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La Iura, leggende pugliesi


MARIO CONTINO – Il folklore pugliese è pieno di spettri, folletti, streghe e spiriti di ogni sorta, tanto da fare invidia al ben più noto folklore giapponese, che annovera tra le sue storie un numero impressionante di spiriti e demoni di varia natura.

Oggi vi scriverò della Iura, un essere che, al pari del dispettoso folletto (lauro o Monacidd’), sarebbe causa di pericolosi disturbi gravanti direttamente sulla salute della povera vittima di turno, e per tale motivo considerato un’entità negativa.

La Iura viene descritta in molti modi in relazione alla zona d’origine della leggenda, ma per sommi capi possiamo definire il suo aspetto come quello di un essere dalle sembianze femminili ma peloso, tozzo e dai movimenti lenti e quasi goffi, capace di assumere le sembianze di un gatto o di una scimmia pelosa.

Proprio come il folletto precedentemente citato, questo essere si divertirebbe a stanziare sul petto delle ragazze dormienti, privandole del respiro e quasi soffocandole nel sonno.

Sempre lui sarebbe causa di lividi improvvisi ed inspiegabili, oltre che di nodi e trecce nei capelli che sarebbero impossibili da sciogliere.

Altre descrizioni vorrebbero la Iura come una sagoma scura dalle sembianze femminili ed i lunghissimi capelli, sempre intenta a soffocare la sua vittima durante il sonno.

Questo essere, al pari della “Mal’ Ombra” e del “Lauro”, è facilmente accostabile all’incubo descritto nella tradizione folkloristica dell’antica Roma, ossia un demone del sonno che nottetempo si adopererebbe a disturbare gli esseri umani.

La Puglia ed i suoi misteri non smettono mai di stupire, di insegnarci che una storia narrata di fronte ad un camino, in una fredda notte invernale, forse vale più di mille prove scientifiche a sostegno della stessa.

Là dove la fantasia ed il mistero creano armonia e serenità famigliare, ben venga il folklore e le sue mille creature, in grado di risvegliare quei sentimenti propri di ogni essere umano, ma ormai assopiti per via di una società troppo incentrata sulla ricerca di una verità scientifica che forse illumina le menti, ma uccide i sogni e le emozioni.