Intervista allo scrittore pugliese Davide Simeone in libreria con 'Domani mi sveglio presto'

''Domani mi sveglio presto” è l’ultimo romanzo scritto dall pugliese Davide Simeone, pubblicato da Les Flâneurs, che racconta la storia di un trentaseienne alle prese con l’elaborazione di uno dei lutti più significativi della sua vita: la morte della sua fidanzata, scomparsa tragicamente in un incidente stradale. Un romanzo che porta il lettore a percorrere un viaggio di caduta e di rinascita dove l’autore abilmente riesce a toccare le corde più delicate che fanno vibrare, ma possono anche graffiare, cuore e anima.

Come è nato questo libro? E soprattutto come è iniziato il viaggio del quale parli in questo romanzo?

Questo libro nasce una notte d’estate malinconica e nostalgica: guardavo un giovane padre addormentato con la sua bambina e mi sono chiesto come raccontare l’elaborazione di una perdita nella società frenetica dei nostri giorni, che sembra dimenticare troppo in fretta. Siamo abituati a ripetere che nessuno si salva da solo, ma purtroppo spesso ci ritroviamo proprio in questa condizione: nessuno sembra avere tempo per ascoltare le nostre richieste di aiuto, né voglia di decifrare i nostri silenzi.

Quanto c'è del tuo territorio tra le righe di “Domani mi sveglio presto”?

Ho sempre ancorato i miei romanzi a dei territori ben precisi: Lecce, Milano, Martina Franca. Questa volta ho scelto una località di pura fantasia, che non nomino mai, come scelta ben precisa di rendere universale il dolore e la sofferenza del protagonista, ma allo stesso tempo raccontare che è possibile ripartire da qualsiasi luogo se solo scegliamo di volerlo.

Si può cadere e allo stesso tempo rinascere?

In ogni imprevisto si nasconde un’opportunità. La sclerosi multipla ha condizionato la mia vita, ma questo stravolgimento ha portato con sé un rinnovato coraggio e nuove preziose consapevolezze. Occorre sentire il bisogno profondo di ascoltarsi, reinventarsi, e mettersi alla ricerca di nuove strade…soprattutto di quelle che possono fare più paura, perché alla fine di essere c’è sempre un traguardo meraviglioso.

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