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Postille di aggiornamento al Vocabolario del dialetto di Mola di Bari


VITTORIO POLITO -
È così vero che i dialetti non stanno scomparendo, tanto che ora si pubblicano anche postille con aggiunte e integrazioni, a vocabolari già in uso da tempo. Mi riferisco a “Postille al vocabolario etimologico illustrato molese” di Antonio Palumbo (WIP Edizioni), pubblicazione promossa dall’U.T.E. – Università Terza Età di Mola di Bari, presieduta dalla prof. Giovanna-Fonte Maria Fralonardo.

Si tratta di una integrazione al Dizionario pubblicato nel 2001 dallo stesso autore, in collaborazione con Antonio Abatangelo, a cui si aggiungono nuovi termini, proverbi e modi di dire, nuovi disegni esplicativi, ecc., per tutti coloro che sono già in possesso del Vocabolario di Palumbo.

Il testo dimostra come il dialetto sia pura espressione di identità popolare. Un bene prezioso, scrive il sindaco Giuseppe Colonna, che, col tempo, ha saputo conquistare la sua dignità linguistica.

Il dialetto rappresenta l’immagine sonora della memoria storica, il quale mantiene vive le radici e tutti hanno il dovere di salvaguardarlo e tramandarlo alle future generazioni.

Il testo si avvale della prefazione della prof.ssa Maria Carosella, associata di Linguistica Italiana dell’Università di Bari, che si augura che questo lavoro possa trovare quel completamento, annunciato dall’autore, che permetterà al “Nuovo Vocabolario Etimologico Illustrato del Dialetto Molese”, di divenire un importante e ponderoso tassello della ricerca lessicale relativa alla Puglia centro-settentrionale.

La presidente dell’UTE di Mola di Bari, sottolinea nella presentazione, che “La lingua, come ben sappiamo è un organismo vivo che conserva in sé la storia di un paese, l’alternarsi dei popoli, che sono in essi vissuti, ognuno dei quali lascia tracce ben visibili. Nella lingua molese abbiamo, infatti, tracce di grecismi, latinismi, francesismi che testimoniano come la nostra terra sia stata abitata e dominata da varie popolazioni, in varie età”.