La fecondazione artificiale (prima parte)


VINCENZO NICOLA CASULLI -
La procreazione assistita nell'ordinamento giuridico italiano è disciplinata dalla Legge n. 40 del 19 febbraio 2004 (legge nota anche come “legge 40” o “legge 40/2004”) recante "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita". È un insieme di tecniche mediche che consentono a soggetti affetti da patologie concernenti la sterilità e l’infertilità di procreare indipendentemente da un rapporto eterosessuale. Alle tecniche di procreazione assistita possono accedere «coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi».

Non possono, viceversa, accedere le persone singole; le coppie omosessuali; le persone in età avanzata e non compatibili con una procreazione naturale; i vedovi o le vedove (ad esempio, per la donna, il seme congelato del marito defunto). La legge è da sempre al centro di articolati dibattiti poiché poneva una serie di limiti alla procreazione assistita, che hanno formato oggetto di diverse sentenze di incostituzionalità da parte della Corte costituzionale.

Inizialmente era vietato il ricorso a tecniche di fecondazione eterologa, divieto giudicato incostituzionale a seguito alla sentenza 162/2014, depositata il 10 giugno 2014, della Corte Costituzionale con la quale si fece strada la possibilità di creare una famiglia anche per quelle coppie impossibilitate a procreare, a prescindere dalla provenienza del seme. Diversa dalla P.M.A. è la maternità surrogata, vietata in Italia.

Tuttavia, la legge però non impedisce alle coppie dello stesso sesso di andare all’estero e ricorrere alla procreazione medicalmente assistita o maternità surrogata e poi tornare in Italia. Ciò avviene secondo una tendenza ampiamente diffusa di ottenere degli status entro gli ordinamenti che li prevedono e li regolano per poi ottenerne il riconoscimento nel proprio Stato d’origine, secondo un percorso di c.d. “turismo legale”, come nel caso dei divorzi lampo olandesi o dei matrimoni omosessuali.

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