Migranti: Netanyahu sospende accordo ricollocamento

(Getty)
ROMA - Il premier israeliano Netanyahu ha annunciato di aver sospeso l'applicazione dell'accordo con l'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu (Unhcr) per il ricollocamento di oltre 16.000 richiedenti asilo africani verso Paesi occidentali. 

"Ho deciso di sospendere l'applicazione di questo accordo e di ripensarne i termini", ha dichiarato Netanyahu sulla sua pagina Facebook, spiegando di aver letto attentamente le critiche contro questa intesa. Italia e Germania avevano precisato che non c'è ancora alcun accordo per trasferire sul loro territorio una parte dei migranti sudanesi ed eritrei, dopo che Netanyahu le aveva indicate fra le possibili destinazioni per il ricollocamento dei richiedenti asilo.

L'INTESA, POI LE CRITICHE - Il premier israeliano aveva indicato Canada, Germania ed Italia come destinazioni per una parte dei migranti africani che nei prossimi cinque anni dovranno lasciare Israele in base all'intesa raggiunta con l'Alto commissariato dell'Onu.

L'intesa raggiunta riguardava complessivamente 16.250 migranti eritrei e sudanesi, di cui 6.000 nel primo anno.

Israele aveva annullato oggi a sorpresa la espulsione verso il Ruanda di migliaia di migranti eritrei e sudanesi, che doveva iniziare nei prossimi giorni ma che era stata temporaneamente bloccata dalla Corte Suprema.

Tuttavia alcune fonti della Farnesina hanno precisato in giornata che "non c'e' alcun accordo con l'Italia nell'ambito del patto bilaterale tra Israele e l'Unhcr per la ricollocazione, in cinque anni, dei migranti che vanno in Israele dall'Africa e che Israele si è impegnata a non respingere".