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27-28 novembre nella Basilica San Nicola concomitante ricorrenza di due giubilei


LIVALCA -
Sabato 27 e domenica 28 novembre la Basilica Pontificia di San Nicola rende omaggio a San Domenico - (Domingo de Guzmàn) di Caleurega, centro situato nella Vecchia Castiglia, in cui nacque nel 1170 e che volò in Cielo a Bologna il 6 agosto 1221, che viene ritenuto il fondatore dei frati predicatori che da lui hanno assunto il nome di ‘domenicani’- in occasione de l’8° Centenario della sua morte (Dies Natalis, espressione con cui nella religione romana viene indicato il giorno di inizio di una importante ricorrenza) ed in concomitanza con il 70° Anniversario (1951-2021) dell’Affidamento da parte della Santa Sede della Basilica di San Nicola all’Ordine dei Predicatori.

In breve San Domenico dopo gli studi universitari praticati a Palencia, entrò fra i canonici della cattedrale di Osma. Nei primi anni del 1200 recatosi a Languedoc entrò direttamente in contatto con l’eresia degli albigesi. Intuì che alcuni punti di vista degli eretici potevano essere ‘contrastati’ portando all’interno della chiesa i veri valori della povertà e della vita religiosa, per cui si diede ad una costante, precisa ed intensa predicazione antiereticale. Nel 1206 intraprese, con l’approvazione papale, una vera crociata contro gli albigesi e nel loro territorio fu in grado di fondare un centro missionario ed una innovativa congregazione femminile.

Nel 2016 papa Onorio III approvò l’Ordine dei domenicani e San Domenico optò per la regola di San Agostino perfezionandola secondo il suo modo di vivere: povertà evangelica e totale impegno nello studio. L’anno successivo eccolo a Roma per continuare la sua opera e organizzare l’Ordine nell’Italia Settentrionale.

Fu papa Gregorio IX a canonizzarlo nel 1234 e trentatre anni dopo il suo corpo fu traslato nella celebre arca di Nicolò Pisano (artista di chiara origine pugliese, infatti si definisce “Pisanus” e “ de Apulia”, che deve la sua formazione al contatto con la cultura figurativa federiciana di scuola meridionale) all’interno del convento bolognese oggi conosciuta come Basilica di San Domenico.

Per coloro che vogliono approfondire l’argomento San Domenico, consiglio due libri ‘fatti in casa’: «Mendicanti della Verità» (Levante 2016) nello specifico il capitolo intitolato “San Domenico e il suo carisma: storia e attualità” curato da Giovanni Distante o.p. e il volume di fr. Tommaso Violante «Il sogno. Domenico di Guzmàn si racconta» (Editrice Domenicana Italiana 2007).

Il Priore-Rettore Distante, con l’aiuto di tutti i confratelli, ha organizzato nei minimi particolari un evento che coinvolge anche la città di Bari, il cui sindaco ingegnere Antonio Decaro consegnerà al Maestro dell’Ordine fr. Gerard Timoner III un attestato di benemerenza. Chiaramente il tutto avverrà alla presenza, anche, del Priore Provinciale della provincia di San Tommaso d’Aquino in Italia: fr. Francesco Ricci. Ricci ha un curriculum di tutto rispetto: nasce a Cerignola nel 1959 e nei primi anni ’80 entra nell’Ordine dei Frati Predicatori; con studi perfezionati a Napoli e Roma viene assegnato come primo incarico a Potenza. Possiede la Licenza in Mariologia e il dottorato in Teologia presso la Pontificia Università San Tommaso all’Urbe. Svolge anche il ministero di Postulatore di alcune cause dei Santi e attualmente segue il percorso della Causa di Beatificazione del Venerabile Don Antonio Palladino: il parroco della chiesa di San Domenico in Cerignola, morto a 44 anni dopo aver messo su una istituzione parascolastica, chiamata ‘Don Bosco’, con lo scopo di accogliere i ragazzi nelle ore libere dalla scuola.

Fr. Gerard Francisco TIMONER III OP, classe 1968, nato a Daet nelle Filippine, sette anni fa è stato inserito da Papa Francesco nella Commissione Teologica Internazionale del Vaticano, il cui compito consiste nell’esaminare i quesiti dottrinali, tale Commissione fu istituita da Papa Paolo VI con l’obiettivo di analizzare tutto ciò che fosse in relazione alla Dottrina della Fede. Timoner è stato eletto 88° Maestro dell’Ordine dei Predicatori, primo frate asiatico ad essere investito di questa carica, o se volete l’87° successore di San Domenico nel Capitolo Generale, elezione avvenuta nel 2019 in Vietnam.

Sarà presente all’evento Mons. Giuseppe Satriano - da un anno arcivescovo Metropolita di Bari- Bitonto e Delegato Pontificio della Basilica di San Nicola - il pastore brindisino, figlio di un medico anestesista, è riuscito, con tenacia e semplicità in breve tempo, a toccare il cuore e la ‘sensibilità’ di tutti i fedeli del nostro circondario. Chi scrive ha potuto verificare di persona, per questioni affettivo famigliari, quanta scia luminosa abbia lasciato questo sacerdote nelle coscienze dei cittadini di Ostuni, in particolar modo fra i frequentanti prima delle medie e poi del liceo classico e scientifico. Per la comunità barese, per Bari Istituzione, per San Nicola e tutti i frati e collaboratori della Basilica un ‘magnifico’ novembre che, come viene illustrato chiaramente nell’invito, è il modo migliore per celebrare la concomitante ricorrenza dei due giubilei.

Ora il mio piccolo personale ‘volo pindarico’: giovedì sera 25 novembre ero in coda in Fiera per ricevere la terza dose di vaccino e ho ricevuto l’invito su wathsapp dal Priore Amico Giovanni. La mia attenzione è stata carpita dalla data della morte di San Domenico 6 agosto 1221: Livalca è nato il 6 agosto. Nell’attesa estenuante di essere chiamato, pur nella gentilezza assoluta del personale medico, paramedico e di sostegno, ho segnato il mio anno di nascita e poi quello della dipartita di San Domenico. Fatta una veloce sottrazione è uscito il numero 728. Il mio numero di chiamata in lista d’attesa era 728. Certo coincidenza, ma non basta. Sapevo che per lavori sulla linea della rete da giovedì alle 16,00 fino a lunedì 29 alle 10,00 non potevo andare sul computer per impossibilità a collegarmi.

Ora che sto scrivendo queste note sono le 20,25 di venerdì 26 novembre e un Amico piovuto dal cielo è riuscito, con l’abilità che tutti gli riconosciamo in campo tecnologico, a far giungere al direttore del Giornale di Puglia Vito Ferri questi sintetici appunti. Lui farà il resto. Posso solo aggiungere: se questa non è fede ditemi voi cosa è.

Una delle pochissime frasi di San Domenico a noi giunte recita: « Studiare su delle pelli morte quando gli uomini muoiono di fame», in sostanza in un inverno rigido e di profonda carestia vendette i suoi libri perché studiare su…