Header Ads

Rosanna, la poliziotta che sussurrava alle donne

di FRANCESCO GRECO - TAURISANO (Le) – “C’è la Rosanna?”. Per anni è stato un mantra. Le donne del sud Salento che avevano difficoltà nel rapporto di coppia, un marito violento, un fidanzato manesco, lo stalker sul cellulare o con l’auto, ecc., bussavano al Commissariato di Taurisano e trovavano in Rosanna Buffo una sorella, un po’ psicologa, un’amica sempre sorridente, pronta all’ascolto, e all’azione in loro difesa. 

Da qualche giorno la commissaria Rosanna Buffo è andata in pensione. Nata a Tricase, figlia dei maestri elementari Antonio e Maria Rina Citto, un fratello, Adolfo, ingegnere all’Arcelor-Mittal di Taranto, sposata col prof. Antonio Negro, ha avuto una carriera superlativa, contrassegnata da elogi ed encomi. Chiusa brillantemente nel 2018 da una laurea con una tesi sulla violenza di genere discussa all’Istituto Superiore di Polizia. Giovanissima (era il 1988), col grado di ispettore, fu mandata in Calabria, a combattere le ‘ndrine dove, seguendo per prima la scuola di pensiero “cerca i soldi e arriverai al criminale”, si distinse per alcune indagini patrimoniali su esponenti di spicco della malavita organizzata calabrese. 

Tre anni in Calabria e dopo destinazione Brindisi (ci resterà sino al 1997), dove contribuì all’arresto di numerosi esponenti della Sacra Corona Unita di quella zona. Nel 1997 è a Lecce, col grado di ispettore superiore, e per tre anni è responsabile dell’Ufficio Minori con importanti risultati nel contrasto alla pedofilia. E, da vice-commissario, ha condotto indagini patrimoniali sulla criminalità organizzata salentina, firmando fra l’altro numerose operazioni: Ciclone 1, Ciclone 2, Vortice, Rommel, ecc. 

Nel 2003 giunge a Commissariato di Taurisano (Lecce) per guidare la squadra di Polizia Giudiziaria. Risultati prestigiosi anche qui, con l’atout declinato al femminile di cui dicevamo all’inizio. E che certamente – a fronte della grande esperienza professionale e umana acquisita – troverà una nuova dimensione di realizzazione (nelle scuole?). “La Rosanna” è una donna sempre attiva e, come direbbe Hemingway, “partecipe dell’umanità”. La vita da casalinga (vive ad Alessano) è solo un aspetto della sua parabola all’insegna dell’eccellenza e del coinvolgimento come donna e come professionista.