La speranza tra Covid, variazioni sul tema, conflitti, violenze, diritti e doveri…

(pedro_wroclaw /pixabay)
SANTA FIZZAROTTI SELVAGGI
- Tra piogge, schiarite, speranze giunge il signor Autunno: il tempo del melograno e del fior di nespolo, il tempo del silenzio per la rinascita al primo sole dell’inverno, il tempo dell’attesa, dell’Avvento e cioè l’accadere dell’imprevedibile che non segue la linea predeterminata del futuro ma che può cambiare il corso della storia.

Troppo lungo il maggese da me identificato nel 2020 al tempo della prima radicale la prima chiusura di ogni esercizio, scuole e chiese comprese, ovvero la formazione delle giovani generazioni e la preghiera al Creatore ponendo sospetti su ogni cosa. Il maggese ha un suo preciso periodo e ragioni d’essere per rigenerare la madre terra. Si parte e si riparte, sono stati i verbi che sono stati utilizzati per dire in qualche modo che si sarebbero riaperti gli orizzonti. Sono poi arrivati i vaccini con la “vexata quaestio” dei nonvax, dei sospettosi, dei dubbiosi, dei cinici. 

Certo non tocca a me valutare la portata economica di tutto ciò. È intuibile, in ogni modo senza vaccini l’homo sapiens si pone a rischio di diventare “homo insapiens” e dunque di estinguersi. Violenze su violenze, incultura, manipolazioni genetiche, deliri di onnipotenza, sfruttamento senza ritegno di risorse altrui e della Madre Terra. Questo non è il “postumano“ che si tenta di teorizzare riempiendo se stessi di parole talora vuote, questo è lo scivolamento verso l’emergere del cervello rettiliano, dell’antico predatore in noi. Così ho letto nel numero 155 del settimanale de La Stampa in collaborazione con Origami: “dopo alcune migliaia di anni di un’esistenza non sempre gloriosa, Homo Sapiens è arrivato a un bivio e questo 2019 appena cominciato può rappresentare molte cose, non solo simbolicamente. 

Quest’uomo e cioè tutti noi deve decidere se restare quel sapiens-insapiens che ha condotto il pianeta sull’orlo del collasso ambientale o diventare quel sapiens-sapiens che ha portato la sua scienza e la sua tecnica ad un livello tale che ne fanno un potenziale novello creatore. A patto che sappia governare quell’intelligenza artificiale che già ora è in grado di evolvere da sola. Dopo aver colonizzato il pianeta, Homo Sapiens rischia seriamente di essere colonizzato”. Sembra un testo profetico: siamo stati infatti colonizzati da un Virus, naturale o no, questo non è dato a me di sapere. Ma siamo colonizzati dal pensiero non solo unico, ma binario: sottili convincimenti tramite media riescono a far si che si diventi dei “Signorsì“. 

Presenza, assenza a scuola, distanziamenti sociali, mascherine ancora d’obbligo, restrizioni, controlli e quant’altro. Spero che non ci vogliano dieci anni per risentire il vento sul volto non più mascherato. Spero che la maschera che copre il nudo di un vero volto svanisca nel nulla. Si ha fame d’aria e di libertà, fame di chiarezza e lealtà, di vero amore e non di erotizzazioni continue sempre e dovunque fino a sfiorare la pornografia per non far pensare, per perpetrare violenze sull’Altro, maschio o femmina che sia. Forse non si riflette abbastanza che passando all’atto non si pensa più, la parola perde il suo centrale ruolo nella esistenza umana. Gv 1,1-18 In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.” ll Verbo, il Logos che afferma il Tutto del Signore, cioè l'Amore. In greco Logos deriva dalla radice legein, che significa “tenere assieme, legare” E dunque il Logos è relazione, Dio è relazione. Dio, Uno e Trino: Cristo è il Logos da sempre esistito. Cristo è l’Amore incarnato.

Il Sapiens non sa più dove sta andando, privo di ogni autentica e libera sollecitazione conoscitiva e culturale: adora se stesso e il dio Quattrino. Lo stato pandemico ha facilitato questa “adorazione “ per il denaro quale valore assoluto: nessuna demonizzazione da parte mia ovviamente, senza denaro non si può vivere su questo pianeta, così come è stato impostato il discorso economico e di scambio, ma ciò che spaventa è l’aumentata avidità da parte di una certa fascia sociale a detrimento di altre fasce di persone meno fortunate che hanno perso il lavoro e che non possono arrivare a fine mese, non possono curarsi. Si assiste a un mercimonio spietato. Si nota una ritornata voglia e bramosia di consumismo appena restituita una parte di libertà: una sorta di sentimento da ultimo giorno; fare e ottenere tutto e di più per l’angoscia di essere nuovamente privati di tutti quegli agi che la società dei consumi aveva appositamente elargito per meglio consumare e di conseguenza non pensare più…

Certamente le nostre abitudini sono state stravolte, la nostra libertà personale è stata limitata con una riorganizzazione della vita e delle interazioni divenute virtuali. L’incertezza ha dominato e domina sovrana, compresa la diffidenza verso i vaccini che ad onor del vero hanno salvato sempre l’umanità. Vaccinarsi è un dovere civico per la salute di tutti pur nelle comprensibili perplessità per tante cose e accadimenti. Una sfiducia indotta dalle false notizie, forse una guerra economica: nulla è chiaro al riguardo se non lo stato di allarme che ha invaso gran parte della popolazione mondiale.

Le fragilità economiche e le fragilità psichiche sono oggi pregnanti più che se ci fosse stata una guerra con un nemico visibile e ben definito. Siamo in parte sotto stress post traumatico al punto che il resto del mondo sembra non appartenerci. Mi riferisco al dramma di tante situazioni come quella delle donne di Kabul e di altre donne sacrificate e psicologicamente e fisicamente. L’incertezza di ogni cosa, l’interruzione della continuità, una sorta di limbo, la deprivazione di tante cose, il cosiddetto “ ritiro emotivo “, l’angoscia e le disforie. Altro punctum dolens è stato il rapporto Medico-Paziente che in tempo di pandemia ha risentito non poco. 

Alcuni medici hanno perso la vita quando nulla era chiaro circa le modalità di espressione e aggressività di tale Virus. Altri non hanno forse in pienezza di sensi tenuto fede al Giuramento di Ippocrate. E in tutta questa congerie di situazioni: dalle affermazioni di Barbara Palombelli a dir la verità infelici perché certo avrà espresso malamente il tutto e forse non ci si è interrogati abbastanza su una questione di fondo: trattasi di assassini, sia che tratta si feminicidi che di omicidi e infanticidi. E ovviamente ci si riferisce a tutte le soppressioni: fisiche, morali, psichiche. Il biblico V comandamento non fa sconti . E’ chiarissimo. Recita in modo inequivocabile: NON UCCIDERE. E questo divieto vale per tutti: uomini e donne, qualsiasi cosa facciano, in qualsiasi ambiente operino e di qualsiasi uccisione trattasi.

Invero in attesa di tempi nuovi, di solidarietà vera, di autentico amore ci rimane solo la Speranza (Elpis) che non fuggì dal vaso di Pandora. A noi rimangono Fede Speranza e Carità mentre rivolgiamo lo sguardo al Cielo per invocare il Creatore che più a lungo possibile ci faccia godere delle stelle e che le Tenebre siano dissipate dalla Luce.

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