Rendiconto di Gestione 2020, D’Adamo: “Il Comune di Bari chiude i conti del 2020 in un quadro estremamente positivo nonostante la pandemia”

BARI - Si è svolta questa mattina, nel corso di una diretta sulla pagina facebook del Comune di Bari, la conferenza cittadina sul Rendiconto di Gestione 2020. A presentare i principali aspetti del documento l’assessore all’Economia e Bilancio Alessandro D’Adamo e il direttore della ripartizione Ragioneria generale Giuseppe Ninni.

“Nonostante le difficoltà causate dalla pandemia - ha sottolineato Alessandro D’Adamo -, il Comune di Bari chiude i conti del 2020 in un quadro estremamente positivo contraddistinto, tra le altre cose, dall’aumento del fondo di cassa finale, dal miglioramento del risultato di amministrazione, da cospicui investimenti sul territorio, dall’abbattimento dello stock di debito, dal recupero delle somme frutto della lotta all’evasione nonché dal rispetto dell’indicatore annuale di tempestività dei pagamenti e dalla riduzione del debito complessivo da transazioni commerciali. Le singole voci del Rendiconto di Gestione ci consentono di affrontare con forza e determinazione la programmazione e la gestione del Bilancio di Previsione 2021/2023, attraverso il quale, a fronte del perdurare dell’emergenza sanitaria, metteremo in campo ogni possibile intervento per garantire maggiori benefici ai cittadini, in un momento di oggettiva difficoltà del tessuto economico e produttivo che richiede più che mai di valorizzare la funzione sociale del Comune.

Ringrazio la direzione della Ragioneria per l’impegno straordinario con cui ha affrontato le criticità legate a questo periodo e tutto il personale dell’assessorato che ha consentito di portare avanti un lavoro molto complesso, in alcuni casi con modalità del tutto nuove”.

La gestione finanziaria 2020 è stata caratterizzata dai gravi effetti della pandemia in corso in termini di minori entrate e maggiori spese, fronteggiati sia con una oculata programmazione e politica tariffaria decisa per il 2020 con il bilancio preventivo, sia attraverso la partecipazione dello Stato con specifiche misure di sostegno nei confronti di cittadini, imprese ed enti locali.

Complessivamente la perdita di gettito di entrate 2020 rispetto al 2019 è stata di circa 20 milioni di euro, mentre le maggiori spese Covid, al netto dei risparmi derivanti dal lungo periodo di inattività di alcuni servizi, si sono mantenute in termini assorbibili. In ogni caso, la misura delle maggiori/minori spese Covid sarà determinata entro la fine del mese di maggio quando ciascuna amministrazione beneficiaria di contribuzioni statali sarà tenuta ad inviare al ministero dell’Economia apposita certificazione degli effetti finanziari conseguenti alla pandemia.

Lo Stato, con i numerosi provvedimenti di finanza pubblica susseguitisi nel corso del 2020, ha erogato al Comune di Bari seguenti contributi: - 22 milioni di euro per il Fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali; - 1 milione di euro per il ristoro relativo alle esenzioni IMU - settore turismo e spettacolo; - 600mila euro per il ristoro relativo alle esenzioni Tosap - attività commerciali; - 4 milioni di euro per la solidarietà alimentare; - 1 milione di euro destinati ai Centri estivi, al contrasto alla povertà educativa e a buoni viaggio.

Il concorso dello Stato e la politica tributaria decisa dal Comune di Bari hanno assicurato il giusto supporto alla collettività amministrata consentendo di mantenere un virtuoso equilibrio tra prelievi di entrate e servizi erogati.

In estrema sintesi la gestione finanziaria 2020 presenta le seguenti risultanze finali.

La disponibilità di cassa complessiva a disposizione dell’amministrazione al termine dell’esercizio si attesta nella misura di oltre 234 milioni di euro, con un incremento del 7% circa rispetto al 2019 (219 milioni), del 18% circa rispetto al 2018 (199 milioni), del 32% circa rispetto al 2017 (177 milioni), del 45% circa rispetto al 2016 (161 milioni). Costituisce, inoltre, una componente essenziale del risultato di amministrazione al 31 dicembre e indica il livello di liquidità a disposizione del Comune di Bari, che nel quinquennio 2015/2020 è aumentata di oltre 70 milioni di euro.

Il risultato di amministrazione complessivo 2020, prima della sua scomposizione nella parte accantonata/vincolata/destinata, risulta pari a 426 milioni di euro e registra un incremento (+10%) rispetto al risultato del 2019, tanto da consentire l’integrale recupero della rata annuale di disavanzo da riaccertamento straordinario accertato con l’avvio dell’armonizzazione contabile, il prudente incremento delle dotazioni destinate alla copertura dei rischi futuri nonché l’avvio o la prosecuzione di numerosi lavori pubblici e servizi finanziati con entrate a destinazione vincolata senza necessità di ricorrere a nuovo indebitamento.

L’aumento del saldo finale di cassa e il miglioramento del risultato di amministrazione complessivo sono ulteriormente avvalorati da un altro indicatore fondamentale della sostenibilità finanziaria di un ente, ovvero la consistenza finale dei residui attivi, in particolare di quelli correnti derivanti da entrate tributarie. Infatti la consistenza complessiva dei residui attivi finali 2020 mostra un andamento equilibrato nonostante i prevedibili effettivi negativi derivanti dall’emergenza da Covid-19 che ha caratterizzato l’esercizio chiuso.

Per quanto riguarda la lotta all’evasione, sono stati accertati crediti per un importo pari a circa 13 milioni di euro, comprensivi di sanzioni e interessi, parte dei quali già incassati nel corso nel corso dello stesso esercizio.

Per i residui attivi relativi a crediti di natura tributaria (Titolo I), la consistenza finale registra un incremento rispetto al 2019: si passa, infatti, da residui attivi finali del 2019 pari a 142 milioni di euro a residui attivi finali pari a 165 milioni nel 2020. La maggior parte è ascritta ai crediti TARI per il quali, sempre a causa dell’emergenza sanitaria, la scadenza delle ultime due rate di pagamento del tributo è stata fissata rispettivamente a febbraio ed aprile 2021 (a differenza del 2019 per il quale le scadenze di pagamento furono stabilite tutte entro il medesimo esercizio).

Per i residui attivi relativi a crediti di natura extratributaria (Titolo III: proventi da servizi, da canoni, da sanzioni al codice della strada, ecc.), la consistenza finale registra un fisiologico incremento rispetto al 2019, assestandosi al termine dell’esercizio in misura pari a 119 milioni di euro circa.

Con riferimento alle spese d’investimento (opere pubbliche), al termine dell’esercizio finanziario 2020 gli impegni registrati al Titolo II - spese in conto capitale - ammontano a 42 milioni di euro che, sommati a quelli relativi ad investimenti già avviati entro il 2020 ma reimputati in base al cronoprogramma di spesa agli esercizi successivi pari a 59 milioni di euro, forniscono la misura complessiva dei cantieri aperti a tutto il 31 dicembre 2020 in tutta la città, che quota circa 101 milioni di euro.

Nonostante la costante crescita del valore degli investimenti, continua a ridursi il debito di finanziamento dell’ente. La scelta di evitare il ricorso all’assunzione di nuovi prestiti a titolo oneroso partita con la programmazione 2016/2017, proseguita con quella 2017/2019, 2018/2020, 2019/2021 e confermata con quella 2020/2022, consente di assestare lo stock di debito al 31 dicembre 2020 a 78 milioni di euro (-2,5% rispetto al 2019), con una correlata minore incidenza sui bilanci in termini di quote annuali di rimborso capitale e interessi passivi, tra le più basse in Italia. Rispetto alle 12 città italiane con maggiore densità demografica, il Comune di Bari continua a detenere un valore da indebitamento tra i più bassi in assoluto, mostrando la massima inclinazione al rigoroso rispetto del principio di equità intergenerazionale.

Anche al termine del 2020 il Comune di Bari ha concorso con successo alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, previsti dall’art. 1, comma 821, della legge 30 dicembre 2018, n.145 (Legge di Bilancio 2019). Infatti, come rilevato dal prospetto di verifica degli equilibri allegato al Rendiconto di gestione 2020, per ciascuno dei tre saldi presenti “Avanzo di competenza”, “Equilibrio di Bilancio” ed “Equilibrio complessivo” si è conseguito un risultato positivo.

Per quel che attiene, poi, ai Parametri obiettivi ai fini dell’accertamento della condizione di ente strutturalmente deficitario, la tabella da allegare al Rendiconto di Gestione 2020 evidenzia il rispetto di tutti i parametri fissati con il Decreto del Ministero dell’Interno del 28/12/2018, che di seguito si elencano:

- P1 Indicatore 1.1 (Incidenza spese rigide - ripiano disavanzo, personale e debito - su entrate correnti) - P2 Indicatore 2.8 (Incidenza degli incassi delle entrate proprie sulle previsioni definitive di parte corrente) - P3 Indicatore 3.2 (Anticipazioni chiuse solo contabilmente) - P4 Indicatore 10.3 (Sostenibilità debiti finanziari) - P5 Indicatore 12.4 (Sostenibilità disavanzo effettivamente a carico dell'esercizio) - P6 Indicatore 13.1 (Debiti fuori bilancio riconosciuti e finanziati) - P7 [Indicatore 13.2 (Debiti fuori bilancio in corso di riconoscimento) + Indicatore 13.3 (Debiti fuori bilancio riconosciuti e in corso di finanziamento)] - P8 Indicatore concernente l’effettiva capacità di riscossione.

Sul fronte dei pagamenti, si evidenzia che durante l’esercizio finanziario 2020 risultano emessi ordinativi di pagamento per complessivi 394 milioni di euro, 301 milioni circa dei quali per spese correnti (di funzionamento) e 44 milioni circa per spese in conto capitale (investimenti/opere pubbliche). Per quelli afferenti le transazioni commerciali, rispetto al termine dei 30 giorni, previsto dal D. Lgs 231/2002, l’indicatore di tempestività dei pagamenti ITP (esplicativo dei giorni effettivi intercorrenti tra la data di scadenza della fattura o richiesta equivalente e la data di effettivo pagamento al fornitore), registra per l’anno 2020 un valore medio di -16 (quindi positivo). Dal rispetto dei termini di pagamento è dipesa anche la correlata riduzione della consistenza del debito per transazioni commerciali, il che ha consentito al Comune di Bari di evitare la costituzione del c.d. “Fondo garanzia debiti commerciali” e di beneficiare della norma introdotta con la Legge di Bilancio 2020, che prevede per gli enti virtuosi la facoltà di calcolare anche per il 2021 il fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) da iscrivere nell’annualità 2021 del Bilancio 2021/2023, in misura pari al 90%, rispetto a quella ordinariamente prevista (100%). In effetti, con lo schema di Bilancio 2021/2023 il Comune di Bari ha potuto programmare per l’anno 2021 una maggiore capacità di spesa di oltre 3 milioni di euro (FCDE al 100% 33.287.508,13 di euro - FCDE al 90% 29.958.757,31 di euro) a beneficio dei servizi erogati alla collettività.

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