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Dimensioni della conoscenza e creatività a Bari

di DONATO FORENZA - Incontrarsi nelle “Terze terre”, sarà il motivo di riflessione con Santa Fizzarotti Selvaggi, vice presidente nazionale dell’Associazione Crocerossine d’Italia Onlus, scrittrice e psicologa – psicoterapeuta, nel seminario condotto in modo dialogico con l’artista Natalia Bartoli, con la dott.ssa Domenica Girasoli (psicologa e  psicoterapeuta) e la prof.ssa Adriana De Serio (docente, concertista e musicoterapeuta).

Sabato 15 Febbraio, alle ore 18,30, presso L’Eccezione – Cultura e Spettacolo di Puglia Teatro, a Bari, in Via Indipendenza 75, per la 45^ stagione artistica di Puglia Teatro, patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, terzo ed ultimo appuntamento-spettacolo del ciclo ‘Solidarietà – Dalla disperazione alla speranza’, a cura di Santa Fizzarotti Selvaggi, che questa volta avrà per argomento centrale “Le terze terre – Creatività e valori umanitari”.

Santa Fizzarotti inviterà i presenti a partecipare al dibattito ricordando la prossimità del notevole evento di spiritualità voluto da Papa Francesco in Bari, sempre aperta e disponibile ad accogliere l’Altro senza mai farlo sentire straniero, ma fratello il cui cuore batte all’unisono con il nostro. Natalia Bartoli proporrà la sua esperienza di artista del racconto fiabesco quale proiezione di parti di sé e del valore educativo della fiaba per tutti i popoli. Successivamente la tematica sarà analizzata a livello psicologico da Domenica Girasoli, che si occupa delle relazioni di aiuto. Adriana De Serio evidenzierà il ruolo del linguaggio musicale che unisce mirabilmente suoni e voci del mondo. Nei linguaggi della musica e della creatività elicitata, interconnessi in un rapporto biunivoco: uomini e popoli si incontrano sempre.

Nell’intervento di Santa Fizzarotti emergono importanti dimensioni. I movimenti migratori appartengono alla storia dell’umanità, e non solo. Tutti lasciano tracce di sé nelle parole, nei suoni, nelle tradizioni. Tutto è risultato di intreccio fecondo: la biodiversità è la ricchezza del pianeta; nella biodiversità, nelle differenze, possiamo incontrare noi stessi. Coloro che giungono sui nostri lidi si sentono psicologicamente “estranei”: stranieri, “corpi estranei”. Nella consapevolezza di un equilibrio non facile si può affermare che solo le ‘terze terre’, le terre di mezzo, le terre della conoscenza, possono vanificare comportamenti difensivi.

È la conoscenza il ‘vero e unico antidoto’ ad atteggiamenti, comportamenti e fenomeni pregni di pregiudizi. Differenti iter interdisciplinari concorrono alla formazione di scelte che favoriscono prospettive transculturali di valenza ontologica. La matrice della conoscenza attraverso i processi trasformativi e la creatività, attivano sistemiche poliedriche articolanti sviluppi armonici nei quali è possibile creare reciprocità e rispetto di identità. Pertanto, linguaggi espressivi, le “terze terre”, si dispiegano in una dimensione di sospensione del giudizio e possono aprire la cooperazione internazionale, potenziando percorsi formativi e integrando codici e culture, divenendo fonte di conoscenza per tutti. L’aspetto speculare di riflessività e proiezione di parti di sé nello sguardo dell’Altro si trasformano in concreta possibilità di riconoscere l’Altro.

E’ necessario, dunque, che la parola, i suoni e le immagini, espongono il loro carattere di generatività, di apertura alla trasformazione, all’interno della quale la generosità, la solidarietà sistemica e l’atto volontaristico, diventano espressioni della massima generatività di modelli e comportamenti: di una nuova coscienza. Nasce e si struttura una trans-armonia in grado di percepire nuove e suggestive melodie e realtà di evoluzione. “Si tratta dello svelamento di sé insieme all’Altro”. Dimensioni della Coscienza quale conoscenza di sé in simbiosi con l’Altro, all’interno di un ecosistema di metafore e simboli correlano intrecci tra molteplici identità che in noi comunque dimorano.