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Un’altra perla di Grazia Galante 'La vadda de Stignane 2'


VITTORIO POLITO –
Grazia Galante colpisce ancora con il secondo volume de “La vadde de Stignane e altri canti popolati di San Marco in Lamis” (Andrea Pacilli Editore).

La Valle detta comunemente di Stignano, nasce dalle falde del Monte Gargano, nella quale insistono molte chiesette, tra cui un convento di padri minori osservanti di San Francesco.

L’autrice con questo volume, che è accompagnato da un CD, completa la propria ricerca sui canti popolari di San Marco in Lamis con l’inserimento di una serie di canti popolari di San Marco in Lamis.

Un’accurata e meticolosa ricerca che fa emergere un patrimonio a rischio di estinzione che va portato a conoscenza delle giovani generazioni.

Il volume riporta 200 canti divisi per canti da ballo, comici, satirici, calendariali, dell’emigrazione, del lavoro, politici, di soldati e canzoni alla rovescia in cui sono confluiti quelli non inseribili nelle dette sezioni o i canti d’amore recuperati dopo la precedente pubblicazione. Sono, inoltre, stati inseriti le voci dei banditori, i “gridi” dei venditori ambulanti, i lamenti funebri e gli antichi strumenti musicali fatti a mano in loco.

Il testo di Grazia Galante è arricchito e impreziosito con disegni realizzati dal prof. Giuseppe Ciavarella che ha saputo riprodurre con maestria non solo gli strumenti musicali prodotti a San Marco in Lamis, ma anche scorci della cittadina garganica, alcuni dei quali presenti solo nella memoria degli abitanti in età avanzata.

Saverio Russo, presidente del Conservatorio “U. Giordano” di Foggia, che firma la presentazione scrive: “La comunità di San Marco in Lamis deve molto all’attività di ricercatrice competente e appassionata di Grazia Galante, che ha contribuito, con anni di ricerca, a salvare dall’oblio un ricco patrimonio di cultura popolare, nei differenti aspetti con cui questo concetto si può declinare”.

Inutile dire che il dialetto è parte importante di questo testo dal momento che poesie, canti, spartiti sono riportati nella lingua sammarchese.

Mi piace riportare dal testo di Galante l’incipit del canto “Quant’è bella la Puglia nostra”.

“Dallu Gargane fine allu Salénte

de stu còre l’anima  fa cantà;

ce sènte che nnu cante jè ttante bbèlle

che stu còre l’anima fa brillà;

la Puglia cu stu cante

ogni còre  fa susperà,

na voce chiara chiara

che nnisciune te fa cchiù scurdà.”

……………..

(Dal Gargano fino al Salento / di questo cuore l’anima fa cantare; / si sente un canto tanto bello / che di questo cuore l’anima fa brillare. / La Puglia con questo canto / ogni cuore fa sospirare, / una voce chiara chiara / che non si fa più scordare).