Brindisi, nave con 33mila tonnellate di materiale ferroso sequestrata: violazione delle sanzioni contro la Russia


BRINDISI - Una nave mercantile carica di materiale ferroso è stata sequestrata nel porto di Brindisi dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane per la presunta violazione delle sanzioni europee imposte alla Russia. Nell’inchiesta risultano indagati l’importatore della merce, l’armatore e parte dell’equipaggio.

L’imbarcazione, battente bandiera di una piccola isola dell’Oceania, trasportava complessivamente 33mila tonnellate di materiale. Nel corso dei controlli effettuati dalle autorità sono emerse gravi incongruenze e presunte falsificazioni nella documentazione di bordo. In particolare, dagli accertamenti è risultato che la nave aveva sostato per circa una settimana, nel novembre scorso, in un porto russo, dove sarebbero state effettuate le operazioni di carico del materiale.

Ulteriori verifiche condotte dai militari della Sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Brindisi, insieme all’analisi satellitare svolta dal Reparto aeronavale della Guardia di Finanza di Bari, hanno fatto emergere un elemento ritenuto particolarmente significativo dagli inquirenti. Il sistema AIS, il transponder che consente alle navi di essere identificate e di trasmettere in tempo reale posizione, rotta e velocità, sarebbe stato disattivato in prossimità del porto russo di Novorossijsk.

Secondo quanto ricostruito, lo spegnimento del dispositivo sarebbe avvenuto con ogni probabilità per sottrarsi alla geolocalizzazione e ostacolare i controlli delle autorità competenti, eludendo così i sistemi di monitoraggio previsti a livello internazionale.

Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare l’intera filiera dell’operazione commerciale, mentre il sequestro della nave e del carico rappresenta uno dei più rilevanti interventi recenti nell’ambito dei controlli sul rispetto delle sanzioni europee.