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La Grande barriera corallina nel cambiamento climatico


BENNY MANOCCHIA
– Sono riuscito ad ottenere una intervista con Bruno Oberle, direttore generale della IUCN, ossia l’Unione Internazionale Conservazione della Natura, su un soggetto che interessa gran parte del mondo. Parlo del cambiamento climatico che distrugge siti e vite umane. Stavolta del cambiamento che ha preso di mira l’eccezionale Great Reef Barrier, la grande barriera corallina, nel Queensland dell’Australia.

Dr.Oberle, quanti anni ha la barriera?
"Circa 500 milioni. Con il sistema moderno circa 8 mila anni".

Che cosa sta distruggendo la grande barriera corallina?
"Il cambiamento climatico e’ mortale per i coralli per i pesci, per l’economia australiana, che guadagna con il turismo 56 miliardi di dollari, in parte divisi con gli aborigeni, che sono i proprietari della barriera. Dicevo: il “climate” cambia la barriera su livelli critici. Le acque degli oceani piu’calde, l’acidificazione, le temperature che salgono continuamente e i coralli espurgano alghe dai loro tessuti causando lo sbiancamento completo. Poi c’e’ l’uomo che non rispetta questo eccezionale sito. Barche e migliaia di turisti che nuotano con boccaglio e prendono coralli e distruggono i piu interessanti pesci delle 1500 specie, parte del World Heritage".

Dr.Oberle, che cosa si puo’ fare per salvare la Grande barriera corallina?
"Francamente non molto. Si puo’ piantare un corallo con il programma del Coral Nurture. Si puo’ adottare uncorallo con la Reef Restoration. E si puo’ pregare che la temperatura delle acque non continui a crescere…”.

bennymanocchia3@gmail.com