Marco Liuzzi e l'amore per il jazz: ''Earthrise'' è il disco d'esordio


Lo scorso 19 febbraio è stato pubblicato  “Earthrise” (Verterecords/Believe Digital), il disco d'esordio di Marco Liuzzi, pianista Jazz contemporaneo siciliano e brindisino d’adozione. Il titolo e l’artwork dell’album riportano alla memoria la famosa fotografia della NASA del 1968 scattata dalla Luna al sorgere della Terra. È in questo contesto che nasce un disco ricolmo di simbolismo ed interrogativi metafisici.

Pubblicato da Verterecords, “Earthrise” trasforma in musica ricordi, istantanee di viaggi, sensazioni dell’intero mondo artistico di Marco Liuzzi. Le nove tracce sono organizzate in tre gruppi: tre brani omaggiano Debussy con contaminazioni di standard jazz, tre citano, in modo inusuale, brani di Herbie Hancock, GoGo Penguin e E.S.T., mentre le ultime tre composizioni esplorano le sonorità di Satie.

''I membri dell’equipaggio della missione Apollo 8, dopo aver completato l’orbita attorno alla Luna, videro la Terra sorgere alle loro spalle: un’immagine spettacolare con la Luna in primo piano ed una biglia blu che spuntava dietro, piccola e fragile.

Earthrise  - racconta il musicista al Giornale di Puglia - vuol dire proprio “sorgere della terra”: questa è l’immagine che dà il nome al mio album, al cui interno ci sono due fili conduttori. Da un lato c’è proprio lo spazio, il vuoto. Infatti, la bellezza, a volte, si mostra nelle pause, nell’assenza, nel lasciar risuonare le note nell’aria, senza aggiungere altre note e interromperla. Dall’altro lato, invece, c’è il mio amore per alcuni autori di musica Jazz e di musica classica, che sono stati compagni di ascolto e hanno donato sia a me che al mondo della splendida musica. Questo album nasce da un semplice desiderio: quello di un artigiano che vuole creare e donare qualcosa. 

(La copertina del nuovo album 'Earthrise' di Marco Liuzzi)

La realizzazione di diversi brani era già nei desideri da molto tempo. Credo che ogni artista venga formato grazie alle proprie esperienze, ascolti e inclinazioni, che nel tempo si sedimentano. Questi contribuiscono a creare il proprio ideale di bellezza: alcuni degli autori che cito nell’album (come gli E.S.T. e GoGo Penguin nell’ambito Jazz o Erik Satie e Claude Debussy nell’ambito della musica classica) costituiscono lo spazio musicale in cui percepisco il mio ideale di bellezza musicale, almeno in questo momento. C’è molta bellezza anche altrove, ma era proprio questo contesto che volevo rendere nell’album. 

Per la realizzazione di Earthrise devo sinceramente ringraziare Roberto Cati e Cosimo Romano, che mi hanno meravigliosamente supportato, rispettivamente con la batteria ed il basso. Oltre che una grande stima nei loro confronti, ho anche un incolmabile debito di gratitudine per il loro contributo assolutamente essenziale''.

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