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Vitaliano Iannuzzi, da Catania per rendere omaggio alla banda musicale di Canosa di Puglia

di LIVALCA - Presso le splendide terrazze di Palazzo Iliceto la Pro Loco di Canosa di Puglia, presieduta dal dinamico, fattivo ed operoso Elia Marro, ha organizzato il mese scorso una serie di eventi che gratificano non poco questa incantevole cittadina situata alle terminali propaggini nordoccidentali delle Murge.

Nella maestosa configurazione architettonica del Palazzo Iliceto si trova al momento la collezione archeologica del Museo Civico, che per anni era stata ospitata nella torre Casieri;  di notevole interesse a Canosa la porta del Varrone (risalente ad un paio di secoli a.C.), la cattedrale di S. Sabino, la basilica di S. Leucio, il battistero di S. Giovanni.   Secondo una vetusta, remota, passata leggenda la città fu fondata da Diomede e da ormai 4 lustri vede andare  in scena il glorioso «Premio Diomede» che segnala coloro che si sono distinti  in ambito culturale, artistico, economico, scientifico, sportivo e  sociale. Tale manifestazione ha raggiunto una tale risonanza che è motivo di vanto non solo tra gli organizzatori, ma fra tutti i cittadini che si  sentono attori e protagonisti del nobile progetto.  Tra gli animatori-fondatori del premio vi è un siciliano, il maestro Vitaliano Iannuzzi, che ha messo radici così profonde a ‘Canusium’ da dedicargli un libro che sfiderà le leggi del tempo e farà felici le future generazioni : « La banda musicale di Canosa di Puglia e l’Azienda Comunale dal 1860 al 2009» ( Levante editori, Bari, 2009). 

Vitaliano è nato in quella magnifica città ai piedi dell’Etna, Catania, che, fondata dai  cartaginesi, fu distrutta nel 1700 da un violento terremoto e fu ricostruita con tanto amore da regalarci quello splendido compositore che risponde al nome di Vincenzo, Salvatore, Carmelo, Francesco Bellini , di cui il mondo conosce opere come  ‘I puritani’ la ‘Norma’ e la ‘Sonnambula’.   A proposito  dell’opera  ‘Puritani’, la cui prima assoluta avvenne  Parigi al Teatro Italiano nel  gennaio del 1835, pochi sanno che il libretto scritto da Carlo Pepoli  fu ispirato dallo stesso Bellini e dal suo amore, mai sopito, per la bellissima napoletana Maddalena Fumaroli, che non portò all’altare  per un ingiusto veto paterno.

Lo stesso anno della prima Bellini si spense a Puteaux, a soli 33 anni,  per una mal curata  infezione intestinale secondo la diagnosi ufficiale, ma, secondo il vostro cronista, per quel male oscuro che si chiama amore intenso, appassionato, gioioso-doloroso che non può essere alimentato dalla ‘lontananza’ ( scusa Enrica, scusa Mimmo… la realtà non  ‘combacia’ - termine scelto accuratamente ! - mai con le parole  della  canzone )  quando gli anni sono sotto gli anta.  Torniamo al libro del ‘siciliano’ di Canosa perché voglio segnalarvi alcune chicche che ci regala questo eclettico musicista, provetto pianista, affermato compositore e rinomato direttore d’orchestra, per giunta mio amico e, come direbbe quello da me conosciuto come  Lino Zaga, ‘ho detto tutto’.

Racconta Iannuzzi di un ‘incidente’ sul lavoro capitato al grande Pietro Mascagni.  Il maestro livornese ( noi meridionali siamo prima italiani, poi europei e per questo, pur sapendo che il nostro genio è disseminato  in ogni latitudine vi sia operosità e creatività, siamo disponibili a rendere omaggio ovunque vi sia un ‘grande’) nel giugno del 1888, mentre si trovava a Cerignola per lavoro,  aveva accettato di dare lezioni private ( … i corsi per corrispondenza non esistevano !) a due sorelle, rampolle  di famiglia facoltosa.  Durante una di queste lezioni (…pur se disponiate di fantasia galoppante, non  potrete mai arrivare a prevedere il ‘fattaccio’) Mascagni, vinto da un caldo che a Cerignola è impietoso,  osò togliersi la giacca in presenza di queste due allieve.  Il ‘misfatto’, alimentato da quella sana diffusione porta a porta  ante internet, fece il giro del centro agricolo e giunse alle orecchie del fratello delle aspiranti musiciste : licenziamento in tronco, quel ‘ tronco’ che la giacca aveva reso visibile.

Pensare che oggi  l’indiscussa bravura di una delle più famose pianiste del mondo è così descritta da Mario Leone : « Il freddo virtuosismo di Yuja Wang è solo tecnica e cosce al vento» ci fa capire che 130 anni cambiano prospettive, ambizioni e…abbigliamento.   Altra rarità, mista a curiosità, è scoprire che la banda di Canosa ha avuto come maestro, direttore e concertatore tale Sabino Jannuzzi  e…tante altre notizie che sono storia e patrimonio di una comunità.  Con la consueta caparbietà e puntigliosità che lo ha portato a svolgere il suo lavoro nei Conservatori di Rodi Garganico, Foggia e Monopoli , il nostro Iannuzzi  ha dotato il volume  de «  Il contratto a termine degli operai musicali tra eventi, opere d’arte e curiosità», in modo da renderlo volume da conservare come ricordo, traccia, una vera reliquia.   Mi piace pensare che il 27 agosto u.s, proprio presso il Palazzo Iliceto, la Canosa più generosa e attenta culturalmente abbia avuto modo di ringraziare questo paladino,diligente ricercatore, con quella calorosa ovazione ( standing ovation è altra cosa) che parte dal cuore e, solo dopo un percorso affettivo-sentimentale,  sfocia in voce e mani. Brava Canosa la Puglia è fiera di te, Catania non avrebbe fatto di meglio.  Iannuzzi  sta rinverdendo quello che Alessandro Vessella ha fatto per la divulgazione della cultura musicale, senza dimenticare magari  che  a  Vizzini, in provincia di Catania, nacque con Verga  la novella facente parte della raccolta « Vita dei campi» e che diede la felice idea  al toscano Mascagni per la ‘Cavalleria rusticana’  : Catania, Livorno, Canosa  con i fatti accaduti in questi ultimi tempi ci rammemorano come siano sempre attuali i temi cui hanno dato vita Alfio, Lola, Turiddu e Santa e che sarebbe ora che l’oblio cada su di loro nella realtà, mentre la valenza artistica può continuare a vivere splendidamente nei teatri  e centri culturali di tutto il pianeta.

Solo per la statistica mi piace ricordare che il maestro  Vitaliano ha pubblicato un libro tanto sfizioso-stravagante,  quanto utile-coinvolgente dal titolo  « Suona la campana» (Levante editori, Bari, 2003), in cui ha messo a  punto un metodo personale, ingegnoso e fattivo,  per catturare l’attenzione dei piccoli scolari  con l’intento di affinare la sensibilità musicale in maniera lieve, riposante e  valida. 

Il prossimo libro di Vitaliano Iannuzzi riguarderà una banda molto cara ai cittadini baresi, ma non posso aggiungere altro, mi permetto, però, di anticipare che il maestro si occuperà di mettere in musica un testo dedicato alla squadra biancorossa e che sarà cantato da tutto lo stadio nel giorno in cui la squadra  giocherà la prima partita dell’era De Laurentiis in serie A.  Con il mio nipotino, e il clan di Enzo Schino al completo,  farò il giro di campo insieme alla banda e con il coro dei  40.00 presenti  canteremo…, quindi personalmente consegnerò al maestro una targa ricordo, a nome di coloro che da mezzo secolo aspettano di vedere la squadra in lotta per lo scudetto; l’occasione sarà propizia per restituire  all’artista quella  ‘n’ nel cognome che la Pro Loco di Canosa ha ritenuto di poter  ’risparmiare’, forse in ossequio alla tenue…inflessione catanese.