Catalogna: al via le 48 ore più difficili. "Puigdemont rischia cella"

BARCELLONA - Carles Puigdemont non arretra dopo la manifestazione unionista che ha visto sfilare 950mila persone in piazza a Barcellona: "La dichiarazione di indipendenza è prevista dalla legge del referendum come applicazione dei risultati: applicheremo quanto dice la legge", ha ribadito in un'intervista registrata nei giorni scorsi e andata in onda ieri sera su Tv3. Ma la situazione cambia di ora in ora e le parole di ieri potrebbero essere già superate. Per la Catalogna sono le 48 ore più difficili.

PP: PUIGDEMONT RISCHIA CELLA - Il vicesegretario del Pp Pablo Casado ha lanciato un duro monito al presidente catalano avvertendolo che se dichiara l'indipendenza rischia di finire in carcere come il suo predecessore Lluis Companys che tentò di proclamarla nel 1934. "Speriamo che domani non dichiari nulla, ha detto Casado, perché rischia di finire come chi lo ha fatto 34 anni fa". Nel 1934 la 'repubblica catalana' durò 11 ore e venne soffocata dall'esercito spagnolo. Companys e i suoi ministri vennero arrestati e condannati al carcere.

Intanto in queste ore il premier Mariano Rajoy, in un'intervista al Pais, ha lanciato un appello ai catalani "moderati" affinchè si allontanino dagli "estremisti", dai "radicali" e dalla "Cup", partito di sinistra indipendentista. Il presidente della Generalitat Carles Puigdemont parlerà fra tre giorni al parlamento catalano, con con l'eventualità non remota di una possibile proclamazione dell'indipendenza.