Giornata della Memoria, il sindaco Leccese alle iniziative in ricordo di Filippo D’Agostino e Giuseppe Zannini


BARI - 
Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha partecipato oggi alle iniziative organizzate in città in occasione della Giornata della Memoria, rendendo omaggio a due vittime baresi della deportazione nazifascista: Filippo D’Agostino e Giuseppe Zannini.

Alle ore 9, nella sala consiliare di Palazzo di Città, l’amministrazione comunale, l’ANPI e il coordinamento antifascista hanno ricordato Filippo D’Agostino – sindacalista, consigliere comunale, antifascista e vittima della deportazione – con la deposizione di una corona di fiori presso la targa a lui intitolata. Alla cerimonia ha preso parte anche il prefetto di Bari, Francesco Russo.

«Questa targa è stata apposta solo pochi anni fa – ha dichiarato il sindaco Leccese – e per questo ringrazio l’ANPI, che ha sollecitato l’amministrazione comunale a lavorare sulla ricostruzione del contributo che la nostra città ha dato alla lotta di Resistenza. Filippo D’Agostino è stato protagonista non solo nella difesa dei diritti dei lavoratori, ma anche nel suo impegno politico e istituzionale: sedeva tra i banchi del Consiglio comunale già nel 1920. Per troppo tempo Bari ha rimosso, o fatto finta di non ricordare, il ruolo determinante che ha avuto nella lotta di Liberazione, culminata il 25 aprile 1945».

Il sindaco ha inoltre ricordato il fermento culturale e civile che animò la città grazie a figure come D’Agostino, Rita Maierotti e gli intellettuali legati alla casa editrice Laterza, «capaci di alimentare un pensiero critico e libero».

Successivamente Leccese si è recato al Liceo Scacchi, dove, su iniziativa dell’ANPI e dell’amministrazione comunale e alla presenza della comunità scolastica, è stata deposta una corona di fiori sotto la targa dedicata a Giuseppe Zannini, già alunno dell’istituto. Antifascista cattolico, amico di Aldo Moro e Achille Ardigò, Zannini fu catturato dalle SS a Bologna e deportato nel campo di sterminio di Mauthausen, dove morì per sfinimento dopo la prigionia.

«Giuseppe Zannini è stato un martire – ha sottolineato il sindaco – un combattente per la libertà e la democrazia. Ricordare lui e tanti altri italiani che scelsero di schierarsi con i partigiani significa rendere omaggio a chi non esitò a fare una scelta di campo contro l’occupazione nazifascista».

Nel corso degli incontri, Leccese ha richiamato il significato profondo della Giornata della Memoria, citando le parole di Elie Wiesel: «Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza».

«La Shoah – ha concluso – è stata possibile anche a causa dell’indifferenza delle diplomazie e dei poteri economici e politici dell’epoca. Per questo la memoria non deve essere un esercizio retorico, ma un’eredità viva da trasmettere soprattutto ai giovani. Di fronte ai segnali preoccupanti di ritorno a quel passato, spetta a tutti noi presidiare quotidianamente democrazia e libertà. L’indifferenza è il pericolo più grande: quando si è indifferenti, può accadere di tutto, anche ciò che è già accaduto».