Alla Masseria Sciuscio di Sammichele (Ba) ricordi e ricette siciliane della nonna
di VITTORIO POLITO - Torna in attività la Masseria “Sciuscio” di Sammichele con l’evento “Cuore di Sicilia”, una cena coordinata da una chef che con la sua esperienza ha catturato in sublimi delizie l’essenza della cucina siciliana. Un ricordo del nostro vicino, passato che racconta un modo di vivere che non esiste più e che passa attraverso la “fame” contadina e il lavoro della terra, come nello "sfincione", una antica ricetta che vede come ingrediente cardine il pane-pizza (una sorta di focaccia, con sopra una salsa con ingredienti vari). Lo “sfincione” è originario di Palermo e si può gustare solo a Palermo e dintorni presso alcune pizzerie, gastronomie e panifici.
Le “scacce” sono una sorta di focaccia ripiena (una specie di grosso panzerotto), con vari ingredienti tipo ricotta e cipolla; ricotta e salsiccia; pomodoro e cipolla; pomodoro e melanzana, etc. Gli anelletti al forno, sono un primo piatto tipico della splendida Sicilia. Si tratta di una pasta al forno che, per tradizione, viene preparata con questo formato di pasta fatto a piccoli anelli condita con un ragù di carne denso e corposo con l’aggiunta di piselli o melanzane e caciocavallo. Una delizia che si prepara per festeggiare la vendemmia. “U pisci stoccu” (stoccafisso o baccalà) è il merluzzo essiccato. Va detto che in questa pietanza è importante il condimento: la cipolla, rossa, deve essere possibilmente di Tropea, le olive non possono essere olive qualunque (una Nocellara del Belice sarebbe un’ottima scelta), e devono essere conservate in salamoia, i capperi di Salina sono preferiti e il sedano deve essere fresco e profumato…
E per finire, il dolce che non può che essere il cannolo siciliano, un dolce tradizionale che risale alla dominazione araba, ma conosciuto già in età romana, ne viene infatti attribuita la definizione a Cicerone. Un dolce fritto riservato originariamente al Carnevale, che da un monastero di Caltanissetta si diffuse in tutta la regione e con l’emigrazione dei siciliani venne apprezzato nel mondo. Il nome del dolce evoca le sezioni di canna di fiume attorno alle quali le cialde venivano arrotolate, prima dell’introduzione dei cannelli metallici.
La cucina siciliana è un regalo al cuore e al palato che passa attraverso una delle più complesse e raffinate culture del mondo.
La cena, da non perdere, sarà servita al tavolo e per un massimo di cinquanta persone su prenotazione obbligatoria. Costo 30 euro. Per info chiamare al 338.7279070.