Falconeri: quando lo stare in casa non è mai stato così glam


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MILANO - Pochi sanno che la nascita della tuta avvenne in piena epoca futurista, furono infatti due fratelli: l’artista Thayat insieme al fratello Ram che inventarono nel 1919 la ‘Tu-Ta’, che deve il suo nome proprio alla sua forma stilizzata che riprende quella di una T e che vuole rendere tutti uguali, in francese Tout-de-même.

Il loro intento era quello di soverchiare i codici di comportamento borghese tra cui l’abbigliamento e creare un capo che andasse oltre le barriere sociali, diventò infatti la divisa della classe operaia del ‘900 fino a quando negli anni ’50 venne trasformata dai brand sportivi in completo per fare ginnastica.

E’ negli anni ’70 che esula dal mero look da palestra e diventa un capo cult e di riferimento per essere scelto come divisa da rapper e star del cinema.
La tuta oggi è sdoganata da ogni tipo di contesto, è anzi un capo che può diventare simbolo di eleganza e stile senza tempo. E’ il caso di Falconeri che da sempre l’ha eletta a proposta per il tempo libero e per i momenti di disimpegno o per le attività quotidiane che consentano un look casual e disteso. 

E ancora di più in questo periodo in cui siamo costretti a stare a casa che diventa il migliore alleato nel lock-down e consente di mantenere il massimo del comfort senza rinunciare allo stile. L’ultima tendenza è il modello verde prato realizzato in un filato pregiato di seta e cotone, la lavorazione a nido d’ape lo rende ancor più materico e se il fit della felpa con cappuccio è over, quello del pantalone rimane regular con polsino al fondo per essere ancora più pratico.

Un look destinato ad accompagnarci in questo esilio forzato tra una video-call, il giardinaggio in terrazzo o una ricetta da sperimentare in cucina.

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