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Banca Popolare di Bari: via libera al salvataggio da 900 mln. Gli azionisti: "Rivogliamo i nostri risparmi"

ROMA - Arriva il salvataggio della Banca popolare di Bari: il governo approva un decreto che stanzia 900 milioni per Invitalia perché finanzi il Microcredito centrale e gli consenta di acquisire quote della banca.

Ieri sera un Consiglio dei ministri durato circa 90 minuti ha dato il via libero al decreto legge per salvare la banca popolare barese. "Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento". E' il titolo del decreto per il salvataggio di Banca Popolare di Bari, così come modificato in Consiglio dei ministri.

A quanto si apprende, il testo sarebbe stato approvato senza modifiche sostanziali, ma in Cdm si è scelto di modificare il titolo, esplicitando il sostegno al sistema del Sud. Il dl era annunciato come "Misure urgenti per la realizzazione di una banca di investimento".

"Tuteleremo i risparmiatori e non concederemo nulla ai responsabili di quella situazione critica e auspichiamo anzi azioni di responsabilità a loro carico", afferma il premier Giuseppe Conte.

Intanto è stato convocato alle 21 il Consiglio dei ministri per il varo del decreto sulla banca popolare barese, secondo quanto si apprende da fonti di governo. All'ordine del giorno figura un decreto recante misure urgenti per la realizzazione di una banca di investimenti.

Per la seconda domenica consecutiva un gruppo di azionisti della Banca Popolare di Bari, con megafono e volantini, ha protestato davanti alla sede centrale dell'istituto di credito, in Corso Cavour a Bari. Il gazebo, allestito dagli iscritti all'Associazione Vittime del Salva-Banche che raccoglie al momento circa 200 azionisti, è servito a informare i passanti della situazione della banca, da due giorni commissariata.

Nell'occasione sono stati invitati i cittadini a partecipare alla manifestazione organizzata per mercoledì 18 dicembre, a partire dalle 10.30, cercando anche di coinvolgere gli azionisti che ancora non hanno avviato azioni contro la banca. "Da qui partirà un corteo - dicono al megafono gli azionisti in protesta - per dar voce ai nostri diritti.

Tutti insieme 'incazzatissimi'", "rivogliamo i nostri risparmi perché ci avete imbrogliati".