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Senti Renzi: "Voto nel 2023, ma stare insieme non è un obbligo"

(credits: Matteo Renzi Fb)
ROMA - Italia Viva è intenzionata a staccare presto la spina all’esecutivo per votare a marzo? Alla domanda il suo leader, Matteo Renzi, risponde in un’intervista a Il Messaggero asserendo che quella delle elezioni “non è un timore del Pd, ma una loro (folle) speranza”. E secondo il leader di Italia Viva c’è “una parte del Pd sogna le urne, invocandole con lo stesso giubilo con cui hanno anticipato le elezioni in Umbria, condannandosi a una clamorosa sconfitta”.

Quindi Renzi continua: “Fosse per me si voterebbe nel 2023. Ma non l'ha ordinato il dottore di stare tutti insieme. Chi vuole rompere deve solo dirlo. Noi nel frattempo lavoriamo alla proposta "Italia Shock" per sbloccare 120 miliardi di euro di cantieri”.

Poi in merito alla prescrizione l’ex presidente del Consiglio mette le mani avanti e avverte, anticipando quelle che potrebbero essere a breve le mosse di Italia Viva: “Noi abbiamo votato contro l'assurdità voluta dai populisti sulla prescrizione. Volere una giustizia senza fine significa proclamare la fine della giustizia. E non abbiamo cambiato idea. Ora ci sono due alternative: la prima è che la nuova maggioranza trovi una soluzione. E sarebbe meglio. Se non accadrà noi non ci inchineremo al populismo giudiziario imperante. E dunque, se non ci sarà accordo, voteremo il ddl di Enrico Costa, persona saggia e già viceministro alla giustizia del mio governo”.

E aggiunge:  “Bonafede può cambiare la sua legge, se vuole, ma non può pretendere di cambiare le nostre idee”.