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Valentina Nappi (intervista):"Se non avessi fatto porno? Forse sarei stata una fashion designer…"

di NICOLA RICCHITELLI – Da piccola non sognava il porno ma come lei stessa spiega: «…ho sempre desiderato utilizzare l'esibizione di immagini sessualmente connotate per dare il colpo di grazia a un sistema di valori…», poi arrivò la famosa mail inviata a Rocco Siffredi, aveva vent’anni ed era il 2011. Sarà proprio il famoso re del porno a lanciare la giovane attrice di Scafati nel mondo della pornografia con il film Rocco's Bitches in Uniform: «Fu un'esperienza molto interessante, anche perché capii l'enorme differenza tra un grande professionista e la gente comune». Seguiranno più di duecento scene di sesso che porteranno la bella Valentina Nappi a conquistare le copertine dell’edizione italiana di Playboy nel novembre 2013 e quella di Penthouse sempre nello stesso mese.

 
Valentina andiamo subito al dunque. Perché  hai fatto del porno la tua vita? 
R:«Guarda questo video...


C'è Umberto Galimberti, che personalmente detesto, che delinea un punto di vista che è interessante rovesciare. Socrate — racconta Galimberti — dice 'io non so niente', però di una sola cosa sostiene di avere episteme (vale a dire un sapere che sta in piedi da solo). Ciò di cui Socrate dichiara di avere episteme sono τα ερωτικά, le cose erotiche. Gliele ha raccontate una donna, dice, il cui nome è Diotima. Galimberti fa notare che questo è interessante, perché la filosofia nasce tra uomini e ci si può chiedere come mai bisogni ricorrere a una donna per sapere qualcosa sulle cose erotiche. Bisogna ricorrere a una donna — sostiene Galimberti — perché la donna rispetto all'uomo ha più familiarità con la follia, con l'ambito dell'irrazionale. Qui si dà il mio rovesciamento: se l'erotico è il sesso dal punto di vista dell'irrazionale, io voglio invece valorizzare il suo opposto che è il porno. Il porno è il sesso dalla prospettiva della razionalità, anzi della razionalità nella sua forma più radicale: la razionalità tecnica. Laddove l'erotico è istinto, implicitezza e inconscio, il porno è meccanica, coscienza esplicita e calcolo. Chi parla di meccanizzazione del sesso a proposito del porno dice una cosa giusta. Io ho fatto del porno la mia vita perché penso che la meccanizzazione, la tecnicalizzazione del sesso sia una cosa meravigliosa, ipermoderna, futurista. E io sono ipermoderna e futurista».

Da piccola sognavi questo? 
R:«Non specificamente questo, ma ho sempre desiderato utilizzare l'esibizione di immagini sessualmente connotate per dare il colpo di grazia a un sistema di valori  — quelli tardo-borghesi delle nostre mamme e nonne — che deve tramontare e lasciar spazio ai nuovi valori post-borghesi, fra i quali la desacralizzazione del sesso gioca un ruolo importante».

A che età hai girato la prima scena? 
R:«A 20 anni, con Rocco Siffredi».

Come hai vissuto quei momenti? 
R:«Fu un'esperienza molto interessante, anche perché capii l'enorme differenza tra un grande professionista e la gente comune».

Tutto ebbe inizio con una mail inviata  a Rocco Siffredi.  Come sono oggi i rapporti con il famoso attore e quindi ti chiedo se in futuro pensi di tornare a lavorarci insieme. 
R:«Lui ha rinnegato il porno e questo per me è inaccettabile. Si è rivelato un cattolico, un conservatore».

In una scelta di questo tipo dove iniziano e finiscono incoscienza e coraggio? 
R:«Non si tratta di incoscienza, ma di sapersi liberare da certi legami 'comunitari' che tarpano le ali in generale».

Conosci ragazze che vorrebbero ma si ritrovano frenate dal perbenismo? 
R:«È meglio che non lo facciano, allora. Perché essere porno dovrebbe voler dire innanzitutto fregarsene di un certo tipo di 'socialità' convenzionale».

Come vede un'attrice porno la gente comune? 
R:«Se è famosa, come una vip. Se non è famosa, come una troia».

E la famiglia? 
R:«Credo dipenda dalla famiglia. La mia non brilla per mentalità avanguardista».

E il tuo ragazzo? Un attrice porno riesce a vivere  in maniera normale l'amore una volta spente le luci delle telecamere? 
R:«Io e il mio ragazzo siamo una coppia aperta. Io sono contenta se lui fa sesso anche con altre. Una volta ha anche fatto sesso con una mia collega sul sedile posteriore dell'auto mentre io guidavo, a Los Angeles. I rapporti basati sull'esclusività sessuale sono rapporti animaleschi nei quali il sesso viene confuso con l'amore. Certo, l'amore implica il sesso perché l'amore è anche cura e soddisfazione dei bisogni dell'altro; ma il sesso non implica e non c'entra in alcun modo con l'amore. La giusta domanda dunque non è come facciamo noi, ma come facciano gli altri che confondono l'amore con le tempeste ormonali e gli istinti bestiali legati al possesso fisico».

C'è un luogo comune sull'attrice porno che vorresti sfatare? 
R:«Il fatto che i pornoattori e le pornoattrici abbiano corpi corrispondenti a canoni molto precisi. In realtà nel porno c'è molta più diversità di corpi che nel mainstream».

Quali sono gli inconvenienti di questo lavoro? 
R:«Il fatto che a volte si cade nella routine. Se ci fossero più soldi, ci si potrebbe prendere più tempo per fare un film, produrre di meno e realizzare prodotti tutti radicalmente diversi tra loro. Sarebbe bello poter incassare milioni con un film e quindi poter impiegare anni per realizzarlo».

Perché milioni di persone accedono ad un sito porno? 
R:«Perché non dovrebbero? Guardare porno è una cosa bella e sana».

Riesci ad immaginare un futuro fuori dal porno? 
R:«Non riesco a immaginare un futuro in cui non divulgherò mie immagini sessualmente connotate. Sarò sempre contro la cosiddetta privacy sessuale».

Cosa saresti stata oggi se non avessi intrapreso la strada del porno? 
R:«Forse una fashion designer, ma avrei comunque divulgato foto di me nuda a gambe aperte con un dildo nella vagina».