Turismo in Puglia, Fisascat Cisl: da gennaio ad agosto arrivi a livelli pre-pandemia


BARI - I dati sui flussi turistici registrati dall’Osservatorio del Turismo della Regione Puglia da gennaio ad agosto 2021 evidenziano che, malgrado la pandemia, la nostra regione ha registrato numeri molto alti di arrivi di turisti italiani e stranieri. In totale infatti sono stati 2.168.916, distribuiti soprattutto in Salento (30%) e sul Gargano (27%). 

Gli aeroporti pugliesi di Bari e Brindisi già fino a luglio 2021 segnavano +45% degli arrivi (1.327.000) rispetto allo stesso periodo del 2020. Ancora più interessante è che la Puglia si riconferma per il terzo anno di fila prima tra le regioni italiane per flussi turistici. Gli arrivi registrati sono stati il 25,70% nel 2021 (dati parziali), il 29,34% nel 2020 ed il 24,78% nel 2019. L’agenzia regionale Puglia Promozione ha inoltre preso parte a due importanti meeting del settore: fino al 1 dicembre ha partecipato con successo all’IBTM World di Barcellona, fiera che riunisce gli operatori del turismo congressuale (MICE), proponendosi ai buyers di 72 Paesi con il suo bel clima, due aeroporti internazionali e paesaggi suggestivi; e fino al 9 dicembre a Cannes, all’ILTM, International Luxury Travel Market, dedicato ai viaggi di lusso, una nicchia davvero importante con ricadute positive su un ampio indotto.

Se dunque nel biennio 2020-2021 la Puglia ha visto la prevalenza del turismo di prossimità, si conferma comunque una meta importante per i settori leisure, luxury, business, turismo religioso. Come osserva il segretario generale Fisascat Cisl Puglia, Antonio Arcadio, “nella nostra regione ci sono le basi, più che solide, per trasformare il turismo in un settore economico ed occupazionale di alto livello. Le dimissioni dell’assessore regionale Massimo Bray lasciano quindi scoperto un comparto cruciale per l’economia e l’occupazione pugliese. 

La Fisascat Puglia chiede pertanto – sollecita Arcadio – che il presidente Emiliano provveda al più presto a nominare un nuovo assessore al Turismo per dare risposte agli oltre 80mila lavoratori che operano nel settore e indotto: servono politiche attive, una giusta progettazione del comparto che, considerata l’altissima potenzialità di destagionalizzazione, non può più accontentarsi di lavoratori stagionali con contratti di lavoro di due-tre mesi. Occorrono incentivi per i lavoratori, bonus agli imprenditori per assunzioni a lungo termine. Tutta la Giunta Regionale si confronti col Sindacato – conclude – la questione è di fondamentale importanza, considerato che il turismo è tra i settori beneficiari dei fondi derivanti dal PNRR: un’occasione a cui non ci si può trovare impreparati”.

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