Continua la controffensiva di Kiev e l'opinione pubblica critica il Cremlino

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KIEV - Sono trascorsi centoventidue giorni dall’inizio della guerra e il conflitto in Ucraina prosegue tra successi e sconfitte da parte di entrambe le fazioni. L’esercito ucraino sta riconquistando terreno sul fronte meridionale e Kiev riferisce di aver liberato due insediamenti, Arkhanhelske e Myrolyubivka, durante l’avanzata che prosegue verso sud lungo il fiume Dnepr. I progressi su questo fronte, però, sono stati fermati dagli occupanti che hanno respinto la controffensiva a cento chilometri dalla città di Kherson.

Due giorni fa, le forze di Mosca si sono ritirate da Lyman per evitare che gli ucraini accerchiassero il contingente di cinquemila soldati russi che presidiava il centro abitato. L’abbandono di Lyman e di Torske, a ovest della prima, consente alle truppe di Kiev di dirigersi verso l’oblast di Lugansk e di puntare seriamente alla riconquista di Severodonetsk e Lysychansk, occupate da Mosca in estate. I russi che hanno ripiegato da Lyman si sono stabiliti nei dintorni di Kreminna, località cruciale per l’avanzata ucraina verso la regione di Lugansk.

Putin ha annunciato che le autoproclamate Repubbliche di Donetsk e di Lugansk, oltre alle regioni di Kherson e di Zaporizhzhia, saranno per sempre territori russi. Ma l’esercito di Kiev sta riconquistando sempre più terreno in queste zone e ciò ha spinto il portavoce del Cremlino, Peskov, a dichiarare che i confini di queste regioni non sono ancora determinati e dipenderanno dal volere della popolazione. I media russi stanno esprimendo diverse contestazioni riguardo al mancato controllo di Mosca sui territori che hanno riguardato i referendum, mentre i canali televisivi di stato non nascondono le diverse problematiche che l’armata russa sta riscontrando in Ucraina. (Antonio Bottalico)

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