Il culto dei morti in Puglia e il suo folklore


"Ogn'anno,il due novembre,c'é l'usanza

per i defunti andare al Cimitero.

Ognuno ll'adda fà chesta crianza;

ognuno adda tené chistu penziero"

MARIO CONTINO - Inizia con questi versi una delle poesie più celebri del Principe Antonio de Curtis, in arte Totò, incentrata sul tema della morte e dell'aldilà, in grado di far riflettere sull'egocentrismo umano e sul profondo senso di giustizia che la morte è in grado di dare, "livellando" tutto e tutti, ponendo tutti sullo stesso piano.

In Puglia il momento della morte fisica dell'individuo è molto sentito, com'è ovvio che sia, ma allo stesso tempo questa triste fase della vita umana ha generato usi e costumi, in bilico tra sacro e profano, che ancora oggi rimangono vivi nel cuore dei pugliesi.

Alla morte di un proprio caro, immediatamente l'intera famiglia si stringe attorno al nucleo familiare principale che ha subito la perdita, la salma viene preparata per il suo ultimo viaggio e viene allestita la camera ardente.

Proprio nei minuti immediatamente precedenti alla morte dell'individuo ha inizio una fase di preparazione psicologica alla perdita, che avverrà da li a poco, e le superstizioni iniziano a riaffiorare nella mente di tutti veicolandone le gesta.

Gli specchi vengono immediatamente coperti con lenzuola bianche per evitare che l'anima del defunto possa restarvi imprigionata, finendo così per "vivere" l'eternità all'interno di una dimensione parallela che è il riflesso di quella reale.

Le porte e le finestre vengono socchiuse, non chiuse, ciò perchè le anime dei defunti devono poter entrare in casa e prelevare l'anima del morente, assistendola nel momento del trapasso.

Alcune leggende citano di agonie molto lunghe e porte e finestre oggetto di colpi e scricchiolii, e di come il tutto si sia immediatamente risolto all'apertura di una di esse, permettendo al sofferente una morte meno dolorosa e più rapida.

Qualche anno fa, ma anche al giorno d'oggi se pur in maniera meno diffusa, era in vigore l'usanza per la quale a seguito del funerale gli oggetti personali come gli abiti o gli attrezzi di lavoro venivano bruciati.
In questo modo si impediva all'anima di restare agganciata ad uno di quegli oggetti e quindi di rimanere nel mondo dei vivi sotto forma di "fantasma" incapace di trovare la pace.

Questo particolare costume è spesso mostrato all'interno della celebre serie televisiva Supernatural (serie televisiva statunitense di genere paranormale e drammatico creata da Eric Kripke e prodotta dal 2005 al 2020), nella quale i protagonisti riescono ad annientare spiriti malvagi proprio bruciando gli oggetti ai quali sarebbero rimasti legati.

Un'altro gesto che spesso è possibile vedere durante un funerale, a patto che si sia un familiare del defunto, è quello del posizionamento di scarpe o vestiti all'interno della bara, destinati non ad un utilizzo post mortem del defunto ma inviati, come per mezzo di un corriere, ad un'altro defunto morto in precedenza e che magari avrebbe richiesto in sogno scarpe, abiti, vino o altro ancora.

La Puglia è uno scrigno ricco di segreti e misteri, nel quale il follore è senza dubbio uno dei gioielli più prezioso.

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