Puglia, consiglio regionale monotematico sulla Capitanata: gli interventi


BARI - Continuano i lavori del Consiglio regionale straordinario, dedicato alla Capitanata e che vedere la presenza del vice Ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, di Parlamentari, Sindaci, Autorità civili, Rappresentanti delle organizzazioni Sindacali del territorio.

Dopo l’intervento della Presidente dell’Assemblea, Loredana Capone, hanno preso la parola da remoto il Prefetto ed il Procuratore della Repubblica di Foggia che hanno sottolineato con forza la necessità che lo Stato intervenga al riequilibrio degli uffici giudiziari della provincia: “ lo Stato- ha detto il Procuratore Vaccaro- ha soppresso tribunali (Lucera), procure e tutte le sezioni distaccate di Rodi, Apricena, San Severo, Manfredonia, Trinitapoli. Oggi sono pendenti circa 13mila processi e ciò che preoccupa è che le sopravvenienze, anno dopo anno, sono sempre maggiori rispetto alla capacità. Non è colpa dei giudici, mancano le aule. Una situazione insostenibile perché gli uffici non possono fare fronte alle esigenze di giustizia della Capitanata. La riforma del 2013 ha impattato in modo durissimo. Il risultato è che abbiamo un circondario di 7200 km quadrati e un solo tribunale e una sola procura. Bisogna riaprire le sezioni distaccate, non si possono celebrare i processi solo a Foggia. I cittadini della provincia di Foggia sono ingiustamente sacrificati rispetto agli altri cittadini italiani, hanno fame di giustizia”. 

Quindi, il vice presidente del governo regionale, Raffaele Piemontese:“Il Consiglio regionale si è riunito per discutere di un tema che è pugliese. Lo sviluppo debole del nord della Puglia incide su tutta la Puglia e, perciò, la questione Capitanata, così come è avvenuto per Taranto, va inquadrata con un piano che veda cooperare il governo regionale e il governo nazionale. La fase è propizia perché sono in campo le tante risorse del PNRR e quelle dell’imminente programmazione dei fondi europei 2021-2027: vanno indirizzate per dare una svolta che riguardi anzitutto lo sviluppo economico e il lavoro perché la provincia di Foggia resta la provincia pugliese con il maggior numero di disoccupati. Non è recriminazione, non possiamo permettercelo per rispetto alla mole di investimenti e di interventi senza precedenti che l’Amministrazione regionale presieduta da Michele Emiliano ha indirizzato alla Capitanata in sette anni.

"Su un territorio che è tra i più belli e i più fragili d’Italia, abbiamo concentrato oltre 400 milioni di euro per proteggere le nostre comunità da frane e alluvioni, riqualificando le scuole, facendo opere pubbliche di difesa del suolo, recuperando la viabilità e ricostruendo parti importanti dei nostri borghi, dal Gargano ai Monti Dauni: abbiamo fatto un investimento sul futuro, una precondizione di tutto il resto, per una provincia-regione, la terza più estesa d’Italia, nodo di accesso e di uscita per la Puglia, cerniera tra Adriatico e Tirreno.

"Abbiamo adesso un compito tutto da svolgere per cui il Governo nazionale si deve sentire coinvolto e che deve riguardare la crescita degli investimenti che generino lavoro.

"Dopo che la Regione ha riqualificato le aree industriali foggiane, investito nelle piattaforme logistiche, riattivato l’aeroporto di Foggia, concentrato investimenti enormi sulle perdite delle rete idriche e sulla depurazione, abbiamo bisogno che il Governo nazionale ci aiuti ad ampliare il perimetro della Zona Economia Speciale Adriatica per avere più aree su cui investire, che promuova investimenti di grandi player, che si impegni per far salire di categoria l’aeroporto “Gino Lisa”, che cooperi per risolvere questioni strategiche che condividiamo con le Regioni limitrofe e che ci aiuterebbero ad ampliare i volumi di acqua che servono all’agricoltura e all’industria.

"E, siccome siamo convinti dell’equivalenza tra mafia e povertà, deve con urgenza essere riordinato il disegno della circoscrizione giudiziaria della provincia di Foggia che ha un circondario enorme, di oltre 7 mila chilometri quadrati. Il Molise che è la metà ha tre procure; l’Abruzzo che ha un’estensione di 10 mila chilometri quadrati, di procure ne ha 8, la provincia di Foggia ne ha solo una: non si possono esercitare al meglio le funzioni di giustizia in questo modo. C’è, insomma, un grande lavoro alle spalle e un ancora più grande lavoro da fare insieme per la crescita degli investimenti d’impresa, della buona occupazione e del capitale umano della Capitanata”.

Quindi il vice Presidente del Consiglio regionale, Giannicola De Leonardis che ha puntato il dito su come la forte incidenza della criminalità organizzata- assurta al nome proprio di IV mafia- sia il deterrente più forte per la scarsa attrattiva dell’imprenditoria sul territorio, della paura ad investire in una zona che avrebbe invece delle formidabili potenzialità .

Dopo il consigliere Clemente, l’accorato intervento del consigliere Tutolo: ”Quando due anni fa ho chiesto per la prima volta che si celebrasse un Consiglio monotematico sul tema dello “Sviluppo della Provincia di Foggia” avevo in mente un preciso scenario: mettere in un solo luogo e nello stesso momento autorità e rappresentanti istituzionali e politici di ogni livello, dai sindaci ai consiglieri regionali, dalla Giunta regionale ai parlamentari pugliesi, per discutere del futuro di 600 mila nt cittadini. “Sono partito da alcune domande: che strategie hanno in mente per la Capitanata? Come pensano di risolvere i problemi atavici? Quali soluzioni immaginano per rialzarla dai famosi ultimi posti nelle classifiche e proiettarla verso lo sviluppo agro-industriale, tecnologico, turistico, sanitario e infrastrutturale che merita? Che cosa hanno intenzione di fare per affrontare l’emergenza idrica e la sicurezza? Quali sono le prospettive per i giovani e l’occupazione? Come hanno pianificato di investire i fondi del Pnrr in questa provincia? Per decenni la mala politica che ci ha governato a tutti i livelli ci ha fatto credere che fossero questioni irrisolvibili, tant’è che si è giunti al punto da identificare questa provincia con i suoi guai e definire il tutto “questione Capitanata”. Manco fosse un materiale radioattivo da cui tenersi alla larga".

"Per mia indole sono abituato a chiamare le cose con il loro nome e la provincia di Foggia non è i suoi problemi ma ha un solo problema: è stata abbandonata. Talmente tanto che adesso occorrono misure straordinarie per riportarla a un livello accettabile di vivibilità. “Non è facile ma non è impossibile come ci vogliono far credere. Perché la Capitanata non ha firmato un contratto da eterna “Cenerentola” della Puglia e dell’Italia.

“Altre province hanno avuto guide illuminate che le hanno fatte rifiorire e non vedo perché ciò non possa e non debba accadere anche a questo territorio meraviglioso, ricco di tutto, che però viene depredato e poco o niente valorizzato.

“Denuncio da tempo un odioso squilibrio territoriale a vantaggio di altre province pugliesi a causa del quale i cittadini foggiani ormai si sentono ignorati e abbandonati. E le mie numerose iniziative sono state avversate e boicottate in tutti i modi, tant’è che fino alla fine si è cercato di svuotare di presenze e contenuti questa seduta. Per fortuna, sono una persona determinata e sono andato avanti per fare qualcosa che nessuno si è mai sognato di fare: accendere i riflettori sulla provincia di Foggia in Regione.”

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