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Giornate FAI d’Autunno, alla riscoperta del Kursaal Santalucia di Bari

ROMA - I pensieri che nascono visitando un luogo sconosciuto, imparando qualcosa di nuovo, osservando per la prima volta un soggetto ignoto o scoprendone un dettaglio nascosto, le domande che suscitano in noi e che aprono nuovi orizzonti: questa è la curiosità, che muove il FAI – Fondo Ambiente Italiano fin dalla sua nascita e che il FAI ha appreso dalla sua fondatrice Giulia Maria Crespi, scomparsa lo scorso luglio. La curiosità per Giulia Maria Crespi è il filtro “che ci permette di capire come fare bene al mondo”: è lo stimolo che ci spinge a conoscere e agire. Con questo inesauribile slancio il FAI dal 1975 fa bene all’Italia, attraverso la cura e la gestione dei suoi 66 Beni e attraverso manifestazioni di piazza come le Giornate FAI che, in 36 edizioni, hanno giovato a 13 milioni di italiani portandoli a scoprire o riscoprire il bello che li circonda. Il FAI ha bisogno del contributo di tutti: serve mutuo supporto, serve solidarietà e la partecipazione di tutti per uscire dalla crisi, per aiutare il Paese anche a partire dal suo patrimonio.

Per questo oggi lancia la grande campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia” e invita tutti a iscriversi e a partecipare alle Giornate FAI d’Autunno, dedicate a Giulia Maria Crespi. Quest’anno la più importante manifestazione culturale di piazza raddoppia: i fine settimana che i giovani del FAI e le delegazioni dedicano al patrimonio culturale italiano diventano eccezionalmente due, sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre, con 1.000 aperture straordinarie in 400 città da nord a sud della Penisola. Il FAI ha bisogno del supporto degli Italiani per continuare a far bene all’Italia, e per fare sempre di più e meglio.

La salute del Paese è messa a dura prova dalla pandemia, ma la salute non è solo fisica. Star bene significa anche vivere in un ambiente sano, pulito e curato e coltivare curiosità e passioni che la cultura accende, riconnettersi attraverso i luoghi a quel patrimonio di storia e cultura, ambiente e paesaggio che è una tradizione di civiltà italiana. La Fondazione, dalla sua nascita, si nutre di curiosità per dialogare e interrogare ogni giorno i propri monumenti d’arte e natura perché raccontino capitoli di sé ancora ignoti, inimmaginabili e infiniti. Grazie al continuo aiuto di chi ci sostiene gli studi, le scoperte, gli interventi virtuosi non si fermano mai e continuano senza sosta, rivelando nuove storie e impegnando sempre di più la Fondazione per offrire una crescente ricchezza collettiva che è per sempre dell’Italia e degli italiani: è la ricetta del FAI per far bene al Paese.

Le storie che raccontano i Beni del FAI sono infinite e si snodano lungo un arco di tempo di 3.500 anni, tanti sono quelli che ci separano dall’insediamento dell’età del Bronzo scoperto all’Abbazia di Santa Maria di Cerrate (LE) poco tempo fa, curiosando tra gli ulivi. Gli scavi hanno rivelato l’esistenza di una serie di allineamenti di fosse circolari, che contenevano una imponente palizzata, probabilmente una recinzione a protezione dell’abitato. 3.500 anni di storie raccontate e ancora da raccontare come quella ambientata nella Torre del Monastero di Torba, Gornate Olona (VA) dove una campagna archeologica ha permesso di scoprire al suo interno, oltre a tracce di incendi e depositi alluvionali, la sepoltura di un cavallo risalente alla metà del VI secolo, sulla soglia di ingresso: una sepoltura rituale di cavallo e cavaliere, a simboleggiare l’alto rango del guerriero longobardo che all’epoca presidiava il castrum, oppure un rituale propiziatorio, attraverso cui la comunità longobarda di Castelseprio-Torba ha rinunciato a qualcosa di prezioso - come un costoso cavallo - in cambio della protezione divina per mura, torre e città. Risalgono invece al Seicento le incredibili scoperte del Castello di Masino, Caravino (TO) dove sotto le pareti scialbate nell’Ottocento dell’imponente Salone dei Savoia sono stati scoperti affreschi, ora in via di restauro, datati 1680, straordinariamente scenografici aventi per oggetto il Teathrum Sabaudiae: cioè il Piemontese della fine del XVII secolo.

Oppure le trincee della Grande Guerra scavate a Fontanasecca, Quero Vas (BL) saranno oggetto del racconto di uno degli scontri più cruenti del primo conflitto mondiale. E per arrivare ai giorni nostri, quest’anno, per celebrare il ventennale dell’inaugurazione di Villa Panza, Varese donata al FAI dal collezionista Giuseppe Panza di Biumo, il FAI ha riproposto al pubblico la collezione permanente nel suo allestimento originale e integrale, così come concepito dal collezionista stesso e tramandato con minuzia di dettagli al FAI; è tornata nella Scuderia grande della villa, ad esempio, l’opera Desire (1981) dell’artista afro-americano Martin Puyear, che, prestata ai più grandi musei del mondo, dal 2012 aveva lasciato posto alle mostre temporanee di grandi artisti internazionali, ultima delle quali quella dedicata a Sean Scully, che ha arricchito il patrimonio di opere site-specific caratteristiche di Villa Panza con una serie di piccole vetrate policrome nella serra.

“Ricordiamoci di salvare l’Italia” significa aiutare il FAI a far bene all’Italia anche attraverso progetti di sostenibilità nei Beni – molti già conclusi, molti altri in cantiere – i quali verranno raccontati per la prima volta durante le Giornate FAI d’Autunno 2020, oltre ai tradizionali approfondimenti storici e artistici. Così, chi si recherà, ad esempio, al Castello di Masino potrà scoprire l’antico sistema di raccolta dell’acqua piovana e l’intervento svolto per ridurre l’utilizzo di acqua potabile: il collegamento tra una delle cisterne sotto la Terrazza dei limoni e un moderno sistema di irrigazione, che permette di innaffiare il Giardino dei cipressi. Anche a Villa Necchi Campiglio, Milano, i visitatori potranno apprendere come sia possibile risparmiare acqua potabile attraverso l’utilizzo dell’acqua di prima falda, mentre a Villa Panza il pubblico potrà ascoltare la storia del monumentale Vascone settecentesco, che raccoglie l’acqua piovana e alimenta le fontane del parco. Tra gli interventi per limitare le emissioni di CO2, si potranno scoprire i dettagli tecnici del padiglione del tennis a Villa Necchi oppure della pompa di calore di Villa Fogazzaro Roi, Oria di Valsolda (CO), alimentata dall’acqua del lago di Lugano. Tutelando gli habitat nei quali i Beni si trovano, il FAI garantisce una casa a molte specie animali che necessitano di protezione: così al Monastero di Torba sarà illustrato il ripristino della rondonara in occasione dei lavori di restauro della copertura della torre, funzionale a ospitare i rondoni, la cui sopravvivenza è a rischio, mentre a Podere Case Lovara, Punta Mesco (SP) si racconterà del tritone alpestre, che abita l’alveo del rio Gatta, del quale il FAI ha recuperato una porzione. Ancora, nei numerosi Beni coinvolti nel progetto “Api e farfalle” saranno mostrate arnie e piante Bee and Butterfly Friendly, ricche di nettare e polline.

Il FAI e i suoi Beni sono generosissimi di storie, delle quali molte ancora da scoprire o da intraprendere. Di altrettanta generosità ora ha bisogno la Fondazione, che ancor più nel 2020 chiede un aiuto concreto per poter proseguire la sua attività, duramente compromessa dagli oltre due mesi e mezzo di chiusura e dalle successive restrizioni messe in atto per fronteggiare l’emergenza sanitaria: dopo l’importante attivo registrato nel bilancio del 2019, le stime sulle perdite a fine 2020, infatti, si prospettano molto significative; l’interruzione di tutte le attività durante il lockdown, dalla chiusura dei Beni all’annullamento delle Giornate FAI di Primavera hanno generato ingenti riduzioni dei proventi. Il 90 per cento dei cantieri previsti nel 2020, da avviare o da concludere, sono stati sospesi, mentre i costi per i restauri indispensabili e le manutenzioni dei Beni arrivano a 6 milioni di euro, ai quali si aggiungono gli oneri per la sicurezza del personale e dei visitatori. Nonostante la stagione trascorsa, il FAI non si è arreso: segnali positivi non sono mancati – i dati dei rinnovi online sono superiori a quelli del 2019 e il numero dei visitatori nei Beni dell’agosto 2020, pur contingentati e con prenotazione obbligatoria, sono superiori a quelli 2019 – e il “desiderio di Italia” degli italiani nei lunghi mesi di lockdown non si è mai sopito, tanto che, come dimostrano i dati di affluenza dei mesi estivi, non appena i Beni della Fondazione hanno riaperto il 22 maggio, le persone hanno ripreso a viverli e a visitarli. Sulla scorta di tale passione, entusiasmo e coraggio, l’appello ora è di aderire a “Ricordiamoci di salvare l’Italia” con l’iscrizione online - 39 euro la quota ordinaria valida per 12 mesi - e partecipando sabato 17 e domenica 18, sabato 24 e domenica 25 ottobre in 400 città italiane alle Giornate FAI d’Autunno, che riserveranno accessi dedicati agli iscritti e a chi si iscriverà online e in occasione della manifestazione (i visitatori potranno sostenere il FAI con una donazione libera del valore minimo di 3 €. Prenotazione online consigliata su www.giornatefai.it. I posti sono limitati. Nei due fine settimana apriranno luoghi diversi: consultare il sito per controllare il programma. Per ulteriori informazioni, vedi scheda allegata). Anche quest’anno promotori e protagonisti dell’evento saranno i Gruppi FAI Giovani, tanto desiderati da Giulia Maria Crespi - alla quale è dedicata l’edizione 2020 - ed eredi ideali dell’inimitabile passione e dell’instancabile operosità per la tutela dell’ambiente e paesaggio che in vita hanno mosso la Fondatrice. Mille aperture straordinarie in programma in due weekend, mille storie che verranno raccontate con la “curiosità” che caratterizza il FAI, mille occasioni gioiose per ritrovarsi tutti insieme – nel pieno rispetto delle norme di sicurezza – e godere del benessere che regala la scoperta del nostro infinito patrimonio di arte e natura. Tra i luoghi suggeriti:

* Roma: il Complesso conventuale di San Pietro in Montorio, sede della Reale Accademia di Spagna, al cui interno è custodito il tempietto realizzato dal Bramante all’inizio del Cinquecento; * Milano: i laboratori di restauro di Open Care, all’interno dei Frigoriferi Milanesi, specializzati nella conservazione di dipinti, arredi lignei, sculture, tappeti, arazzi e oggetti preziosi, dove si vedranno giovani restauratori all’opera. * Firenze: la Centrale termica della stazione di Santa Maria Novella, progettata tra il 1932 e il 1934 da Angiolo Mazzoni per il Ministero delle Comunicazioni e funzionale al riscaldamento dello scalo ferroviario; * Napoli: il secentesco Complesso monumentale di San Nicola di Tolentino, recuperato e trasformato in una struttura ricettiva gestita dai giovani dei Quartieri Spagnoli nell’ambito del progetto Napolixenia. * Bari: il Kursaal Santalucia, edificio liberty tra i più belli della città e teatro molto amato sin dall’inaugurazione nel 1927, ora oggetto di un restauro che ne consentirà di nuovo la fruizione. * Bologna: Palazzo Davìa Bargellini, significativo esempio di architettura barocca in città. Iscriversi al FAI e prendere parte alle Giornate d’Autunno sono un modo per partecipare alla missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione e sostenerla concretamente. Solo insieme possiamo rimettere in moto l’Italia con la sua arte, il suo paesaggio, la sua cultura! Si può contribuire alla campagna “Ricordiamoci di salvare l’Italia” anche in tre altri modi: * inviando dal 6 al 25 ottobre un SMS solidale al numero 45582 del valore di 2 euro da ogni cellulare personale WINDTRE, TIM, Vodafone, Iliad, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali; * effettuando una chiamata allo stesso numero per donare 5 o 10 euro con una telefonata da rete fissa TIM, Vodafone, WINDTRE, Fastweb e Tiscali; oppure 5 euro con TWT, Convergenze e PosteMobile

* partecipando alle iniziative delle aziende partner della campagna sul territorio nazionale. La campagna “Ricordiamoci di salvare l’Italia” è resa possibile anche grazie alle preziose collaborazioni strette con importanti aziende che sosterranno il progetto in qualità di partner, coinvolgendo la propria rete locale e proponendo ai clienti differenti iniziative di raccolta fondi su tutto il territorio nazionale.

Si potrà infatti aiutare il FAI donando in tutti gli ipermercati Iper La grande i, in tutti i supermercati Unes, nei punti vendita il Viaggiator Goloso®, visitando i quattro centri commerciali Porta di Roma, Le Gru, Campania, Nave de Vero appartenenti al Gruppo Klépierre, scegliendo l’olio extra vergine d’oliva Zucchi, oltre allo zafferano selezionato a cura di Citrus-l’orto italiano. Un ringraziamento speciale anche a Ferrarelle e FinecoBank, già Partner e Main Sponsor delle Giornate FAI d’Autunno, che sostengono la Fondazione durante tutto il mese di ottobre.

L’edizione 2020 delle Giornate FAI d’Autunno è realizzato grazie al fondamentale contributo di importanti aziende illuminate. Ferrarelle, acqua ufficiale del FAI e Partner degli eventi istituzionali, presente con il suo Parco Sorgenti di Riardo nella lista dei luoghi visitabili e impegnata insieme alla Fondazione in importanti attività di sensibilizzazione sul corretto riciclo del materiale plastico. FinecoBank, realtà leader nel trading online e nel Private Banking, è il prestigioso Main Sponsor dell’evento perché da sempre sostiene il valore del patrimonio, Rekeep, principale gruppo italiano attivo nel facility management e amico del FAI dal 2018, che conferma il suo sostegno all’evento in qualità di Sponsor.

Grazie anche a Edison, da sempre vicina al FAI per la salvaguardia dei luoghi e delle realtà di interesse culturale, turistico e sociale presenti nel nostro Paese, Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, costituita da Leonardo nel 2018, che nasce per favorire il dialogo con la società civile, promuovere la cultura industriale e d’impresa, diffondere conoscenza e valorizzare il proprio patrimonio culturale e museale, e System Professional, brand di prodotti professionali haircare, per il primo anno accanto alla Fondazione con cui condivide la missione di prendersi cura della bellezza.

Le Giornate FAI d'Autunno si svolgono con il Patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane. Si ringrazia per la collaborazione la Commissione europea in Italia, da alcuni anni partner delle Giornate FAI attraverso l’Ufficio di Rappresentanza a Milano, con la quale verranno proposte aperture speciali. Si ringraziano, inoltre, Regione Campania, Regione Lazio, Regione Lombardia, Regione Toscana e Provincia Autonoma di Trento per il contributo concesso.

Anche per questa edizione Rai conferma l’impegno del Servizio Pubblico radiotelevisivo alla cura e tutela del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico italiano; i programmi e le testate Rai raccontano tutto l’anno le meraviglie del nostro Paese e sensibilizzano il pubblico anche attraverso campagne sociali. Rai è quindi Main Media Partner del FAI e supporta in particolare le Giornate FAI d’Autunno 2020 anche attraverso la collaborazione di Rai per il Sociale.

Grazie a Province, Comuni, Soprintendenze, Università, Enti Religiosi, Istituzioni Pubbliche e Private, ai privati cittadini e a tutte le aziende che hanno voluto appoggiare la Fondazione.

Grazie di cuore alle 128 Delegazioni, ai 101 Gruppi FAI e ai 4 Gruppi FAI ponte tra culture che hanno collaborato in modo virtuoso con i 96 Gruppi FAI Giovani, tanto desiderati dalla Fondatrice Giulia Maria Crespi e storicamente protagonisti delle Giornate FAI d’Autunno, per la realizzazione dell’evento. Nel 2020 la manifestazione vuole essere la festa di tutto il mondo FAI, vitale e attivo più che mai. Ad affiancare volontari giovani e non, ci saranno anche quest’anno gli Apprendisti Ciceroni, studenti della scuola di ogni ordine e grado che hanno scelto, autonomamente o con i loro docenti, di mettersi in gioco in prima persona per raccontare da protagonisti, anche solo per un giorno, le meraviglie del loro territorio.

Un ringraziamento particolare per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione alla Protezione Civile, da 13 anni vicina al FAI con i suoi volontari, che a ottobre promuove la campagna di comunicazione “Io non rischio” per diffondere la cultura della prevenzione dei rischi naturali e antropici presenti nel nostro Paese, e all’Arma dei Carabinieri per il loro contributo alla sicurezza dell’evento. Un sentito ringraziamento anche ai volontari della Croce Rossa Italiana che per la prima volta affiancano il FAI, garantendo un prezioso supporto in questo particolare periodo di emergenza sanitaria. Grazie alla Croce Rossa Italiana anche per aver concesso l’apertura del Parco di Villa Ceriana a Castagneto Po (TO) e del Treno ospedale “Centoporte” a Massa.

Ringraziamo in modo speciale i proprietari delle centinaia di luoghi aperti in aggiunta ai nostri Beni e le amministrazioni comunali che hanno accolto questa iniziativa, comprendendone l'importanza e l’alto significato sociale. Un grazie infine ai molti testimoni, ai conduttori televisivi e radiofonici, ai giornalisti e a tutte le persone che sosterranno la campagna.

Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano dichiara “Il 17 e 18 ottobre, grazie alle aperture straordinarie inserite nelle Giornate FAI d'Autunno, sarà possibile per la prima volta accedere al cantiere del Teatro Kursaal Santalucia a Bari il cui restauro procede speditamente dopo l'interruzione dei lavori dovuta all’emergenza Covid. Sarà un'emozione rientrare nella Sala Giuseppina, di fatto già completata e restituita alla sua bellezza originaria e al valore straordinario dei suoi affreschi e dei suoi stucchi. Con quest'altra importante operazione culturale, che questo week-end i cittadini potranno cominciare ad apprezzare con i propri occhi, non solo andremo a completare "il miglio dei Teatri" barese (con Petruzzelli, Margherita e Piccinni già restaurati e attivi), ma soprattutto stiamo simbolicamente restituendo nuova vita a teatri e cinema ponendo così le basi per un "nuovo Rinascimento" pugliese nel mondo post-Covid che ci attende.” “In occasione delle Giornate FAI d'Autunno, e grazie all'impegno dei volontari del Fondo Ambiente Italiano - commenta il sindaco di Bari Antonio Decaro - il prossimo weekend di ottobre la nostra città aprirà le porte del

Kursaal Santalucia a quanti vorranno scoprire gli spazi e le decorazioni di questo autentico gioiello del liberty che, al termine del cantiere in atto, si aggiungerà al novero dei contenitori culturali riqualificati e restituiti alla fruizione dei cittadini. Il weekend successivo sarà dedicato invece alle edicole votive di Bari vecchia, che costituiscono una sorta di museo a cielo aperto e testimoniano la secolare devozione popolare della nostra gente. Nonostante le difficoltà di questo tempo, e con tutte le precauzioni del caso, lavorare per promuovere la conoscenza dello straordinario patrimonio culturale custodito nelle nostre città resta un obiettivo imprescindibile per la crescita e la coesione delle nostre comunità. Per questo ringrazio la delegazione barese del FAI, consapevole del valore di un impegno che ha attraversato quarantacinque anni della nostra storia per diffondere consapevolezza e, con essa, un nuovo senso di cura delle bellezze - artistiche e paesaggistiche - di cui il nostro Paese è straordinariamente ricco”.

Per ulteriori informazioni sulla campagna di raccolta fondi “Ricordiamoci di salvare l’Italia” e sulle Giornate FAI d’Autunno: www.fondoambiente.it; www.giornatefai.it