicazione, resta - prosegue Stefàno - il tema dell'uniformità, dell'omogeneità dei dispositivi elettorali tra le due Camere. E l'esigenza di leggi omogenee per Camera e Senato richiama naturalmente ad una precisa responsabilità il Parlamento che ha il dovere di legiferare, con puntualità e senza partorire soluzioni abborracciate, evitando così di mettersi nella condizione di subire eventuali legittimi richiami e esortazioni da parte del Capo dello Stato. In caso di inerzia parlamentare, infatti - conclude Stefàno - forte è il rischio dell'ingovernabilità del sistema".

Emiliano, "sia omogenea per Camera e Senato"
- Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è intervenuto dopo la sentenza della Consulta sulla costituzionalità della legge elettorale per la Camera.

“Sono dell’idea – ha detto Emiliano - che il presidente della Repubblica, Mattarella, abbia assolutamente ragione. Noi dobbiamo avere due sistemi elettorali nei due rami del Parlamento che siano omogenei.

Il Presidente è stato chiaro sia durante gli auguri per le feste natalizie, sia durante il suo messaggio al popolo italiano. Quindi il Parlamento dovrà legiferare per rendere omogenei i due sistemi elettorali che in questo momento sono assolutamente strabici e non possono convivere”.