Eleonora Magnifico: ''Crystal Diva è nato dopo la morte di Milva e Battiato. Viola Valentino? Non ci sentiamo più, il suo compagno ci ha divise''

(Crystal Diva, la copertina del nuovo disco di Eleonora Magnifico)

BARI - Un inno alle donne e alla lotta per i diritti. Questo racchiude Crystal Diva, il nuovo album di Eleonora Magnifico, cantautrice e icona della comunità lgbt pugliese, nato durante la pandemia. Un progetto dal sapore internazionale, che viaggia dal pop all'elettronica. ''Il mio è un invito ad usare le proprie ali per spiccare il volo verso la libertà e l'indipendenza del proprio essere - ci racconta - al di là di convenzioni e di costrizioni sociali''. 

Come definiresti Crystal Diva? 

Non voglio definirlo vintage, è un disco moderno, forse anche troppo rispetto a tutto quello che c’è oggi. Richiama le sonorità degli anni 70-90, ma è molto moderno, è avanti, è proiettato verso il futuro. Quando io stavo facendo questo disco, sono venuti a mancare Milva e Franco Battiato, due pilastri per me, Milva come voce. È nato in quel periodo. 

Un disco che ti fa venire voglia di ballare. 

S', è un disco vivace perché nasce dalla voglia di uscire dall'incubo della pandemia in cui eravamo fermi. Questo disco era pensato come l’esigenza di danzare, che è un atto rivoluzionario. Questa rivoluzione che partiva dalla danza, dalla musica, è il ritmo che connota il disco, che però in alcuni casi entra in contraddittorio con il mio mondo e i miei testi. Il testo per me in questo caso doveva essere più che altro evocativo, anche se poi rileggendolo qualcosa di più profondo, di impegnato c’è. 

Si parla anche di donne e di ribellione.

Esatto, con canzoni anche dedicate all’aborto. Se c’è gente che minaccia questa libertà, perché la donna non è ancora libera: c’è sempre una lotta, dover dimostrare di valere. E il mio disco l’ho legato anche a quelle battaglie, alle donne libere, ribelli. Io mi ci metto in mezzo, non come donna, perché è un universo che mi appartiene, ma non mi piace dire ‘sono donna’. Sono invece una donna particolare, omosessuale, che vive entrambe le posizioni, perché il peso è doppio: dimostrare che puoi fare delle cose, per di più con un percorso particolare legato all’essere omosessuale. Devi dimostrare che non hai come unico sbocco il marciapiede, la strada. 

Il mondo transessuale non viene riconosciuto dalla società? 

Esatto, per loro noi non esistiamo. Anche il mondo Lgbt da poco si è avvicinato al nostro mondo. Basti pensare che le prime battaglie, le prime rivoluzioni le abbiamo fatte noi. C’è ancora da lottare per poter affermare la propria identità. Molti mi dicono ‘ma sai non c’è bisogno di dire chi sei’. Per me invece bisogna dirlo anche per rispetto per quello che faccio: anche sul palco so bene chi sono, chi rappresento. Bisogna far passare quella che sono, perché io dico sempre che il mio corpo è la mia bandiera, sono la bandiera di me stessa.

E' difficile essere un'artista trans? 

E' faticoso, ma già quindici anni fa, partendo dal mio percorso trans, mi sono esposta. All’epoca giocava a mio sfavore, perché se non hai un Costanzo che ti chiamava in televisione, eri tagliata fuori, eri vista come un fenomeno.  Anche i produttori mi dicevano: “Devi cantare per quelli come te, per la tua comunità”; cosa che il mio pubblico ha sempre smentito, perché è diventato con il tempo sempre più trasversale. Ai miei spettacoli viene la persona della comunità, ma anche la mamma con i figli. 

Sei arrivata all'attenzione del pubblico per la hit 'Sono venuta'. Da lì cos'è successo? 

Da ‘Sono venuta’ in poi c’è stata un’evoluzione, eppure tutti mi legano a quel pezzo, che ancora me lo richiedono. Qualcuno mi dice ‘forse dovesti staccarti da quel pezzo’, ma fa parte del mio background. Ci ho fatto pace, perché per un periodo mi aveva legato a un personaggio, a un trash d’autore. Ho però pensato che non mi potessero identificare solo con quella cosa. Poi però quando mi intervistavano andavano a smentire quel pensiero. 

Cosa ti scriveva la gente? 

Molte persone mi hanno scritto su quel pezzo così giocoso, ironico, dicendo che con quei pezzi avevano superato momenti difficile della loro vita. E questo mi ha gratificato molto, perché non pensavo che potesse arrivare così. Quindi mi sono detto che aveva un perché e perciò ci ho fatto pace. 

Come si è evoluto il tuo percorso nella musica? 

Adesso posso fare quello che voglio. Questo disco l’ho voluto, anche il disco con Viola Valentino, che però andava oltre, anche con Devota. C’è sempre la teatralità che ha contraddistinto sempre quello che facevo. L’ispirazione era Milva, ma anche Patty Pravo. Non potrei mai ispirarmi alle voci delle cantanti moderne, perché dietro Milva, dietro le cantanti icone c’era tantissimo, non avevano bisogno di altri escamotage come andare a ‘Ballando con le stelle’. La protagoniste erano le voci, oggi invece non c’è più creatività.

Sei rimasta in contatto con Viola Valentino? 

Con la Valentino è stato un incontro bello. Ho assistito un anno a un concerto e mi hanno chiamato attraverso il suo discografico. Ho detto che avevo un pezzo per Viola e ho chiesto se fosse disponibile. Alla fine l’abbiamo fatto ed è stato un momento molto carino, soprattutto con la promozione. L’anno scorso ci vedemmo velocemente, poi mi ha chiamata.

Cos'è successo? 

Ci eravamo lasciati in un modo non molto felice per colpa del suo attuale compagno. Noi abbiamo interrotto il nostro rapporto nel 2014, dopo Taccagni, ma nonostante le difficoltà poste dal produttore l’abbiamo superato. Un giorno vado a Milano e mi dice ‘Devo presentarti il mio compagno. All’inizio non l’avevo neanche riconosciuto, però mi sembrava strano. 

Vi conoscevate?

Sì, lo conoscevo da diverso tempo. A causa sua ho chiuso i rapporti con la Viola, ma anche gli amici storici l’hanno messa da parte. È un peccato perché era un bel rapporto, avevo anche le chiavi di casa sua. L’ho vista l’anno scorso ed è dimagrita tantissimo, l’ho vista molto provata, però sul palco è stata bravissima. 

Cosa pensi della musica che c'è in giro? 

C’è sempre musica fotocopia, sono tutte molto simili. Oggi ci sono autori che scrivono testi per le case discografiche, che poi vengono ‘date’ a un’artista. Una volta si scriveva invece apposta per l’artista. E i testi erano resi importanti grazie alle voci di queste donne.  

Chi è oggi Eleonora Magnifico? 

Oggi sono la sintesi di tante esperienze, perché nasco prima di ‘Sono venuta’. Il mio percorso artistico vede sempre un po’ di ego, soprattutto all’inizio. Se fossi stata più furba e magari più egocentrica, avrei giocato meglio le mie carte. Però non sono malleabile come persona, quindi compromessi non ne ho accettati. Il problema è che molti si aspettano ancora da me dei miracoli. Sicuramente sono una nicchia, ma so che posso piacere a tante persone. Sono una persona seria, a cui piace fare le cose in un certo modo, personale, ma non sono seriosa. Anche durante gli spettacoli non mi prendo sul serio. 


E' della tv cosa pensi? Hai nostalgia dei varietà? 

Non ho nostalgia della televisione, dico che ci siamo persi una televisione importante. L’importante però è che l’abbia vissuta, perché ha formato tanti addetti ai lavori nel settore, perché i riferimenti sono alti: penso a Mina, alla Carrà. Oggi invece la televisione è quella degli opinionisti, che non si sa ancora cosa fanno nella vita. Non so come facciano ad avere un parere su tutto, ma lo fanno pensando di avere la verità assoluta, ed è una cosa molto fastidiosa. Poi se in televisione qualcuno fa un po’ di spettacolo viene buttato giù, l’unica eccezione è Sanremo.

Ti vedresti alla conduzione di un programma? 

Mi piacerebbe presentare un programma. Io per tanti anni nell’ambito locale sono stata voce radiofonica, ho presentato in televisione, nel mio background c’è, anche se non lo dico mai. Da bimba registravo la mia voce e facevo le classifiche. Oggi mi manca: vorrei fare un varietà di ricerca, di recupero della televisione, magari una monografia di Milva. Tanti personaggi sono stati dimenticati, come Mango, Gabriella Ferri, di cui nessuno si ricorda. 

L'amore che ruolo ricopre nella tua vita? 

Io vivrei l’amore se me ne fosse data la possibilità. Lo vivo da corsaro, perché ci sono sempre storie complicate. Ovviamente c’è la questione mia, perché stare con una transessuale è ancora difficile: ho notato che si mette sempre davanti la famiglia e mi dice: “Mia madre mi ha detto che se lo sa tuo padre ci rimane male”. Devi sempre fare i conti con la società e i suoi giudizi e pregiudizi. 

Ti fa soffrire? 

Ci soffro perché sono una passionale, e se devo rinunciarci ci soffro. È proprio l’amore sentimentale a essere complicato. Ci si concentra sempre sul lavoro che manca, ma sempre meno dell’affettività per le persone transessuali. Manca un’educazione sentimentale ed emotiva: se solo si potesse spiegare che un uomo può innamorarsi di un transessuale senza essere gay, potrebbe sicuramente aiutare le generazioni future, che ancora devono subire insulti e pregiudizi.

Crystal Diva è disponibile nel formato fisico e digitale: testi e musica dell’album sono di Eleonora Magnifico, sintetizzatori e produzione sono di Nicolò De Musso, mixing e mastering a cura Alessandro Marcantoni c/o Metropolis Studio Milano.

Eleonora è impegnata a teatro con lo spettacolo 'Frammenti di Battiato' , un omaggio d'istinto e di devozione ad un artista che ci ha lasciato dei capolavori,  tra desideri terreni e mistici, con la leggerezza dell' ironia che ha contraddistinto il suo attento percorso di musicista eclettico e unico. Ad affiancarla sul palco Luana Della Gatta, musicista e compositrice. 




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