Processo TAP: richieste di condanna per otto imputati per inquinamento ambientale
LECCE - Il pubblico ministero Alessandro Prontera ha avanzato richieste di condanna a tre anni di reclusione e una multa di 66.667 euro per otto imputati nel processo relativo alla costruzione del gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline), accusati del reato di inquinamento ambientale.
Gli imputati e i ruoli nel progetto
Tra gli imputati spiccano i nomi di Michele Elia, ex country manager di TAP Italia, e Gabriele Lanza, project manager di TAP. A loro si aggiungono Luigi Romano, Adriano Dreussi, Piero Straccini e Luca Gentili, manager della Saipem, principale appaltatore dei lavori del microtunnel. Completano la lista Yuri Picco e Aniello Fortunato, rispettivamente responsabile di commessa e direttore tecnico di cantiere per la società Icop, incaricata di realizzare il pozzo di spinta.
Capo d’accusa e reati contestati
Le accuse originarie spaziavano su sette capi d’imputazione, includendo reati come deturpamento di bellezze naturali, danneggiamento, violazione del testo unico in materia edilizia e inquinamento ambientale. Tuttavia, la maggior parte di questi reati è caduta in prescrizione. Le richieste di condanna si concentrano ora esclusivamente sull'inquinamento ambientale, per cui la procura ha raccolto prove ritenute sufficienti per sostenere l’accusa.
Un processo rallentato dai cambi di giudice
Il procedimento, in corso presso il tribunale di Lecce davanti al giudice monocratico Chiara Panico, è stato più volte rallentato. Fino ad ora, si sono susseguiti ben sei giudici diversi, causando significativi ritardi nello svolgimento del processo. La prossima udienza è stata fissata per il 10 febbraio 2025.
Il gasdotto TAP
Il TAP è un’infrastruttura strategica che trasporta gas naturale dall’Azerbaijan all’Italia, approdando sulle coste del Salento. Fin dalla sua realizzazione, il progetto è stato oggetto di polemiche e di attenzione giudiziaria, soprattutto per il suo impatto ambientale.
Il caso rappresenta uno snodo cruciale per comprendere le responsabilità penali legate alla costruzione di grandi opere e i loro effetti sul territorio.