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Arte e scienza nei proverbi e…


VITTORIO POLITO – L’arte è l’attività umana basata su particolari e complesse regole e di esperienze conoscitive e tecniche necessarie per svolgere una specifica attività. Le principali arti sono riconosciute nella pittura, la scultura, l’architettura, la letteratura, la musica, la danza, il teatro, il cinema, ma ve ne sono molte altre. A loro volta l’arte si divide in popolare, poetica, figurativa, raffinata, sacra, pittorica, orafa, classica, bizantina, ecc. L’arte si esprime in generale come attività da esercitare con capacità, abilità, perizia e destrezza. È necessario che ciascuno eserciti il lavoro (arte), che conosce, senza invadere campi che non conosce.

Secondo Albert Lev Tolstoj (1828-1910), scrittore e filosofo russo, «L’arte è la suprema manifestazione della potenza dell’uomo; è concessa a rari eletti, e innalza l’eletto a un’altezza dove l’uomo è preso da vertigine ed è difficile conservare la sanità della mente. Nell’arte, come in ogni lotta, ci sono eroi che si dedicano interamente alla loro missione, e che periscono senza raggiungere la meta», inoltre «l’arte è un’attività umana il cui fine è la trasmissione ad altri dei più eletti e migliori sentimenti a cui gli uomini abbiano saputo assurgere».

La scienza è l’insieme delle discipline fondate essenzialmente sull’osservazione, l’esperienza, il calcolo, o che hanno per oggetto la natura e gli esseri viventi, e che si avvalgono di linguaggi formalizzati. In particolare, la scienza moderna rappresenta l’insieme delle conoscenze quale si è configurato nella sua struttura gerarchica, nei suoi aspetti istituzionali e organizzativi, a partire dalla rivoluzione scientifica del 17° secolo. Fu concepita inizialmente come concezione del sapere alternativa alle conoscenze e alle dottrine tradizionali, in quanto sintesi di esperienza e ragione, acquisizione di conoscenze verificabili e da discutere pubblicamente (e quindi libera da ogni principio di autorità). Successivamente il ruolo della scienza si è andato via via rafforzando dal punto di vista sia sociale che istituzionale, sia metodologico e culturale, e la scienza è diventata così uno degli aspetti che meglio caratterizzano, anche per le innumerevoli applicazioni tecniche, il mondo contemporaneo e i valori culturali che esso esprime (Dalla Enciclopedia Treccani).

Ed ora i proverbi.

“Fai l’arte che tu sai e, se non arricchisci, camperai”. Se eserciti l’arte che conosci, forse non avrai ricchezze, ma vivrai decorosamente. Invito a non lasciarsi allettare da facili guadagni abbandonando il proprio mestiere.

“L’arte nasconde l’arte”. La vera arte non fa vedere l’artificio. Il vero artista presenta la sua opera senza far apparire lo sforzo, l’espediente, l’accorgimento e l’opera appare eseguita con naturalezza.

“Ogni arte ha i suoi segreti”. Non tutti possono sapere come si fa una cosa. Ogni arte implica delle conoscenze non note a tutti. Nella ceramica e nella lavorazione del ferro, ad esempio, certi segreti si tramandavano di padre in figlio, o da maestro ad apprendista.

“Chi non sa l’arte chiuda la bottega”. Chi non sa fare il proprio mestiere è inutile che faccia finta di conoscerlo. Il proverbio è riferito soprattutto a chi fa grandi chiacchiere su un argomento che non conosce.

“Tre cose fan ben guadagnare: il sapere, la corte e il mare”. Per guadagnare molto bisogna essere o molto sapienti, o fare i cortigiani o essere commercianti marittimi.

“La radice della scienza è amara, ma dolci i frutti”. L’inizio e la strada del sapere sono faticosi e duri, ma quello che ne deriva è bello e gradevole. Il proverbio si collega a massime antiche fatte risalire a Cicerone o Catone. Insomma la cultura è il frutto dolce di una radice amara.

Curiosità. La scienza è arte e potenza. Ed ogni medico si fa artista quando riesce ad entrare in risonanza con i misteri sottili della vita, del corpo e dell’animo umano attraverso la sua innata capacità di suscitare emozioni, di svelare la più profonda comunione tra microcosmo e macrocosmo, tra infinitamente piccolo e infinitamente grande. L’opera artistica e l’opera scientifica sono le stesse e questo ad asserirlo fu il grande Albert Einstein che alla fine della sua vita, disse di dover le sue formidabili scoperte ad un intuito che non derivava dalla raccolta di dati, ma dal fatto che il cervello, lavorava, creava. Creava dal punto di vista intuitivo ed è proprio da questo che scaturiscono sia le visioni artistiche che le conquiste scientifiche. Queste visioni, questi collegamenti fulminei non sono altro che intime emanazioni di quella mirabile e complessa unità che, di volta in volta, veniamo scoprendo tra cervello-corpo-sensi-mondo, unità che si trasforma in multidisciplinarietà tra le varie arti del vivere, come ricorda Matteo Gelardi, citologo nasale e professore di otorinolaringoiatra dell’Università di Foggia, ideatore dell’evento ART & SCIENCE, un’esperienza live affascinate che di anno in anno fa dialogare, oltre alle cellule, anche professionalità e artisti in campi d’azione diversi: medici, astrofisici, scienziati, critici d’arte, musicisti, stilisti senza confini e limiti.


Il prof. Gelardi, trascorrendo molto tempo al microscopio, osservò delle immagini citologiche che gli facevano pensare a delle opere d’arte e, pian piano, scattandole le metteva da parte con il fine di utilizzarle per una mostra. “La citologia nasale è morfologia e cromatismo. Da qui il passo è breve perché tutto si trasformi in arte. Il microscopio è l’artefice di tutto ciò, trasformando l’invisibile in visibile, regalandoci immagini di infinita bellezza”. In occasione del suo 50° Master di formazione in Citologia Nasale, Gelardi decise di stampare queste immagini su tele materiche molto grandi, cosicché ogni corsista potesse avere a disposizione il microscopio davanti e dietro di sé un quadro. Da lì nacque l’idea di creare un vero e proprio evento dal nome “Art & Science” che dal piccolo, in breve tempo, esplose in grande, approdando da alcuni anni nel celebre Teatro Petruzzelli di Bari con la partecipazione di eminenti personalità tra scienziati, medici, musicisti e critici d’arte, nonché di un pubblico di oltre 1200 persone.

Ma le “cellule” sono andate oltre ogni confine. Il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Foggia ha accolto la proposta del prof. Gelardi di “elevare” il format “Art & Science” a materia di insegnamento universitario. Infatti, dal prossimo anno accademico (2021-22), “Art & Science” sarà una nuova disciplina inserita nell’offerta formativa del Dipartimento di Lettere dell’Università di Foggia. Per la sua poliedricità sarà un esame ‘a scelta’ da 6 Crediti formativi (CFU) per gli studenti di tutti i Dipartimenti.

La disciplina di nuova istituzione, inserita nell’offerta formativa, si propone di coniugare i linguaggi dell’arte e della scienza quali momenti salienti della creatività umana e di promuovere la divulgazione scientifica attraverso le sette arti: Architettura, Musica, Pittura, Scultura, Poesia, Danza e Cinema.

L’insegnamento di “Art & Science” si articolerà su due direttrici. La prima, eminentemente teorica, strutturata sulla base di lezioni frontali che prevedono la fusione dell’aspetto umanistico con quello scientifico, la seconda, più pratica, con Workshop e laboratori performativi che saranno tenuti da esperti del mondo scientifico e dell’arte. Quindi, l’Architettura dialogherà con la Biologia molecolare, la Musica troverà i collegamenti con la Matematica, la Pittura incontrerà la Citologia nasale e la Scultura il Chirurgo estetico. Inoltre, la Poesia interagirà con l’Astrofisica, la Danza con l’Equilibrio ed infine il Cinema interpreterà la Scienza.

Un primo “assaggio” di tale contaminazione si avrà il 24 settembre 2021 presso l’Università di Foggia, dove in contemporanea europea celebrerà la quarta edizione della “Notte Europea dei Ricercatori”, il grande evento promosso dalla Commissione Europea nell'ambito del Programma Quadro per la Ricerca e l'Innovazione (Horizon 2020) denominato “European Researchers’ Night Apulia 3”. Tale manifestazione ha l’obiettivo di avvicinare la cittadinanza al mondo della scienza e di far comprendere il ruolo di volano che il mondo accademico e, in particolare, la ricerca scientifica hanno per la crescita culturale, sociale ed economica della società.

In questi vent’anni le cellule nasali sono diventate protagoniste, più delle sue “sorelle” appartenenti ad altre parti dell’organismo, non solo grazie ai numerosi contributi scientifici pubblicati su prestigiose riviste internazionali ma, in particolar modo, per essere state il “trait d’union” tra la Scienza e l’Arte.