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Leuca, che domenica bestiale


di FRANCESCO GRECO - Ieri mattina a Leuca c’era un’aria da funerale. Vie deserte, traffico inesistente, spiagge vuote, ristoranti senza clienti, negozi tristi. Una città spettrale, irriconoscibile, un porto sepolto per citare Ungaretti, come se fossero passati i Saraceni. La ragazza dei giornali a Villa Ramirez stava aprendo il pacco con lentezza, come fossero uova. La news dell’incubo era in prima pagina: domenica le fogne sono scoppiate, il mare si è sporcato, è scattato il divieto di balneazione (limitato a tre lidi, ma la gente per paura di infezioni se n’è andata tutta): così Leuca è diventata una città fantasma. 

Davide il bravissimo barman di solito è allegro e scambia due chiacchiere con i turisti mentre prepara le colazioni, ma ieri era triste e taciturno anche lui, come se un brutto pensiero lo tormentasse. Non è stato un fulmine a ciel sereno, ma una tragedia annunciata. “Le fogne non sono un problema di oggi – dice un turista milanese che ci viene ogni anno, anche fuori stagione – pure d‘inverno è la stessa cosa… Almeno ci dimezzassero la Tari… Invece tutte le aliquote dei tributi sono al massimo… Oggi per sicurezza con la mia famiglia mi sposto a Pescoluse”. 

E’ vero: le fogne sono solo una delle tante criticità, altre ce ne sono, vecchie e nuove. Scempi urbanistici a non finire (il “sacco” di Leuca), parcheggi scarsi, troppi lidi occupano le scogliere (il “tetto” previsto dalla legge è stato abbondantemente superato), qualcuno sta soffocando le famose “bagnalore” (dovrebbero essere dichiarate patrimonio Unesco), ecc. 

Al Comune di Castrignano del Capo (Leuca è paradossalmente frazione, dovrebbe essere l’inverso) sono giunte le aspre proteste di turisti, villeggianti e operatori del settore, tant’è che sul sito istituzionale c’è un annuncio: che siano urbane… sottinteso: sennò quereliamo. Viene in mente Totò: “Se non sapete fare i calzolai, andate a fare i farmacisti…”. 

Un’arroganza fuori luogo, un modo del tutto sbagliato di affrontare il dramma di Leukòs. Perché è davvero tragico: quel che è accaduto rischia di compromettere una stagione ancora agli inizi e che si annunciava buona, con la presenza di tantissimi stranieri (molti inglesi) già da aprile-maggio. 

Ora occorre lavorare per ripristinare la fognatura, spendendo i soldi che pare già ci sono, e soprattutto darsi da fare per ridare fiducia alla gente, ai turisti, gli operatori e un’immagine decente, e vincente di Leuca nel mondo. Altrimenti quello che si è costruito in secoli può sfumare in un giorno, con il lavoro che si perde. Non dimentichiamolo: qui ci sono ville bellissime di più stili (moresco, liberty, ecc.) e nell’altro secolo vennero in vacanza P. P. Pasolini, la principessa persiana Soraya; di recente (a Lido Samarinda) Tony Blair, Gerard Depardièu, ecc. 

Papa Benedetto XVI la visitò il 16 giugno 2008. Alla Parrocchia “Cristo Re” (nella marina) e al celebre Santuario-Basilica di S. Maria de Finibus Terra, ci si sposa quasi ogni giorno da tutt’Italia. Se dovessimo sommare la lebbra della xylella all’incuria e ignoranza degli amministratori nella cura del territorio, per la fragile economia di Terra d’Otranto sarebbe davvero troppo, e allora sarebbe il default, the end dicevano i Doors.